Nella notte primo test contro il Liverpool

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La Roma-2 di Rudi Garcia inizia a fare sul serio. Stanotte (1.30 ora italiana) l’undici giallorosso incontrerà il Liverpool in amichevole allo stadio Fenway Park di Boston, sfoggiando la seconda maglia presentata ieri. Subito dopo parteciperà alla Guinness International Champions Cup che prenderà il via domani ma vedrà impegnati gli uomini di Garcia soltanto il 26 luglio contro il Manchester United.

Dopo una settimana di lavoro a Trigoria e pochi allenamenti oltreoceano, questo primo impegnativo test – dopo quello a Rieti con la nazionale Under 23 indonesiana – sarà all’insegna del turn over. Difficilmente sarà in campo dall’inizio il neo arrivato Iturbe e si accomoderanno in panchina De Rossi e Pjanic, reduci dal mondiale e ancora indietro dal punto di vista fisico.

Dei nuovi probabile impiego dal primo minuto per Ashley Cole e Salih Uçan, come già accaduto a Rieti, con in porta Skorupski che sostituirà il convalescente De Sanctis. Chiavi del centrocampo consegnate a Radja Nainggolan, che avrà il compito di servire il tridente d’attacco probabilmente formato da capitan Totti, Destro e Ljajic. Pronti a subentrare i tanti giovani portati negli Stati Uniti da mister Garcia. Sponda Liverpool, ad attendere i giallorossi un ex poco amato dallo spogliatoio romanista: si tratta di Fabio Borini, che recentemente ha rifiutato il trasferimento al Sunderland per giocarsi le sue carte con i Reds. In dubbio la presenza di Brendan Rodgers in panchina, visto il forfait nell’allenamento di ieri a causa di un virus.

Arriva Ferreira Carrasco, torna Toloi

yannick-ferreira-carrascoas-monaco3-300x141Stavolta dovremmo esserci. La Roma ha presentato un’offerta ufficiale al Monaco, 3,5 mln per Ferreira Carrasco e sta aspettando una risposta . Gli ultimi intoppi, grazie al lavoro dell’agente Frenay, dovrebbero esser stati risolti. Considerando che l’intesa pluriennale con il calciatore è stata trovata da tempo (1,7 a stagione), si attende il via libera della dirigenza monegasca. L’under 21 belga non è l’unico in stand-by. A Trigoria infatti sono convinti a breve di poter riabbracciare Toloi (nella foto). Sabatini aspetta entro oggi una risposta da parte del San Paolo dopo aver inviato via fax una nuova proposta al club brasiliano. Intanto prima amichevole per Totti e compagni (ore 1.30 in Italia, diretta Roma Channel) nell’ambito dell’International Cup: avversario il Liverpool. Non ci sarà Balzaretti al quale è stata proposta la spalmatura dell’ingaggio, allungando di un anno la durata del contratto attuale. Qualora, però, come accaduto in passato con Montella, il terzino dovesse decidere in anticipo di dire stop al calcio giocato, potrebbe profilarsi una panchina del settore giovanile. Eletti quattro nuovi rappresentanti della Hall of Fame: Ghiggia, Ancelotti, Voeller e Candela.

Roma, missione scudetto

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Le dimissioni di Antonio Conte hanno squassato la Juve. Un cambio di allenatore a luglio fomenta incognite, dubbi, cattivi pensieri. L’infortunio di Morata, acquisto juventino di maggior peso, sembra un ulteriore segno di avverso destino. Lo strapotere della Juve è finito? Il triennio magico non si trasformerà in un quadriennio? E poi la domanda chiave: se lo scudetto non resta a Torino, chi lo vince? Oggi come oggi la risposta non può che essere una: la Roma o il Napoli, e per dirla tutta più Roma che Napoli, sempre che il mercato non regali qualche colpo a sorpresa. La vera griglia di partenza l’avremo a trattative chiuse, ma l’impressione è che la Roma sia salita ad altezza Juve.

Il fattore principale La Juve ha chiuso lo scorso campionato con 17 punti di vantaggio sulla Roma, un’enormità. La Roma è stata in testa fino alla dodicesima giornata, poi si è consumato il sorpasso e ciao. A novembre è cominciata l’irresistibile escalation juventina, fino al più 17 conclusivo. Se si rimane fermi alla foto di maggio, non c’è discussione, ma siamo a luglio, sono successe delle cose, ed è lecito ritenere che il più 17 sia diventato irrealistico. La Juve ha cambiato allenatore, e che allenatore, la Roma no, e questo è il primo grande motivo di avvicinamento. Rudi Garcia non può che consolidarsi. Massimiliano Allegri, il successore di Conte, deve integrarsi ed è tutto da vedere che ci riesca in fretta e bene. Il fattore panchina può ridurre di molto il più 17, ci sta che la Juve immoli tanti punti sull’altare della grande mutazione di luglio. La squadra campione d’Italia con ogni probabilità varierà il sistema di gioco, non crediamo a un Allegri nel solco di Conte. La difesa a tre non fa parte dei suoi convincimenti, sarebbe un adattamento, anche se è vero che si diceva la stessa cosa nella prima estate di Conte alla Juve. Descritto come un talebano del 4-2-4, Conte ci mise niente a virare sul 3-5-2. Però Allegri non ci sembra il tipo di tecnico disposto ad abiurare le sue idee per il dio risultato. Garcia non ha di questi problemi, 4-3-3 era e 4-3-3 resterà, e i meccanismi non possono che migliorare. In questo senso Juve e Roma sono due ascensori, uno scende dall’alto e l’altro sale da sotto.

Il fattore fasce La Juve ha preso Evra e Morata, la Roma ha acquistato Iturbe, Cole e Keita. L’arrivo di Pereyra a Torino pareggerà quello di Ucan. Per ora siamo lì. La Roma però ha acquisito un potenziale devastante sulle fasce: Cole e Iturbe si aggiungono a Maicon e Gervinho, sempre che le bizze dell’ivoriano per l’aumento non si trasformino in un addio. Forse Garcia non li schiererà tutti e quattro assieme, ma l’accoppiata Iturbe-Gervinho è roba da motomondiale, e per questo il tecnico francese cerca un centravanti grande e grosso, uno che capitalizzi la prevedibile fioritura di cross e assist. A centrocampo va verificato il recupero di Strootman, nell’attesa fiducia a Nainggolan. In difesa la mancata cessione di Benatia – se così sarà – avrà la forza di un colpaccio in entrata. La Juve resisterà alle offertone per Vidal e/o Pogba?

Cifre e Champions Aspettando le rose definitive, si può scavare nelle cifre della scorsa stagione. E’ molto difficile, per non dire impossibile, che la Juve rimetta insieme 102 punti, con 33 vittorie in 38 gare. Certe imprese storiche non sono duplicabili all’istante. Poi i micro-numeri del 2013-2014 dicono che la Juve ha primeggiato, ma non in tutto. Alcuni parametri sono stati favorevoli ai giallorossi, come dimostra l’infografica in pagina. «Passaggi nella metà campo avversaria» è indicatore di baricentro alto: la Roma ne ha fatti di più. Anche «tiri totali», «dribbling e passaggi riusciti» e «contrasti vinti» sono stati appannaggio dei romanisti, seppure di poco. Dettagli minimi, quel che conta è l’esito finale, ma le cifre tecnico-tattiche – pure il vituperato possesso palla è stato romanista – danno sostanza ai ragionamenti. I 17 punti di distacco non spiegano tutto. Per la Roma il problema può essere la Champions, un anno fa l’Europa non c’era: come gestirà Garcia il doppio palcoscenico? Come si sdoppierà il 38enne Totti? Su questo terreno la Juve è più ferrata e abituata.

 

Ferreira Carrasco con le valigie

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Un centrale difensivo, un terzino destro, Ferreira Carrasco, un centravanti giovane (Ponce del Newell’s, se partirà Borriello) e una cessione per riequilibrare i conti. Al netto di possibili nuove offerte per Benatia (che dovranno però portare nelle casse di Trigoria 38-40 milioni), il mercato della Roma è entrato nella sua terza fase. Quella di assestamento, sia tecnico che finanziario.

GARCIA BACCHETTA GERVINHO Qualche variazione nell’organico ci sarà in attacco. Ferreira Carrasco (a Miami col Monaco) è bloccato da tempo e a meno di sorprese arriverà. Tuttavia prima di tesserarlo la Roma potrebbe decidere di cedere. Tutti gli indizi (dopo il colloquio chiarificatore tra Florenzi e Garcia e considerando per ora la permanenza di Benatia) portano a Ljajic. Il serbo viene valutato 15-16 milioni che servirebber oa far rifiatare il bilancio di spesa, al momento assestatosi a -25,4. L’agente Ramadani sta lavorando sulmercato tedesco (Schalke 04 e Dortmund). Se poi si riuscirà a trovare una sistemazione a Borriello (richiesto dal Cesena che però chiede allaRomadi contribuire alla quasi totalità dello stipendio), probabile l’arrivo di un centravanti giovane. Il sondaggio per Babacar (richiesto anche dall’Eintracht) non è l’unico ma ne è la conferma. Intanto il braccio di ferro tra Gervinho e la società sta spazientendo Garcia che lo ha fatto presente in una lunga telefonata, prima della partenza per gli Usa, al calciatore. Della serie: un conto è chiedere un adeguamento, un altro un contratto nuovo (da 2.3 a 3.5, la richiesta dell’ivoriano). Situazione che a Trigoria danno in via di definizione in settimana. «Sono qui a casa per motivi familiari, con il permesso del club», ha spiegato ieri Gervinho via Facebook.

MEHDI: «RESTO QUI» L’unica variante che potrebbe far saltare il banco e rimettere tutto in discussione il mercato giallorosso è l’arrivo di un’offerta di 38-40 milioni per Benatia. Il franco- marocchino sembra quasi rassegnato a restare. Una rassegnazione non dovuta ai rapporti con la squadra,la tifoseria o il tecnico ma alla delusione che si prova nel momento in cui a casa conservi il pre-contratto di 4 milioni a stagione che il Manchester City ti aveva offerto. E non è dunque un caso che ieri, interpellato ancora una volta dai tifosi, il difensore abbia ribadito: «Resto aRoma?Certamente ». E pensare che appena dieci giorni fa era convinto del contrario e che la situazione si sarebbe risolta con il suo trasferimento entro la partenza per la tournée.

Ora gli rimane l’ultimo step, quello del 31 luglio, dead line che la società si è data per chiudere definitivamente la questione. E’ quello che spera anche Garcia che invece teme che qualora dovesse arrivare l’offerta giusta, il calciatore potrebbe partire anche ad agosto inoltrato. Bayern Monaco e Manchester United (se non acquista Vermalen) restano alla finestra. Dalla partenza o meno di Benatia, dipende la scelta del terzo centrale che possa alternarsi con il franco-marocchino e Castan. Fosse per Garcia la Roma avrebbe già acquistato Basa. L’accordo con il calciatore c’è da tempo (triennale da 1,5milioni più premi) e con il Lille non sarebbe impossibile trovarlo. Sabatini, però, non è convinto. Sa che nella testa dell’allenatore Basa è un titolare e teme che un suo arrivo possa minare le certezze di Castan. Allo stesso tempo è consapevole che Benatia, se resterà, sarà impegnato un mese per la coppa d’Africa. In quest’ottica tiene viva anche la pista Rolando. Dopo Martins Indi, il club di Pinto da Costa è prossimo ad annunciare anche l’arrivo di Ivan Marcano. Segnale preciso che Rolando partirà e l’agente Cardoso non fa mistero dell’interesse della Roma: «Sabatini aveva pensato a lui come sostituto di Benatia ma se lo liberiamo per meno di 6 milioni, potrebbe arrivare in giallorosso senza attendere ». A Trigoria non hanno perso le speranze nemmeno in un ritorno di Toloi. Il San Paolo per ora tiene duro. Altre operazioni: Viviani vicino al Leeds (prestito con diritto di riscatto) ma il Latina spera ancora. Piscitella verso il Lanciano

un piano per Gervinho: fumata bianca vicina

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La Roma prova a risolvere la grana-Gervinho. Il rinnovo in stand-by da tempo, le richieste esose del giocatore, la voglia di soddisfarne l’ambizione a guadagnare di più e la necessità di far quadrare i conti del monte ingaggi già levitato nel corso dell’estate. Un rebus non certo semplice da risolvere, quello che si trova a sbrigare la società giallorossa nel pieno del proprio mercato. Eppure, i manager di Trigoria sentono di aver trovato la strada giusta. Gervinho permettendo.

GERVINHO IL PIANO PER LA FIRMA: UN BONUS PER UN SOLO ANNO -Aumentare lo stipendio dell’ivoriano senza generare una reazione a catena nello spogliatoio e provando a non incrementare il gruzzolo degli stipendi della squadra. Missione possibile, nonostante la distanza siderale tra la proposta di adeguamento formulata dalla Roma a Gervinho, e la richiesta del suo agente, Boisseau, lo stesso di Garcia, da 3,5 milioni netti a stagione. Una distanza di 600mila euro a stagione, esentasse. Colmabile? Sì, muovendosi sulla linea delle idee. Quella a cui si lavora per abbattere le differenze è un bonus “una tantum”. Un premio, legato alla stagione passata o alla prossima, ma non inserito stabilmente nel contratto. Che non va corrisposto quindi ogni anno, ma squisitamente occasionale. Lo stipendio resterebbe così nei parametri del club ma, almeno per questa annata, si esaudirebbero le pretese del giocatore ivoriano. A queste condizioni, la fumata bianca può essere imminente.

LA FESTA PER GLI 87 ANNI DELLA SOCIETA’ – Cinquecento tifosi si sono recati ieri sera in Via degli Uffici del Vicario per l’87esimo compleanno della Roma. Sotto gli uffici in cui Italo Foschi nel 1927 firmò il primo ordine del giorno della neonata società, i supporters giallorossi hanno celebrato con cori e fumogeni l’anniversario del 22 luglio. Pochi i momenti di tensione, alla comparsa di una camionetta di agenti delle forze dell’ordine, giunti nella via adiacente a Montecitorio vista l’enorme folle accorsa per l’evento. I fumogeni hanno invaso la strada di una fitta nebbia rossa e gialla, il petardo alla mezzanotte ha scandito l’inizio dei cori che hanno incuriosito i turisti che si aggiravano per le vie del centro. Una manifestazione spontanea, guidata dalla Curva Sud, che si rinnova ogni anno a dimostrazione di quanto sia ogni anno più salda la simbiosi tra la squadra e la tifoseria che ha scoperto oggi la seconda maglia Nike per la stagione 2014/2015. Confermate le indiscrezioni per la casacca bianca – con una banda trasversale giallo e rossa – con cui la Roma disputerà l’amichevole di domani contro il Liverpool. Eletti poi quattro nuovi rappresentanti della Hall of Fame (Alcides Ghiggia, Carlo Ancelotti, Rudi Voeller e Vincent Candela) che verranno celebrati davanti la Curva Sud durante le prime gare del prossimo campionato.

CANOVI: “ROMA ALLO STESSO LIVELLO DELLA JUVE. A SABATINI CONSIGLIEREI ANTONSSON”

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Il celeberrimo procuratore di calciatori ed esperto di mercato, Dario Canovi, ha rilasciato un’intervista esclusiva alla redazione di Asromaradio.it, snocciolando alcune tematiche relative al calciomercato giallorosso e non solo:

Qual è il suo giudizio complessivo sulle operazioni che Sabatini ha concluso fino a questo momento?
“Il mercato che la società giallorossa ha portato avanti fino a questo momento è più che positivo. Sono state effettuate buone operazioni a parametro zero che vanno a rafforzare una rosa già di per sé forte. Detto ciò, il colpo Iturbe è da considerarsi un arrivo importante, che potrebbe sconvolgere gli equilibri del prossimo campionato.”

Quali sono i reparti che, in questo momento, andrebbe a rinforzare in vista della prossima stagione?
“Il reparto che puntellerei maggiormente è, senza ombra di dubbio, l’apparato difensivo. Già lo scorso anno, a mio avviso, sarebbe stato opportuno acquistare un centrale di livello più elevato rispetto a Toloi, che io considero un giocatore modesto. Ora che non c’è più il brasiliano ne occorrono addirittura due.”

Come sistemerebbe dunque la retroguardia in prospettiva Champions League?
“Innanzitutto, come ho anticipato pocanzi, eviterei di riacquistare Toloi in quanto la valutazione di 5.5 milioni elaborata dal San Paolo mi sembra estremamente esagerata. Dopodiché sono convinto che Sabatini abbia le risorse conoscitive adeguate per rilevare un giocatore più forte a fronte di un conguaglio minore. Ad ogni modo dipende tutto dal tipo di investimento che si vuole operare: usato sicuro o giovane di prospettiva. In questo senso apprezzo in maniera smisurata il difensore centrale del River Plate, Balanta, un giovane asso dal fulgido talento. Per concludere, a Sabatini consiglierei Antonsson, imponente difensore svedese classe 1981 in forza al Bologna. Lo scorso anno fece una gran partita contro i giallorossi marcando strenuamente Gervinho e limitandolo sul piano della velocità.”

In tema di pareggio di bilancio, sarebbe più propenso a cedere Benatia o Destro?
“Benatia è certamente un giocatore importante ma non determinante dunque ci si potrebbe fare una grande plusvalenza individuando un sostituto di livello a costi più bassi. Un’eventuale dismissione di Mattia Destro avrebbe delle ripercussioni negative incredibili, infatti la cifra ricavata dalla sua cessione non basterebbe per prendere uno all’altezza, un handicap assai rilevante.”

Sabatini sembra avere in mano il gioiellino belga Ferreira Carrasco: cosa ne pensa?
“Per motivi di ufficio e per svago personale ho avuto l’opportunità di vederlo più di una volta con la casacca del Monaco e in due occasioni con la nazionale belga U21 contro gli azzurrini. E’ un interprete che mi piace a dismisura, se Sabatini riesce a metterci le mani fa un grande affare, è bravissimo e giovanissimo, una stellina importante.”

Cosa manca alla Roma per competere con la Juventus?
“Non gli manca molto anche perché la partenza di Antonio Conte sarà un grosso handicap per la Juventus, a mio avviso la Roma è alla stessa altezza dei bianconeri, anzi forse con gli ultimi acquisti ha conseguito un livello addirittura superiore.”

In questo senso, secondo lei Iturbe e Cole potranno risultare decisivi ai fini della vittoria del prossimo campionato?
“Certamente, se si dimostreranno all’altezza della situazione daranno un grosso contributo sia in ambito campionato che nella sfera relativa alle competizioni europee. Sabatini, inoltre, si è assicurato anche Keita ed Emanuelson, due profili a costo zero ma di ampio respiro internazionale. Mi vorrei soffermare soprattutto su quest’ultimo: l’ex Milan difatti ha disputato delle ottime stagioni in Olanda per poi trasferirsi in Lombardia, dove non ha fatto bene anche a causa delle stagioni disastrose collezionate dai rossoneri. Infine, il mercato non è ancora terminato e mi fido delle capacità di Sabatini, il quale ha dimostrato di saper scovare talenti emergenti a costi abbordabili.”

STADIO ROMA, BONACCORSI (PRES. PD LAZIO): “L’IMPIANTO DEVE ESSERE DI PROPRIETÀ DELLA SOCIETÀ”

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La deputata del Partito democratico e presidente del Pd Lazio, Lorenza Bonaccorsi esprime il suo pensiero sullo stadio della Roma:“Per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, oltre ai cittadini romani e all’ambiente vanno tutelati anche i tifosi romanisti: la proprietà della nuova struttura sia in capo alla Società sportiva e non ai suoi soci oppure all’impresa costruttrice. Mentre viene verificata la fattibilità ambientale del progetto – spiega Bonaccorsi – e il Comune si occupa di avere tutte le garanzie per le opere urbanistiche riguardanti la mobilità, i trasporti e le opere pubbliche connesse al nuovo stadio, è opportuno che ci siano certezze anche sul fronte societario. Lo stadio deve appartenere alla As Roma e non alla società che detiene le quote di maggioranza della squadra oppure ad altre società. I tifosi devono avere la garanzia che lo stadio diventa patrimonio della società sportiva, non sarebbe comprensibile autorizzare una struttura del genere per darla ad un semplice privato. Nel caso in cui la proprietà della Roma dovesse cambiare, lo stadio deve rimanere alla squadra. Su questo è opportuno che il Comune introduca clausole chiare nell’operazione”.

 

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