La situazione sulla trequarti: tanta abbondanza e diverse soluzioni per Fonseca

Il campionato è ormai alle porte e la Roma 2.0 di Fonseca sta prendendo sempre più forma. Tra nuovi arrivi, cavalli di ritorno e grandi addii, la rosa si sta delineando e salta all’occhio una particolare abbondanza in una precisa zona del campo: la trequarti. Nel 3-4-2-1 con cui Fonseca ha chiuso la scorsa stagione e con tutta probabilità riaprirà la prossima, sono molti i giocatori in lizza per ricoprire i ruoli di trequartisti dietro la punta. Ben 7 giocatori, salvo prossime uscite, per 2 maglie. Un’abbondanza che si coniuga anche a una varietà importante a disposizione di Fonseca. La Roma può contare infatti su giocatori con caratteristiche diverse in quel ruolo, ognuno in grado di dare il proprio singolare apporto alla causa. Entriamo dunque nel dettaglio di come i singoli calciatori a disposizione del mister possono adattarsi al ruolo di trequartista e interpretare quel ruolo.

LORENZO PELLEGRINI – Con la sempre più vicina partenza di Edin Dzeko, il 7 giallorosso è destinato a ereditare la fascia da capitano. Un’investitura pesante, che certifica ancora di più l’importanza del calciatore per la Roma. Lui e Zaniolo sono stati i pupilli da proteggere a ogni costo in sede di mercato, e, con l’infortunio del compagno, Lorenzo è chiamato a un ruolo di responsabilità ancora maggiore, sia tecnica che mentale. Principe indiscusso degli assist, è il classico giocatore di rifinitura, l’ideale per supportare una belva d’area di rigore come Milik. La sua presenza aumenta il grado qualitativo della squadra, ma le incognite sono sempre le stesse: qualche passaggio a vuoto di troppo nei momenti decisivi. Se Pellegrini quest’anno riuscirà a limare questo aspetto, potrà davvero diventare il valore assoluto che prospetta di poter essere per la Roma.

HENRIKH MKHITARYAN – Ai nastri di partenza, l’armeno è il titolare assieme a Pellegrini. Giocatore dall’efficacia straordinaria, l’anno scorso ha avuto un rendimento straordinario considerando il rapporto tra minuti giocati e gol a cui ha partecipato. È un calciatore che sa come reggere determinati livelli, ha alle spalle una carriera straordinaria e fa sentire il peso della propria esperienza in campo. Poi ha un feeling incredibile col gol, non un dettaglio da trascurare. Il limite dell’armeno però è legato alle sue condizioni: lo scorso anno ha patito qualche acciacco fisico di troppo. La speranza è ovviamente quella di poterlo avere a disposizione per il maggior numero di partite possibili e in quest’ottica sarà importante il modo in cui Fonseca saprà gestire le sue energie. Con lui in campo la Roma acquisisce in prima battuta gol, ma soprattutto un bagaglio d’esperienza che diventa ancora più importante dopo l’addio di Kolarov e la prossima partenza di Dzeko.

PEDRO – A proposito di esperienza. Quest’estate a Trigoria è arrivato un giocatore che ha praticamente vinto tutto, con un pedigree davvero raro da queste parti. Lo spagnolo è un acquisto importante, capace di aggiungere davvero molto valore alla rosa della Roma. L’abitudine a giocare a certi livelli, l’intelligenza tattica, tutti fattori su cui potrà fare affidamento Paulo Fonseca. Anche lui è uno che vede la porta, ha sempre fatto i suoi gol in carriera e la Roma conta sul fatto che continuerà a farne. L’incognita è la classica che si porta dietro un giocatore di 33 anni: la condizione fisica. La paura è sempre quella che questi grandi campioni vengano semplicemente a svernare a fine carriera, ma Pedro oltre a essere un giocatore che ha dimostrato sempre grande professionalità viene da stagioni da protagonista al Chelsea. Con lui in campo sicuramente la Roma guadagna molto in esperienza e in abitudine a vincere, fattore che spesso è mancato negli ultimi tempi.

CARLES PEREZ – Si resta in Spagna, ma andando avanti di parecchi anni. Sono 11 le primavere che intercorrono tra Pedro e Carles Perez, uno stacco generazionale. Arrivato nello scorso gennaio, l’ex Barcellona ha fatto intravedere ottime cose a Roma, sia da esterno offensivo che nella nuova posizione di trequartista. Unico esterno puro di piede mancino in rosa, è un giocatore profondamente diverso da quelli sopracitati. La sua attitudine lo porta a giocare più esternamente, quasi a ricoprire una posizione intermedia tra l’esterno e il trequartista, una variante importante soprattutto quando si fa fatica a penetrare centralmente. Nascendo esterno puro ha dalla sua anche una certa velocità, preziosa negli spazi aperti. Non ha naturalmente dalla sua l’esperienza, ma ha la freschezza della giovane età e la voglia di ritagliarsi un posto da protagonista. Inizialmente parte dietro nelle gerarchie, ma può dare alla squadra fattori diversi da quelli propri dei titolari.

JUSTIN KLUIVERT – L’olandese è probabilmente la grande incognita in questo ruolo. La scorsa stagione è stata a due facce: positiva la prima parte, negativa la seconda. Col cambio di modulo è finito ai margini della rosa, vedendo il campo davvero col contagocce. Sembrava destinato a partire, ma le voci di un suo addio si sono sempre più diradate e ora la permanenza è più che probabile. Per caratteristiche anche lui è diverso, molto rapido, imprevedibile, ma molto più esterno che trequartista. È forse questo il problema maggiore legato a Kluivert: per caratteristiche si trova fuori dal modulo scelto di Fonseca. Dalla sua ha la giovinezza, può essere plasmato e adattarsi a giocare in nuove posizioni di campo. Sicuramente ha qualità importanti, può essere un fattore soprattutto in ripartenza e nei ribaltamenti d’azione. Deve però ritrovare fiducia, parte dietro ma ha la qualità per scalare posizioni.

JAVIER PASTORE – Attualmente ai box dopo l’operazione all’anca, l’argentino sta lavorando per poter tornare a disposizione di Fonseca. Troppi i guai fisici del Flaco, molto buio e pochi lampi, che però sono stati davvero illuminanti. Nel periodo in cui è stato bene Pastore ha fatto la differenza, ma poi è ripiombato del turbinio degli infortuni. Se stesse bene sarebbe un giocatore in grado di garantire un apporto davvero significativo in termini di qualità, ma quel se è davvero troppo grande. Al momento l’argentino è ai margini della rosa, la speranza è di poter tornare ad ammirare il giocatore di quel segmento della scorsa stagione.

DIEGO PEROTTI – Chiudiamo con un altro argentino. Il Monito sembra aver fatto il suo tempo nella Capitale, troppi ormai gli acciacchi. Non garantisce più la continuità di prima, al netto comunque di una qualità che resta invariata. Il suo nome però è tra quelli in partenza: è molto forte l’ipotesi Fenerbahce.

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