Roma, tutto cominciò in un derby

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) – Stavolta il via risale al derby dell’andata, quando la Roma si era trovata a gestire l’assenza di uno dei suoi uomini migliori, ovvero . Momo si era infortunato nella settimana del derby, ha alzato , ha stretto i tre centrali e ha puntato su Palmieri dall’altra parte.

LA PROVA GENERALE In realtà, qualche prova generale c’era già stata a : quel giorno, vittoria anche al San Paolo, mancava e c’era al suo posto. Contro Sarri, Lucio, ha utilizzato la formula ibrida del 3 e mezzo, con da una parte e a fare il cursore a sinistra, e proprio per la presenza di Diego forse quel sistema di gioco andava e va (ri)letto come . Ma qualcosa si stava muovendo. Nel tempo le cose sono cambiate del tutto: da quel derby c’è stata la fase senza Momo e quella con Momo, la Roma prima e post Coppa d’Africa, senza alterare il rendimento: punti, tanti, e gol incassati, pochi. Facciamo il confronto tra l’undici anti- (; , , Juan Jesus; , , , ; ; , ) e quello anti Lazio (; , , ; (dal 47′ s.t. Jesus), , , ; ; , ). Quella che ha battuto la Lazio ha trovato le sue certezze con il passare del tempo, a farne le spese gli attaccanti, un po’ , un po’ anche , che per è sempre un indispensabile. E non parliamo poi della sfida con l’: out , dentro un altro centrale. Conta l’equilibrio, dunque, pur mantenendo l’efficacia in fase offensiva. Questa, oggi, è una Roma affidabile. Seria.

TERZINI ELASTICI L’assenza di ha lanciato definitivamente come esterno alto di destra, così come Palmieri dall’altra parte. Con loro, la Roma trova la spinta in fase offensiva e due terzini in fase difensiva, che aggiungendosi ai tre centrali, vanno a formare una difesa a cinque. Elastica. fa il doppio lavoro di raccordo, su e giù per il campo, con riferimento centrale offensivo e trequartista dai piedi vellutati. e fanno il resto. I due equilibratori. Senza c’era , con c’è non c’è l’argentino. Rispetto al vecchio sistema, l’egiziano deve giocare un po’ più vicino a , senza tappare la strada a chi gli gioca alle spalle, cioè . Momo alla fine fa l’ala, la seconda punta, partendo da una posizione di trequartista al fianco di .

L’ECCELLENZA I risultati sono stati eccellenti sia con sia con o . Solo in un’occasione, ha dovuto cambiare modulo e tornare al vecchio , a Torino con la , quando non aveva a piena disposizione né , entrambi infortunati. Giocò Gerson alto a destra e ancora ne parliamo. Fu una specie di mutazione genetica cominciata male e finita peggio. Le sconfitte, da quel derby in poi, sono arrivate sempre quando ha cambiato: oltre a Torino, la Roma è caduta a Genova contro la Sampdoria (Vermaelen al posto di ) e con il Villarreal all’Olimpico ( naturale, otto cambi, ma per via del risultato acquisito all’andata). In questo tour de force, Lucio ci penserà bene a stravolgere certi equilibri metabolizzati. Piccoli cambi ma il modulo resta intoccabile. Perché anche grazie a questo, ha battuto il record di punti messo nel 2006, quando nelle 26 partite di campionato aveva realizzato 56 punti. Quest’anno sono 59. Ah, se quel 3-4-2-1 fosse arrivato prima…

Lascia un commento