Il Manchester United offre Smalling alla Lazio

Retroscena di calciomercato per quanto riguarda Smalling. Il difensore, la scorsa stagione tra le fila della Roma, è uno dei sogni di mercato del club giallorosso, ma ancora non riesce a fare l’offerta giusta al Manchester United. Come scrive Il Messaggero, durante la trattativa con la Lazio per Andreas Pereira, i Red Devils avrebbero infatti proposto al DS Tare, proprio Smalling.

Il punto su Borja Mayoral, le cifre dell’operazione: 3 milioni per il prestito e 9 per il riscatto

Si fa sempre più vicino l’arrivo di Borja Mayoral alla Roma. Vocegiallorossa.it fornisce gli aggiornamenti sulla situazione.
16:56 – Secondo Marca, l’operazione dovrebbe chiudersi sulla base di un prestito oneroso di 3 milioni e il diritto di riscatto fissato a 9.
09:04 – Prosegue il lavoro dei dirigenti per completare la rosa della Roma e tra i tasselli mancanti spicca quello del vice Dzeko. Secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, per Borja Mayoral sta cercando di chiudere per un prestito oneroso con diritto di riscatto a 6-7 milioni di euro.

08:24 – Il Tempo rivela che i giallorossi, tra prestito e riscatto, vorrebbero spendere in tutto 12-13 milioni di euro e che la Roma si aspetta di ricevere il calciatore nella Capitale già domani.

Roma-Juventus 2-2 – Le pagelle del match

Mirante 6: continua a ripagare la fiducia di Fonseca con una buona prestazione. Incolpevole sui gol, ha poco lavoro da sbrigare.
Mancini 6: gioca una buona gara ma sbaglia in occasione del secondo gol di Ronaldo, perdendo di vista il portoghese.
Ibanez 7: davanti a sé ha dei mostri sacri del calcio mondiale ma gioca con la stessa serenità di una partita in parrocchia. Bravo nell’anticipo, rapido, attento anche in marcatura. Ottima prestazione.
Kumbulla 6,5: battesimo di fuoco per l’ex Hellas Verona, che se la cava senza sbavature e con una gara diligente.
Santon 6: tiene la posizione in maniera ordinata. Dal 68’ Bruno Peres 5,5: resta a guardare Ronaldo elevarsi al cielo. In fase offensiva, non fa nulla.
Pellegrini 6: peccato per il braccio largo in area perché gioca, nel complesso, una buona gara da centrocampista centrale. Si alterna con Veretout su chi deve andare a pressare in avanti e fa uscire il pallone in maniera pulita ed efficiente, oltre a dare un apporto importante in fase di contenimento. Dal 72’ Diawara SV.
Veretout 7,5: doppietta alla Juventus. What else?
Spinazzola 6,5: punta il suo avversario nell’uno contro uno ma, diversamente dal solito, non è impeccabile nella scelta di gioco.
Pedro 6: va a corrente molto alternata e cresce un pochino nel finale.
Mkhitaryan 6,5: si divora un gol a inizio gara ma offre una prestazione di qualità, soprattutto nel primo tempo. Suo l’assist per il secondo gol di Veretout.
Džeko 5,5: il destino gli ha offerto come avversaria proprio la squadra in cui il bosniaco credeva di dover giocare. Troppo per lui e in campo sbaglia due gol fatti.
Fonseca 6,5: potrebbe avere 6 punti e ne ha solo 1. La Roma spreca troppo in area di rigore, è questo l’unico verso difetto. I giallorossi fanno l’altro errore di smettere di giocare dopo l’espulsione di Rabiot.

Transizione o ambizione?

Se si avessero avuta dubbi sulla possibilità o meno che la Roma fosse ancora di Paulo Fonseca, queste prime due giornate di campionato li hanno fugati abbastanza chiaramente. Un altro big match buttato per i giallorossi, che fanno complessivamente meglio dei loro rivali – ancora in piena, pienissima fase di rodaggio – ma che lasciano due punti per strada per i soliti motivi: evitabili errori difensivi, scarsa concretezza davanti e, in questo caso, una inferiorità puntuale (e non solo) nei confronti dell’avversario, perché il gol del 2-2 è sempre frutto di uno stacco di un superatleta come Cristiano Ronaldo, capace, seppur con una marcatura assolutamente rivedibile, di superare i 220 centimetri di altezza al momento dell’impatto con la sfera. Oltre a questo, difficoltà di rosa: Fonseca ha operato solamente due delle cinque sostituzioni a sua disposizione, una delle quali ha visto l’ingresso di Bruno Peres, immediatamente protagonista in negativo – con Mancini – del pareggio bianconero. Eppure, cose interessanti su cui ragionare ce n’erano state: tolto il folle errore che ha causato il calcio di rigore, Lorenzo Pellegrini potrebbe percorrere una strada più lunga in mediana che in trequarti, i tre davanti, seppur si spengano a intermittenza, sono sempre in grado di creare pericoli e si è visto qualche miglioramento individuale anche dietro, con un Ibanez in crescita e un Kumbulla che non ha demeritato. Ma la domanda sorge spontanea: la Roma può correggere i suoi difetti e tramutare più facilmente in punti quel che di buono mette in campo, oppure questi sono limiti ormai definitivi e non superabili, se non con interventi radicali sul mercato e non solo? Ci sono degli elementi che andranno presi a prescindere dalle uscite, vale a dire un ulteriore centrale difensivo e un vice-Džeko, dopo aver mantenuto in rosa il titolare con le sue qualità e le sue mancanze, perfettamente emerse nei 90 minuti di questa sera. Ma non si potrà fare molto di più e anche la scelta di mantenere o meno l’allenatore al suo posto sembra essere l’unica in grado di spostare con maggiore ampiezza l’ago della bilancia. La sensazione è che i primi giorni del mese di ottobre, tra Udinese-Roma e fine del calciomercato, saranno quelli in cui si capirà se la Roma 2020-2021 sarà definitivamente una squadra di transizione o se si tenterà, pur nell’ottica di una ristrutturazione globale, di arrivare subito a un risultato. Manca poco, si può solo aspettare; certo, sarebbe stato meglio farlo con qualche punto in più in classifica.

La Roma alza l’offerta per Smalling. Anche Conte vuole il difensore inglese

Il Messaggero rivela che la Roma è disposta ad alzare l’offerta per Chris Smalling, portandola a 14 milioni di euro, bonus inclusi. Due milioni e mezzo in più rispetto all’ultima offerta per convincere la dirigenza del Manchester United.
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport il preferito di Antonio Conte,  in caso di cessione di Skriniar, sarebbe Chris Smalling,che darebbe anche un’iniezione di esperienza, ma proprio l’età (31 anni) gioca a sfavore dell’inglese, visto che la società non vuole spendere 20 milioni per un ultra-trentenne.

Roma-Juventus 2-2 – Top & Flop

TOP 

NO MATCH – Nel calcio non contano i punti come nella boxe in caso di pareggio, contano relativamente le statistiche, contano i gol e il risultato. Poi c’è la partita e quello che fa vedere il campo. Roma-Juventus ha fatto vedere una squadra, quella giallorossa, capace di scherzare i bianconeri per un’ora di gioco, creando 5 palle gol nitide rischiando nulla o quasi. Sicuramente un aspetto parziale, perché, contano i gol e il risultato, ma un qualcosa per lunghi tratti abbastanza evidente. 

ALL’ITALIANA ALLA MANIERA DI FONSECA – La novità più importante è la nuova variante tecnica della Roma con la qualità al potere. Il ritorno al centro dell’attacco di Dzeko arretra Pellegrini da trequartista a centrocampista centrale. La squadra resta con la difesa a 3/5, ma la mentalità di Fonseca di un calcio fatto di palleggio stretto e giocatori di qualità si vede. 

VERETOUT-TOFARE – Inizia come aveva finito la scorsa stagione essendo il più brillante della squadra. Segna il primo gol ufficiale delle Roma in questa nuova Serie A, procurandosi e trasformando il penalty. Si catapulta in avanti nel contropiede portato avanti da Mkhitaryan, controllando in corsa il pallone depositato col sinistro in rete.

ATTENTI A QUEI TRE – Vista la scarsa vena profilica della serata, magari può sembrare fuori luogo, ma il trio Dzeko-Mkhitaryan-Pedro è di quelli che potenzialmente può essere devastante. 3 occasioni clamorose più un assist procurate contro la Juventus, alla loro prima partita insieme deve essere soltanto un inizio. 

FLOP 

1 PUNTO SU 6 – Vedi Hellas Verona-Roma, poi la gara contro la Juventus e stai lì a rimuginare sui sei punti che la squadra potrebbe avere per quanto espresso sul campo. Invece tra errori dei calciatori e della dirigenza sei a 1 punto, con una vittoria buttata contro i campioni d’Italia e un 3-0 a tavolino. Riprendendo il discorso del primo Top, non riuscire a vincere perché non riesci quasi mai a essere cinico sotto porta, con errori abbastanza semplici nelle conclusioni a rete non può essere sempre e solo sfortuna.

11 VS 10: GAME OVER – In vantaggio di un gol in una partita a senso unico, la Roma va in superiorità numerica per l’espulsione di Rabiot. Pensi sia finito il match e invece i giallorossi si spengono. Da un lato lo slogan “Fino alla fine” trova concretezza nel colpo di testa di CR7 che trasforma una serataccia in 1 punto prezioso, dall’altro i soliti discorsi di “mentalità vincente” rivangati appena qualche giorno fa durante la conferenza di Pedro, sfumati quando era il momento di azzannare una squadra che aveva mostrato il fianco a più riprese. 

TRE SALTATORI PER ES-ALTARE CR7 – Kumbulla, Ibanez, Mancini. Questa la difesa della Roma. Tre giocatori molto alti, abili nel gioco aereo. Tre giocatori che avrebbero potuto contrastare Ronaldo (maestro nel gioco aereo) meglio di Bruno Peres, quinto offensivo di fascia destra, poco abile nei contrasti, neanche 180 cm di altezza. Ecco come l’area giallorossa al momento del gol del pareggio, che taglia le gambe alla squadra, veda 4 giocatori dover marcare soltanto il numero 7. Da capire perché, per mancanza di comunicazione o soltanto per movimenti difensivi sbagliati, alla fine Ronaldo si trovi tra Mancini (scavalcato dal cross) e Bruno Peres che può soltato tentare di sbilanciare il portoghese col braccio. 

La Roma tratta Borja Mayoral

Risolta la questione Dzeko-Milik con la permanenza del bosniaco, la Roma deve cercare un altro attaccante per far rifiatare l’ex City. Come riferito da gianlucadimarzio.com, i giallorossi stanno trattando Borja Mayoral (23), di proprietà del Real Madrid e che lo scorso anno ha militato nel Levante segnando 8 gol in 34 apparizioni in campionato.

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