Gent-Roma – I duelli del match

Stasera Roma Gent si sfideranno alla Ghelamco Arena per il match di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. Come di consueto Vocegiallorossa.it vi propone i tre duelli più interessanti che potrebbero decidere il match.

MOHAMMADI-CARLES PEREZ – All’andata è stato proprio un gol, il primo in maglia giallorossa, dello spagnolo a decidere il match. Un match che è valso solo il 50% della sfida, visto che stasera alla Ghelamco Arena si giocherà il secondo atto. Su quel lato Perez se la vedrà col terzino iraniano Moahammadi che, all’Olimpico, ha dimostrato grande atletismo associato ad un agonismo non indifferente. Insomma, un cliente scomodo per un giocatore proveniente dalla cantera del Barcellona, più abituato a giocare di fino. All’andata ha avuto la meglio, per fortuna della Roma, il giallorosso: l’esito finale della sfida è rimandato a stasera.

ODJIDJA-OFOE-VERETOUT – Il capitano del Gent nel match d’andata è stato senza dubbio uno dei giocatori più in vista della sua squadra. Quasi tutti i palloni sono passati per i suoi piedi, molte azioni offensive sono nate proprio da una sua giocata e, soprattutto, ogni volta che si è trattato di lottare, lui era presente. Insomma, con Veretout nascerà un duello all’ultimo sangue, in quanto anche il francese non è di certo uno che leva la gamba o non si tuffa in un recupero disperato. Insomma, in una partita in cui un solo gol può fare la differenza tra il passaggio del turno o l’eliminazione, il duello al centro del campo tra Veretout e Odjidja-Ofoe può risultare decisivo.

DEPOITRE-SMALLING – Tra la punta del Gent e il difensore della Roma è difficile trovare qualcosa in comune: probabilmente, non c’è effettivamente nulla. Se il centrale inglese si contraddistingue per tenacia e forza fisica, l’attaccante dei “Buffalos”, almeno all’andata, si è dimostrato troppo poco incisivo, quasi ininfluente. Eppure sui suoi piedi sono transitati un paio di palloni buoni che però il francese non è riuscito a trasformare in tiri pericolosi, ma piuttosto in semplici appoggi a Pau Lopez. Per Smalling non sarebbe difficile tenere a bada il Depoitre dell’andata. Più problematico, invece, sarebbe gestire quell’attaccante capace di segnare 15 gol in 28 partite, tra campionato belga e Europa League, in questa stagione.

Gent-Roma, i convocati di Fonseca: out Pellegrini

Attraverso un post su Twitter, la Roma ha diramato la lista dei convocati di Paulo Fonseca per il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Gent, in programma domani alle ore 18:55:

Portieri: Pau Lopez, Cardinali, Fuzato.

Difensori: Smalling, Kolarov, Çetin, Santon, Spinazzola, Fazio, Mancini.

Centrocampisti: Cristante, Villar, Veretout.

Attaccanti: Perotti, Mkhitaryan, Dzeko, Ünder, Kalinic, Carles Perez, Kluivert.

Venerdì l’ultimo CdA di Pallotta

Tra due giorni andrà in scena quello che, con molta probabilità, sarà l’ultimo Consiglio di Amministrazione presidiato da James Pallotta. I dirigenti capitolini, infatti, si riuniranno per deliberare l’approvazione della relazione semestrale al 31 dicembre 2019 in merito ai primi mesi dell’esercizio 2019/2020, che pagherà l’assenza dei ricavi della Champions League e la mancanza di grosse plusvalenze effettuate. Nei prossimi giorni, Friedkin firmerà i contratti preliminari che lo porteranno a essere il nuovo proprietario della Roma. Lo scrive Il Tempo

Scattate le condizioni per il riscatto di Carles Perez

Dopo la vittoria della Roma contro il Lecce sono scattate le condizioni per il riscatto obbligatorio di Carles Perez dal Barcellona. L’accordo tra i giallorossi ed il club spagnolo, secondo le indiscrezioni di Sport, prevedeva: prestito oneroso ad un milione di euro, con obbligo di riscatto alla prima presenza ed al primo punto conquistato dalla squadra di Fonseca in campionato. Nelle prime tre partite con Perez alla Roma però erano arrivate tre sconfitte: Sassuolo, Bologna ed Atalanta. La società romanista verserà dunque nelle casse dei blaugrana 11 milioni di euro, più eventuali 4,5 milioni di bonus.

Piccola lesione al flessore della coscia sinistra per Pellegrini: out contro Gent e Cagliari

Uscito all’intervallo della sfida di domenica scorsa contro il Lecce, il centrocampista giallorosso Lorenzo Pellegrini si è sottoposto questa mattina agli esami strumentali per stabilire l’entità del suo infortunio. Gli accertamenti hanno evidenziato una piccola lesione al flessore della coscia sinistra che lo costringerà a saltare le sfide contro Gent e Cagliari. Lo scrive il giornalista de Il Tempo Filippo Biafora su Twitter

Due macigni da reggere solo con la testa


Dopo un periodo nero che sembrava non dover finire più, due vittorie consecutive in casa hanno riportato il sole su Roma. I giallorossi hanno battuto 1-0 il Gent, vittoria preziosissima per dare un cenno di svolta, e soprattutto il Lecce, fornendo finalmente una grande prestazione. Tanti sorrisi ritrovati, dal gol di Ünder alla prestazione egregia di Mkhitaryan, passando per il solito Dzeko e un ritrovato Veretout. C’è però chi continua a non sorridere e pare rimasto al turbinio di emozioni negative di appena una settimana fa. Si tratta di Lorenzo Pellegrini, uscito tra i fischi contro il Gent e sostituito a fine primo col Lecce, per motivi fisici, ma l’occasione di ricamo su questo cambio è stata colta al volo. Nel momento di crisi da cui la Roma sta cercando di uscire Pellegrini è stato un po’ l’esempio della trasformazione della Roma: da bella e concreta nel 2019 a sfiduciata e anonima nel 2020. Lo stesso si può dire del numero 7 giallorosso, rimasto fermo a quella prestazione da stropicciarsi gli occhi a Firenze, nell’ultimo match dello scorso anno, non pervenuto invece in questo 2020, eccezion fatta per la doppietta di coppa contro il Parma.

L’impressione è che dietro questo calo di Lorenzo Pellegrini ci sia una questione di fondo ben più grande, rappresentativa dei limiti del giocatore. Anche quando tutto girava per il verso giusto, il grande ostacolo per il 7 romano è sempre stato il salto di qualità da fare quando l’asticella inizia a salire. Nei match importanti, contro le big o in momenti cruciali, Pellegrini ha spesso fatto fatica, mostrando tutti i suoi limiti caratteriali. Viene in mente la prestazione contro la Juventus, o ancora la prova anonima a Milano contro l’Inter. Insomma quando la pressione sale, Pellegrini scende. In un momento di pressione al massimo, con la squadra che non girava e non riusciva a fare risultati, sono emersi con maggiore forza, proporzionata alla difficoltà della situazione, i limiti mentali di un ragazzo dalle qualità spiccate, ma dalla testa forse ancora non prontissima. Gravose le responsabilità su di lui, ci si aspettava che trainasse la squadra fuori dal vortice oscuro e invece è stato tra i primi a finirci. Ma oltre ai sopracitati limiti conclamati, ci sono anche altri due fattori di questo inizio 2020 che hanno contribuito a far schizzare alle stelle la pressione intorno a Lorenzo Pellegrini.

Il primo è sicuramente il brutto infortunio occorso a Nicolò Zaniolo. Il 22 e il 7 sono stati bollati da inizio anno come gli enfants prodiges di questa Roma, i due super talenti, rigorosamente italiani e rappresentativi, in grado di far fare il salto di qualità alla squadra. E in realtà così è stato per la prima metà della stagione, con l’esempio di Fiorentina-Roma che contiene la summa della potenza distruttiva dei due ragazzi d’oro giallorossi. Poi la dea bendata ha tolto un fattore dall’equazione, lasciando Pellegrini a sostenere da solo il peso delle aspettative. E quel peso Lorenzo non lo ha retto. Senza Zaniolo doveva essere il protagonista assoluto di questa Roma, ma il lavoro che si fa in due è difficile sostenerlo da soli. A livello mentale questo infortunio ha pesato tanto, Pellegrini è diventato l’unico a poter fare la differenza nell’immaginario collettivo, oltre ovviamente al solito Dzeko, membro a priori nel pantheon giallorosso. L’aspettativa divisa due in partenza, su uno solo, ha gravato troppo, schiacciando un Pellegrini anonimo e inefficace, bloccato mentalmente.

Fattore numero due, la partenza di Florenzi. Il primo inverno del decennio ha tolto un altro romano ai giallorossi, l’ultimo capitano prodotto dalla città eterna, segnando una svolta epocale con la fascia a Edin Dzeko, romanista d’adozione ormai, ma non di nascita. Con la partenza di Florenzi, Lorenzo Pellegrini è rimasto l’ultimo romano in rosa, con tutto il carico di significati che ciò comporta. L’ultimo erede di una tradizione prestigiosa, incoronato direttamente dal capostipite di questa dinastia, Francesco Totti, che più volte ha speso parole al miele per il 7 giallorosso. Anche questo peso, prima diviso in due e ora appannaggio esclusivo di Pellegrini, ha finito per pesare sul giocatore, sormontato da due macigni difficili da sostenere, soprattutto per uno come lui. Certamente i fischi di giovedì scorso non avranno aiutato, spregevoli spettri della sorte toccata a Florenzi. Da qui l’esigenza di difenderlo, di aiutarlo a sostenere questi pesi gravosi.

Il tutto in un momento collettivo nero. Questo mix tra limiti personali e blackout collettivi ha costituito una bomba, esplosa nel periodo mediaticamente peggiore per il giocatore, ma alla fine nell’unico in cui poteva scoppiare. La testa viene però bilanciata dai piedi e quelli sono pieni di talento. Lorenzo Pellegrini è un giocare tecnicamente sopra la media, nella Roma e nel campionato, deve diventarlo anche mentalmente per poter fare la differenza. Per essere l’enfant prodige nell’attesa del ritorno di Zaniolo, per essere l’erede della tradizione romana e romanista. L’ultimo step è quello mentale e non c’è momento migliore per farlo. Riuscire a superare un periodo del genere darebbe tantissima forza al ragazzo e costituirebbe un precedente, a cui guardare quando la testa non vuole saperne di reggere certi macigni. 

Gent-Roma, arbitra lo spagnolo José Maria Sánchez Martínez. Nessun precedente coi due club

Gent-Roma si affronteranno giovedì prossimo per la gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. Si riprenderà dall’1-0 dell’Olimpico per i giallorossi, grazie alla rete di Carles Perez. A dirigere il match sarà lo spagnolo José Maria Sánchez Martínez. Questa la designazione completa. 


Arbitro: José María Sánchez Martínez (ESP)
Assistente 1: Raúl Cabañero Martínez (ESP)
Assistente 2: Roberto Alonso Fernández (ESP)
Quarto uomo: Pablo González Fuertes (ESP)
VAR: Carlos del Cerro Grande (ESP)
Assistente VAR: Javier Estrada Fernández (ESP)

Sarà un esordio per il fischietto spagnolo sia con la Roma che col Gent. Sono 3 le gare dirette in stagione in Europa League e il dato positivo in ottica giallorossa è quello che la squadra di casa non ha mai vinto Rennes-Celtic 1-1 e Borussia Mönchengladbach-İstanbul Başakşehir F.K. 1-2 (gara del girone della Roma). 

1 2 3 9