Roma, fuori casa sei irresistibile. Non fermarti qui

Diceva ieri  che la Romadeve crescere all’interno e quando le cose vanno meno bene non è colpa della città. Parole nuove, quasi nuovissime, rispetto alla tradizione giallorossa, ma che sembrano poi poco sposarsi con quella che, finora, è stata la storia della stagione: la Roma è andata meglio in trasferta che in casa. Almeno in campionato. (…)  punta ad ottenere il massimo dei punti in trasferta della storia giallorossa: deve arrivare a 39, con 15 punti a disposizione in 5 gare lontano da Roma (derby compreso) tutto è possibile. Anche perché, gara con la Lazio esclusa che fa storia a sé, non ci sono big match in programma: , Spal, Cagliari e  le sfide che  e compagni dovranno affrontare da qui a fine stagione ogni volta che partiranno. (…) Mentre in campionato la Roma ha conquistato fuori casa 9 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta (allo Stadium con la , che era e resta tabù) in 14 partite, con una media di 2.21 punti ogni 90’, finora la migliore di sempre, in Europa il rendimento è stato opposto. Ha fatto benissimo all’Olimpico (zero gol incassati e un solo pareggio, al debutto contro l’Atletico , prima di tre vittorie di fila) e ha sofferto di più fuori: ha vinto a Baku con il Qarabag, ha pareggiato a Londra col Chelsea, ha perso a contro l’Atletico e in Ucraina in casa dello Shakhtar. (…) In Catalogna  si affiderà ai leader più esperti, oggi farà qualche cambio in più, ma l’atteggiamento vuole che sia lo stesso. Gli ultimi due gruppi a riempire la bacheca di Trigoria, quello di Capello ormai quasi vent’anni fa e quello di , dieci anni fa, in trasferta non andavano così bene, ma riuscirono comunque ad alzare trofei, più o meno importanti. Che poi, nel medio termine (a meno di miracoli) è quello che vorrebbe, anzi vuole, anche . (…)

(gasport)

Bologna, l’attesa di Destro. Un gol come dolce vendetta

La panchina rossoblù numero 100 vivrà sul solito tormentone per Roberto Donadoni sì o  no? Quella contro la Roma è una partita sempre particolare per il centravanti del , il cui ultimo flash in questa stagione è quell’incredibile gol sbagliato al tramonto del derby con la Spal. Da lì ci sono stati lo spezzone finale della partita contro l’Atalanta e i 90 minuti di panchina contro la Lazio. Oggi potrebbe esserci il grande rientro, proprio nell’occasione a cui Mattia tiene maggiormente. Quella con la Roma. (…) Fin qui  in campionato ha giocato 23 partite su 29 (17 da titolare) con 6 gol all’attivo. Da quanto trapela da Casteldebole, in settimana si è allenato molto bene dimostrando un’eccellente condizione di forma. Per questo Donadoni sta pensando di riproporlo, in un ballottaggio con Federico  che verrà sciolto solo all’ultimo. (…) Una precarietà con la quale l’attaccante di Ascoli Piceno ha dovuto convivere in questa stagione. La crisi del terzo anno, proprio come quella vissuta a Roma con cifre simili a 19 gol nei primi due anni di A in entrambi i club, poi 5 nel terzo anno in giallorosso (interrottoametà con il prestito al Milan) e 6 sotto le Due Torri fino ad ora. A Roma, l’avventura non è finita benissimo, come testimoniano i fischi che lo hanno accolto in campo all’86’ della gara di andata quando partì ancora dalla panchina, ma il legame con la Capitale è comunque stretto e lì tornerà a vivere a fine carriera. (…)

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El Shaarawy, magie per la Roma

Che stavolta toccasse ancora a lui, Stephan El Shaarawy lo aveva già intuito in settimana. Questione di sfumature o anche solo di sensazioni. Il problema, casomai, sarà un altro e cioè andare a capitalizzare quest’occasione per cercare un finale con i fuochi d’artificio. Del resto, nelle due precedenti stagioni giallorosse il Faraone ha fatto proprio così, accelerando forte nel finale e incassando prima la convocazione azzurra per l’Europeo 2016 e poi la considerazione di Spalletti, che nella volata­ Champions dello scorso campionato lo ha preferito spesso e volentieri a Perotti. (…)  Del resto, il Bologna gli porta fortuna (5 vittorie e un pareggio in sei partite) e contro il Bologna ha fatto spesso e volentieri bene. Basti ricordare proprio la partita dell’andata, quando El Shaarawy segnò il gol decisivo con una piccola gemma al volo: angolo di Lorenzo Pellegrini e interno piede al volo in corsa, con la palla che si è insaccata sul lato opposto. (…) Che poi bisognerà anche andare a vedere con chi El Shaarawy andrà a comporre il tridente d’attacco, visto che Under è rimasto a casa per un problema al retto femorale. Al posto del giovane turco (la speranza è di recuperare sia lui sia Lorenzo Pellegrini per la sfida di Champions, mercoledì a Barcellona) dovrebbe giocare Perotti, il leggero vantaggio su Gerson. Senza dimenticare che sullo sfondo resta la grande sfida a Messi & company. Ma il vero dubbio è un altro e cioè vedere chi sarà il centravanti tra Dzeko e Schick. Se Dzeko stesse bene Di Francesco non avrebbe dubbi. Il problema è che Edin è tornato affaticato dalla doppia amichevole giocata in nazionale contro Bulgaria e Senegal. Ed allora potrebbe partire dal via Schick. (…)

(gasport)

Derby in casa Di Francesco. E c’è Destro

IL TEMPO (E. MENGHI) –  A casa fanno tutti il tifo per Federico, che all’Olimpico nei 90 minuti giocati contro papà Eusebio a fine ottobre è uscito senza gol e senza punti e al Dall’Ara proverà a pareggiare i conti. Ma la Roma non può permettersi passi falsi e il tecnico dovrà farsi bastare il solo fan speciale che ha: «Forse il mio unico tifoso è il più piccolo, Luca, che vive nella capitale e lo fanno nero perché è il figlio del mister». Ma è il 23enne in forza al  a destargli le maggiori preoccupazioni, anche se prima di tutto dovrà convincere Donadoni a consegnargli una maglia dopo la panchina contro la Lazio. Dietro alla scelta dell’allenatore dei rossoblu c’è un cambio modulo, nel 3-5-2 sfoggiato nelle ultime uscite hanno avuto la meglio Palacio e Verdi. Ad infoltire la concorrenza c’è anche , ex di turno che ha fatto male due volte ai giallorossi nei 6 precedenti. , che ha più chance del centravanti di partire titolare in difesa, fece il suo esordio con la Roma proprio contro il , un segno del destino. Così come il ritorno tra i convocati di due amici che hanno in comune Trigoria e la maledizione dei crociati: Luca Pellegrini e , oggi saranno entrambi in panchina, ma distanti, uno al Dall’Ara (aspettando il rinnovo di contratto, sempre più vicino) e l’altro al Franchi con la maglia del Crotone.

Riecco Schick, l’anti Bologna

IL TEMPO (E. MENGHI) – Schick riparte da zero. La pausa gli è servita per respirare l’aria di casa, ritrovare il gol perduto, parlare a cuore aperto dell’esperienza nella capitale che finora è al di sotto delle aspettative di tutti, in primis le sue, ma soprattutto per dimostrare di stare bene fisicamente. Si è resettato ed è pronto a ricominciare, da titolare a . Il ceco scenderà in campo con la fiducia di chi si è finalmente sbloccato, seppure lontano dalla città in cui soffre il peso di un cartellino oneroso,lui che come dice Monchi «non è convinto di valere 40 milioni», eppure per i compagni ha qualcosa di speciale: «Non ho dubbi, è forte. Fa cose da giocatore importante», ha giurato  nell’intervista esclusiva a Il Tempo. Sono le stesse «cose» che  non ha potuto ignorare nell’ultimo allenamento, segnali incoraggianti che ha deciso di premiare con una maglia al Dall’Ara. Patrik dopo 13 giorni senza Serie A aprirà la 30esima giornata da protagonista. «Stiamo costruendo – ha sottolineato il tecnico – presupposti, se toccherà a lui mi auguro che possa dimostrare di essere tornato con una grande carica. Ha il 50% di possibilità di giocare». L’altra metà spetterebbe a ,ma la percentuale dichiarata in conferenza stampa non è veritiera, perché dopo aver faticato per 160 minuti su 180 con la Bosnia Edin è il principale indiziato per il  annunciato. «Sono costretto a cambiare qualcosa con 4 partite in 10 giorni e devo fare una valutazione importante sui giocatori più utilizzati in Nazionale», ha precisato , che vuole preservare le energie del bomber bosniaco per la super sfida del Camp Nou, un chiodo fisso da cui bisognerà prendersi una pausa oggi alle 12.30: «All’esterno sentite tanto la pressione per il , io un minimo. troppo importante mantenere la posizione in classifica, la testa deve stare sul ». L’input del tecnico sarà nell’undici iniziale, un paio di cambi, tre al massimo, di cui uno obbligato: Under nella rifinitura ha sentito un fastidio al retto femorale della gamba sinistra, la stessa a cui aveva avuto problemi al ginocchio con la Turchia, ed è rimasto nella capitale, dove nel weekend farà gli esami per capire se riuscirà a volare in Spagna. Difficile. Al suo posto  dall’altro lato. Centrocampo-tipo con  tra  e , avrebbe avuto una chance Pellegrini, se non avesse accusato un risentimento al polpaccio con l’Italia, ma almeno lui può farcela per mercoledì. In difesa l’unica sorpresa può essere Jesus al posto di Kolarovnon si ferma come farà l’amico , servendo a Schick un’occasione d’oro per ripartire, cancellando magari quell’antipatico zero dalla voce gol in campionato.

Pranzo di Pasqua aspettando Messi

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Il calendario, almeno a livello cromatico, rischia di indurre in distrazione. Di Francesco, nel lunch match al Dall’Ara, vuole blindare il 3° posto, ma per la seconda trasferta di fila in campionato si ritrova davanti ancora maglie rossoblù. Dopo il Crotone, ecco il Bologna. Alla vista i colori (e i rivali) non saranno forti come quelli blaugrana, ma la Roma è come se non avesse la possibilità di staccare lo sguardo dall’orizzonte che prevede il 3° viaggio consecutivo di questa fase cruciale della stagione: mercoledì sera è in programma al Camp Nou l’andata dei quarti contro il Barça. L’allenatore giallorosso, schierando i migliori a parte Dzeko e l’infortunato Under, ribadisce quanto già chiarito prima della sosta: la priorità va alla Champions dell’anno prossimo. Anche perché il 30° turno è favorevole a chi insegue: l’Inter quarta (e con il derby da recuperare) ospiterà il Verona penultimo, la Lazio quinta riceverà all’Olimpico il Benevento ultimo.

ALTO RENDIMENTO – La Roma deve confermare al Dall’Ara (3° lunch match del campionato, dopo i 2 di Verona) il suo trend esterno. Fuori casa viaggia più forte che in casa: nelle 14 trasferte ha raccolto 31 dei suoi 59 punti, vincendo 9 volte. E, dopo la preoccupante frenata tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, ha comunque ritrovato la continuità che, se non fosse maimancata, sarebbe servita in precedenza per partecipare alla corsa scudetto e sfidare la Juve e il Napoli. Adesso, con 6 successi nelle ultime 7 gare, ha permesso ai giallorossi di risalire almeno sul podio. E al tempo stesso di tornare ai quarti di Champions dopo 10 anni.

C’è chi tira e chi no

IL MESSAGGERO (M. SCHIACCA) – Nelle 69 sfide giocate a , 30 i successi dei padroni di casa e 19 le vittorie dei giallorossi che non perdono al Dall’Ara dal 25 settembre 2004, -Roma 3-1. In campionato 1 solo precedente nel lunch-time, quello del gennaio 2013 terminato con il pareggio per 3-3. La Roma ha conquistato i 3 punti in 6 delle ultime 7 gare di campionato, dopo che nelle precedenti 6 aveva collezionato solo 3 pareggi e 3 sconfitte. Sarà la sfida tra la squadra che in media effettua più tiri in porta, la Roma con una media di 17,9, e quella che ne effettua di meno, il  con 9,6.

Il sabato di Eusebio contro Federico, quando il calcio è una sfida in famiglia

IL MESSAGGERO (E. TROTTA) – -Romaè anche una sfida in famiglia. Dopo la gara di andata, terminata con il caldo abbraccio, sul campo, tra  e il figlio Federico, si rinnova oggi il confronto a distanza tra padre e figlio. Un incrocio che suscita sempre un’emozione particolare all’allenatore giallorosso. «Se la mia famiglia sarà divisa? No, tifa tutta per Federico. Forse l’unico mio sostenitore è mio figlio, Luca». Poi i complimenti, accompagnati dalla consueta frase di incoraggiamento: «Federico tecnicamente è più bravo di me. Io, però, avevo altre qualità. È cresciuto tanto, ha i mezzi per fare di più di quanto offerto dal papà».

INSIEME NO – L’attaccante esterno rossoblù aveva sfoggiato un’ottima prestazione all’Olimpico, lo scorso 28 ottobre. Ambizioso e determinato come Eusebio, vuole pertanto fornire un’altra prova di elevato livello, davanti agli occhi attenti del suo maestro. Un modo per mandare pure l’ennesimo messaggio a tutti quelli che, in passato, lo avevano definito un ‘raccomandato’: «È sempre un’emozione incontrare mio padre, lui è un martello». Ma non chiedete ai  di lavorare insieme, nella stessa squadra. «Lui alla Roma? Sì, ma nel caso senza di me», il refrain del tecnico abruzzese. E non è l’unico a voler marcare una distanza sportiva. Anche l’allenatore argentino Diego Pablo Simeone si è accodato: La scorsa estate, infatti, impedì all’Atletico  di ingaggiare l’attuale bomber della Giovanni Simeone, compagno di squadra di un altro figlio d’arte, Federico Chiesa.

Schick ci riprova a sentirsi grande

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – « e Schickhanno le stesse chance di iniziare il match, giocherà o l’uno o l’altro. Ma dovrò fare le mie valutazioni, legate ai loro impegni con le rispettive nazionali. Nel ruolo di centravanti, comunque, vedrete Edin o Patrik» non si sbilancia in pubblico. Anche perché prima ha voluto parlare con il titolare, ieri sera in albergo a . Subito dopo ha avuto la certezza di lanciare il vice. Ma il discorso dell’allenatore è stato inequivocabile quando ha escluso indirettamente il tandem. Il posto è uno, almeno in partenza. E il ruolo è chiaro, da prima punta. Vale per il presente e, chissà, forse pure per il futuro.

NUOVA APERTURA – Se davvero  andrà in panchina, Schick partirà di nuovo dal 1° minuto, come è successo già in 6 gare: le 5 di campionato contro il Chievo, il Cagliari, il , il Milan, il Torino e quella di Coppa Italia sempre contro i granata. E in 4 casi ha fatto il centravanti. Che non è proprio la sua posizione, ma comunque quella più vicina alla preferita. Lo ha ripetuto anche dopo il 2° match giocato con la sua nazionale: «Mi trovo più a mio agio quando siamo in due in attacco». Niente di nuovo. E soprattutto nessuna pretesa. Patrik, pur convivendo bene in allenamento accanto a Edin o ad altri, sa bene che la Roma non usa le 2 punte. , per la verità, ha apprezzato sicuramente di più l’altra dichiarazione rilasciata dal giocatore durante la sosta. Anche perché più spontanea e soprattutto legata all’ambientamento nei primi mesi vissuti a Trigoria. Complicato, a 360 gradi: tatticamente, fisicamente e psicologicamente. «Avrei voluto averlo qui durante la pausa, ma l’aspetto mentale fa la differenza. A volte staccare, recuperare energie e magari trovare il gol può dare la carica. Vedremo. Al momento sono solo chiacchiere. Se dovesse scendere in campo, spero che possa dimostrare di essere tornato carico» ha sottolineato il tecnico.

VALUTAZIONE FISICA –  è orientato a risparmiare  che, con la maglia della Bosnia, ha giocato 76 minuti contro la Bulgaria e 69 contro il Senegal e soprattutto ha fatto l’ultima partita martedì, a differenza di Schick che ha chiuso lunedì e quindi ha avuto 24 ore in più per recuperare, dopo i 90 minuti contro l’Uruguay (ha colpito un palo) e i 45 contro la Cina (è entrato nella ripresa per la rimonta vincente: gol e assist). Dentro, nel tridente inedito, Patrik e riposo per . E per Under, risentimento muscolare al retto femorale della coscia sinistra, rimasto a Trigoria con Pellegrini: Cengiz e Lorenzo sono ovviamente in dubbio per la gara di .

Siviglia, Vazquez: “La Roma ha il 50% di possibilità contro il Barcellona”

Ex giocatore tra le altre del Palermo, Franco Vazquez domani sera alle 20.45 sarà protagonista contro il Barcellona di Messi. Ai microfoni di Fox Sports (canale 204, Sky) durante il programma Football Station, il trequartista del Siviglia ha rilasciato queste dichiarazioni.

Come si batte il Barca degli invincibili?
“È difficile però ci stiamo preparando bene, abbiamo avuto questa settimana per preparare bene la gara e speriamo di essere al 100%”.

La Roma contro il Barcellona quante possibilità ha?
“La Roma ha il 50% di possibilità. Se fanno una bella partita possono battere il Barcellona”.

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