PRIMAVERA – AS Roma vs Bologna FC 1909 3-1

Nella 4ª giornata del Girone Unico del Campionato Primavera 1 TIM 2017/2018 l’AS Roma del tecnico Alberto De Rossi vince per 3-1 contro il Bologna FC 1909 del tecnico Emanuele Troise.

Marcatori: 10′ Keba Coly (AS Roma), 32′ Celar (AS Roma), 38′ Negri (Bologna FC 1909), 70′ Keba Coly (AS Roma).

CLASSIFICA
ACF Fiorentina 9, AS Roma 9, US Sassuolo Calcio 7, FC Internazionale 7, AC Chievo Verona 7, Atalanta BC 6, Hellas Verona FC 6, Udinese Calcio 4, Genoa CFC 4, Torino FC 3, SSC Napoli 3, AC Milan 3, Bologna FC 1909 1, SS Lazio 1, UC Sampdoria 0.

Italia, i convocati di Ventura per Macedonia e Albania: ci sono De Rossi, Pellegrini e El Shaarawy. Out Florenzi

Sono 3 i giocatori della Roma convocati dal ct azzurro Giampiero Ventura per le gare di qualificazione ai mondiali di Russia 2018 contro Macedonia e Albania: Daniele De Rossi, Lorenzo Pellegrini e Stephan El Shaarawy. A riportarlo il profilo Twitter del canale ufficiale Vivo Azzurro. Di seguito la lista completa:

Portieri
Buffon, Donnarumma, Perin

Difensori
Astori, Barzagli, Bonucci, Chiellini, D’Ambrosio, Darmian, Rugani, Spinazzola, Zappacosta

Centrocampisti
De Rossi, Parolo, Pellegrini, Verratti

Attaccanti
Belotti, Bernardeschi, Candreva, Eder, El Shaarawy, Gabbiadini, Immobile, Insigne, Verdi

TRIGORIA – Di Francesco: “Deciderò stanotte se giocherà Ünder. Infortuni? Troppi impegni, sono cambiati i ritmi. Nainggolan? Io me lo tengo stretto”

Queste le parole di Eusebio Di Francesco in conferenza stampa:

Domani si chiude un mini-ciclo: come ha visto la squadra?
“Siamo migliorati in tante cose, sono arrivati risultati importanti, abbiamo dato continuità alle prestazioni e sono contento della crescita della squadra. Dobbiamo migliorare nella continuità della gara, restare corti”.

Che rapporto ha con Montella?
“Siamo come fratelli, siamo stati insieme a Empoli, abbiamo mantenuto questo rapporto negli anni e Vincenzo è un fratello, gli auguro che vada bene da dopodomani”.

Che ricordi ha dello scudetto con Montella?
“Lui è scugnizzo e ironico allo stesso tempo, è così anche da allenatore, ha la battuta pronta”.

La qualità di Montella?
“Come interagisce nello spogliatoio e la capacità di variare sistema di gioco per far male agli avversari”.

L’importanza della gara? I tanti cambi nelle due squadre?
“La gara è importante per rimanere agganciati ai primi posti, però il fatto che sia cambiato tanto nella Roma è relativo, vedo una squadra in grande crescita e c’è convinzione nei nostri mezzi. Anche il Milan ha cambiato molto”.

Ünder pronto per giocare domani?
“Sì sarebbe pronto. Lui sta iniziando a parlare anche italiano ma sa parlare la lingua del calcio. Io cerco di caricare i giovani relativamente di responsabilità, decidero stanotte o domani mattina se giocherà. È un’arma importante”.

Come si possono prevenire gli infortuni?
“È un discorso troppo ampio, noi ne abbiamo avuti molti, soprattutto i crociati che si possono legare alle tante partite. Ci sono dei ragazzi che passano dal sintetico al naturale, poi i campi pesanti. Gli infortuni fanno parte del quotidiano, è cambiato il ritmo delle partite, siamo andati a giocare a Baku, 4 ore di aereo tutti piegati perché seduti, è inutile puntare il dito su qualcuno, occorre solo riflettere. Chi vive all’interno sa che, se si alzano i ritmi, aumentano gli infortuni e per questo serve che i giocatori conducano una vita sana e io devo essere bravo a portare la cultura del lavoro”.

È uno sprone il fatto che la Roma non sia candidata per lo scudetto secondo molti?
“Questo non ci distoglie dalle nostre responsabilità, tutti si aspettano molto da me e dalla squadra ed è una responsabilità che a me piace, la crescita passa anche attraverso alle partite come quella di domani”.

Manolas ha detto che vincere a Milano darebbe un segnale alle altre squadre: è d’accordo?
“Se vinciamo, il titolo sui giornali sarà Roma c’è ed è quello che vogliamo fare, vediamo cosa dirà il campo, noi lavoriamo per restare attaccati a quel carro lì. Abbiamo rispetto del Milan ma è giusto puntare ai tre punti”.

La mancata convocazione di Nainggolan?
“Tecnicamente è uno dei top in Europa, poi ogni allenatore fa le proprie valutazioni ma per me bisogna andare più a fondo. Per il ragazzo sono dispiaciuto, spero che possa dare ancor più per la Roma per convincere il ct. Io me lo tengo stretto, è sicuro”.

La poca pazienza verso i tecnici? Il gol di Totti?
“Non l’ho visto, ma la classe non muore mai, anche a carte è il numero uno perché è un vincente in quello che fa. Sulla pazienza del calcio, dico che 90′ disfano e costruiscono, voi lo sapete bene, Mi è dispiaciuto per l’esonero di Ancelotti, un domani si potrebbe parlare anche di me. Ancelotti è stato già affibbiato a 4-5 panchine, ma talvolta si esaspera tutto. Auguro al mister di poter rientrare, però stiamo a settembre, dopo 4-5 partite si è un po’ troppo frettolosi”.

 

Totti ferma il tempo e incanta Tbilisi

Totti torna in campo in Georgia, a casa Kaladze, a Tbilisi. L’ex difensore del Milan è candidato sindaco, e dall’Italia è partita un’impressionante parata di stelle per aiutare un Paese che recentemente ha subìto una serie di incendi drammatici. Con Totti sono partiti dall’aeroporto Malpensa anche Di Biagio, il vicepresidente Fifa BobanSeba Rossi, Angelo Di Livio, Marco DelvecchioDario Simic, Dino BaggioFavalli, Candela e Luca Toni. Poi ecco anche Paolo Maldini, Billy CostacurtaShevchenkoAlbertini, ZanettiCordoba, Abbiati, Dida, Ba, Angelo Carbone e Ambrosini, Rivaldo e Cafu.

Partenza da Milano alle 10.40 da Milano, quattro ore di volo. Totti e Candela giocano a scopa e pare che a vincere sia sempre l’ex difensore francese. Sono tutti per Maldini e Totti e l’ex capitano giallorosso, conosciutissimo sebbene sia rimasto sempre a Roma, non si nega. Francesco è la star indiscussa. Piovono gol e giocate, finisce 6-5 per gli azzurri guidati da Totti.

(gasport)

Ninja (solo) a Roma. Ora Nainggolan rischia il Mondiale

Considerato uno qualunque dal Belgio, primus inter pares a Trigoria.   è qui, a metà tra l’inferno che è il Belgio e quella Mirabilandia che è San Siro. Mentre il ct belga Roberto Martinez comunicava la lista dei convocati,  si allenava a Trigoria: non è un’esclusione qualunque,  rischia di non partecipare al Mondiale di Russia.

Il centrocampista giallorosso sta vivendo il suo peggior momento con il Beglio, esattamente quando sta preparando il ritorno nello stadio che più di tutti lo ha esaltato, infatti, lo scorso 26 febbraio segnò una doppietta contro l’Il più forte, come titolava la Gazzetta il 27 febbraio scorso, non merita di far parte dei 26 convocati del Belgio. Sui social, ieri pomeriggio, è diventata virale un’immagine e un hashtag del tipo «Je suis » non è certamente rimasto stupito dalla mancata convocazione, ma ha preferito non commentare. , dal canto suo, può sperare nella rabbia di  che a San Siro, esclusi gli stadi di Roma e Cagliari, ha segnato più che in ogni altra città: tre gol.

(gasport)

DiFra & Montella, i gemelli diversi

IL MESSAGGERO (A.ANGELONI) – C’è chi racconta come il ruolo di Eusebio  fosse stato determinante nell’aprire la strada per Vincenzo Montella alla Roma. E chi lo racconta ha ragione. Siamo all’inizio del 1999, Eusebio è già in giallorosso da un paio di anni, Vincenzo lo avrebbe raggiunto qualche mese dopo dalla Sampdoria. I due hanno in comune l’Empoli, vissuto da ragazzi pochi anni prima, sotto l’ala protettrice di Walter Mazzarri. Eusebio è del 1969, Vincenzo è del 1974, tanti anni insieme prima di rincontrarsi a Roma e far in modo che quel rapporto bambino diventasse uomo. Empoli era una delle scuole migliori per i giovani: ambiente sano per crescere, l’ideale per personaggi miti come loro, diversissimi caratterialmente ma uniti come un nodo. La così detta palestra toscana ha fatto il resto, cosa che non guasta, li ha resi anche bei giocatori. , quella scuola, l’ha frequentata dal 1985 al 1991 (fino all’87 nel settore giovanile), Montella nel 1985 e per tre anni è stato nel settore giovanile, dal 1987 al 1991 ha militato nella prima squadra. Dire che stiamo parlando di due amici è riduttivo: fratelli. Così amano definirsi. Nel gruppetto, all’epoca, è entrato l’altro fratello di calcio, Nicola Caccia, con cui hanno condiviso gli anni di Empoli e ancora oggi non esiste giornata in cui non si trovino in contatto, complice anche un’attività commerciale (negozi di abbigliamento marcato “Four Sides”, i 4 lati). Montella e Caccia. E il quarto? Col calcio non c’entra, si chiama Massimo Cioni. Che non è quello delle galline di . Lui nell’abbigliamento vive da sempre, come da tanti anni è amico fraterno dei tre.

UN CAPELLO IN COMUNE – Montella raggiunge  a Roma e insieme arrivano allo scudetto del 2001. Entrambi hanno in comune un rapporto non troppo positivo con Capello, Eusebio di sicuro non ai livelli del suo compagno e amico. Una vita insieme, anche in ruoli diversi e sempre nella Roma. Perché Eusebio è stato anche  di Vincenzo, stagione 2005/2006. Inseparabili da separati, anche quando Montella ha cominciato ad allenare solo un anno dopo il suo fratello DiFra: l’ex aeroplanino ha avuto la possibilità di cominciare con la Roma, mentre Eusebio è partito dal Lanciano. Per certi versi, tutti e due sono partiti da casa, perché uno è romano adottato, l’altro è abruzzese.

LE SFIDE – Un derby strano e quella di domenica non sarà la prima volta si troveranno uno contro l’altro. E stavolta la partita è molto calda, perché Montella è obbligato a vincere e  è destinato a farlo. Ma i due si vogliono bene e si studiano, senza imitarsi, ma hanno voglia di superarsi e poi magari andare a cena insieme per parlare anche del loro modo di vedere il pallone: Montella attua un calcio un po’ diverso dal suo amico romanista. Forse la rabbia che Vincenzo ha per non aver potuto allenare la Roma,  l’ha avuta finché questa opportunità non gli è capitata davanti.E ora, la Roma, vuole tenersela stretta. Tra i due tutto è cominciato con un Lecce-Catania, novembre del 2011: esordio con vittoria per Vincenzino, primo scherzetto al suo fratello. Le partite giocate uno contro l’altro in campionato sono in tutto otto, lo score è a favore del tecnico del Milan, che ha il suo amico, oltre in quel Lecce-Catania, altre quattro volte:  0-1 e 1-3 (dicembre 2013 e febbraio 2014), Milan- 4-3 (ottobre 2016) e -Milan 0-1 (febbraio 2017. A resta il successo del maggio 2014 ( 3-4) e di dicembre 2015 per 3-1 (Sampdoria-) e due pareggi  e  Sampdoria (settembre 2014 e aprile 2016), entrambe finite 0-0.  doveva sostituire Montella a Firenze e c’è stata anche la possibilità di andare alla Sampdoria.

Allarme a centrocampo: Pellegrini ha la febbre

IL MESSAGGERO (U.TRANI) – Cambia il mese, da settembre a ottobre, e anche il . Almeno nelle proporzioni. Ma non c’è da stupirsi: stavolta i giocatori, con la raffica di infortuni muscolari che ha colpito la rosa, sono davvero contati. Domani a San Siro, nello scontro diretto con il Milan,  non dovrebbe cambiare mezza squadra come ha fatto nelle ultime tre partite di campionato contro il Verona, il Benevento e l’Udinese e mercoledì in  contro il Qarabag: sempre 5 innesti da un match all’altro, per una rotazione extra large che ha portato 4 successi e 12 gol (media di 3 a partita), senza dunque frenare la crescita della Roma, spesso convincente e spigliata anche nel gioco (solo a Baku è stata intermittente: positivo comunque l’approccio).

ROSA DEPOTENZIATA – Ecco perché Eusebio non rinuncerà al , usato per far fronte agli impegni ravvicinati. In piena full immersion la Roma deve contare su interpreti freschi. Senza ritmo, l’idea di calcio dell’allenatore non è più praticabile. Si è visto quando, contro il Qarabag, è diminuito il pressing. Contro il Milan, possibili quattro cambi: dentro  e  (oggi aspetta la chiamata di Ventura per le gare dell’Italia contro la Macedonia e l’Albania) rispettivamente al posto di Jesus, Pellegrini, Gonalons e Defrel. La scelta, per questa trasferta, è ridotta. A , Karsdorp, , Schick, si sono aggiunti, dopo il viaggio in Azerbaigian, anche  e Defrel: 6 gli indisponibili. Più Pellegrini, tornato da Baku con la febbre, in dubbio. L’obiettivo è recuperarlo per la panchina (ieri sera l’influenzale non era stata ancora debellata). Ma è soprattutto l’attacco a essere dimezzato: out 3 punte su 6. Se Schickfinora si è visto solo per 15 minuti contro il Verona, nelle 8 partite stagionali sia  (5 volte) che Defrel (4) sono stati spesso titolari. Solo in un match nessuno dei due è entrato. Subito dopo il pari in  con l’Atletico, quando , il 16 settembre contro il Verona, ha deciso di dar via alla rotazione.

PRECEDENTE CURIOSO – In quella partita  giocò la sua prima gara da titolare. Da terzino. Ruolo che ha avuto anche nell’altra partita in cui è partito dall’inizio, sabato scorso contro l’Udinese. A Milano, con  confermato in difesa, dovrebbe invece cominciare davanti (come nel quarto d’ora finale a Benevento e per mezz’ora a Baku). Ma, proprio contro il Verona,per dieci-undicesimi la Roma è stata uguale a quella che dovrebbe affrontare domani il Milan. A destra giocò Under, con  terzino, soluzione da non scartare a priori. Il ct Martinez, intanto, non perdona : niente convocazione con il Belgio per le gare contro la Bosnia e Cipro.

«Fermiamo Radja»

IL MESSAGGERO (S. RIGGIO) – Nessun timore, ma tanto rispetto: «La Roma è forte e aggressiva, ma combatteremo ad armi pari. Come fermare ? Non sarà facile, ma mi fido dei miei compagni di difesa». Hakan Calhanoglu è pronto a prendersi sulle spalle il Milan, dopo essere uscito malconcio nell’intervallo della gara di Europa League contro il Rijeka («Ora sto meglio»). Acquistato dal Bayer Leverkusen – con il club tedesco in passato ha già sfidato i giallorossi (20 ottobre 2015, un rocambolesco 4-4; 4 novembre 2015 vittoria dei giallorossi per 3-2) – proverà a essere decisivo anche in campionato, cercando di onorare la pesantissima maglia numero 10: «Hai sempre tutti gli occhi puntati addosso, bisogna spesso fare qualcosa in più e questo mi rende orgoglioso». Sogna la  («È presto per parlarne, andiamo avanti poco alla volta»), ma non vuole sentire parlare di scontro diretto: «No, tutte le grandi vogliono andare in Europa. Non c’è solo il Milan o la Roma, ma anche  e Lazio».

Secondo lei, il Milan che abbiamo visto contro il Rijeka può battere la Roma?
Era molto importante vincere in Europa League, così da arrivare a giocarcela contro la Roma con un risultato positivo e consolidare il primato nel girone. Quella di domani sarà una gara fondamentale per la nostra stagione. Ogni vittoria ci dà fiducia.

In questo inizio stagione la difesa del Milan è andata spesso in difficoltà. Quale può essere il rimedio?
Nello spogliatoio parliamo sempre delle varie situazioni di gioco. Abbiamo giocato bene in queste gare, a parte contro Lazio e Sampdoria. Ma quelle due partite ormai bisogna dimenticarle perché adesso dobbiamo focalizzarci soltanto sulla Roma e dare il 100%.

Però, si è vista una bellissima reazione. È questa la mentalità vincente che chiede Montella? 
Montella parla sempre con noi e ci motiva tutti i giorni. Sappiamo che dobbiamo lottare con il cuore ed essere sempre più squadra ogni giorno che passa.

Lei che rapporto ha con il tecnico? 
Condivido le sue scelte e la sua filosofia. Per la traduzione mi faccio dare una mano da Montolivo e Rodriguez, ma presto sarò in grado totalmente di comprendere tutto senza alcun aiuto.

Parliamo della Roma di 
L’ho già affrontata in  League con il Bayer Leverkusen.

È quindi un avversario che conosce. 
Sì, i giallorossi sono una squadra molto forte, aggressiva, con ottimi giocatori. La Roma ha grandi qualità, ci sono  ed . Sarà una bellissima partita, noi cercheremo di combattere ad armi pari.

Come si ferma 
Edin è un giocatore molto forte, pericoloso ed è molto intelligente. Io ho fiducia nei miei compagni di difesa: Bonucci, Musacchio, Zapata, Romagnoli, Paletta. Di tutti. Certo, sappiamo che non sarà facile,ma faremo del nostro meglio.

Oltre a  ed , c’è un altro giocatore della Roma che stima di più? 
Voto  .

Lei è arrivato questa estate e ha scelto la maglia numero 10. Quanto la rende felice indossarla?
Per me è motivo di grande orgoglio portare la 10. È un numero particolare, la gente ti guarda, hai gli occhi puntati addosso e bisogna sempre fare qualcosa in più.

Secondo lei, il Milan può arrivare in 
Siamo un gruppo che si sta formando poco alla volta. Ci stiamo conoscendo e andiamo avanti passo dopo passo. Ci proveremo naturalmente, ma è presto per dirlo ora.

Contro la Roma è già una gara da dentro o fuori?
Tutte le grandi squadre combattono per arrivare in . Non solo il Milan.

Florenzi si riprende la Roma: “Sogno un gol al Milan”. El Shaarawy: “Diamo segnale al campionato”

REPUBBLICA.IT (M.CUPPINI) – In base alla regola dell’alternanza a Milano avrebbe dovuto giocare al posto di Bruno . Ma gli infortuni di  e Defrel (ancora una volta di natura muscolare), che si vanno ad aggiungere a quello di Schick, obbligano  a schierare  come esterno alto a destra. In stagione da esterno alto ha sempre e solo giocato da subentrato: domenica invece, completerà il tridente al fianco di  ed  dal primo minuto. Quella col Milan per  sarà una gara speciale, come ha spiegato rispondendo alle domande dei tifosi sui social, e non solo perché spera “di segnare un gol” visto che “mica posso fare solo assist” ma perché ritroverà Vincenzo Montella che il 22 maggio 2011 lo fece esordire in A (in un Roma-Sampdoria): “l’esordio è il momento calcistico che più mi piacerebbe rivivere“. , rientrato dopo 11 mesi e due infortuni al , ha detto di essere “impegnato a lavorare sodo sulla forza e sulla parte fisica” per recuperare il tempo perso anche perché “guardare la Roma fuori dal campo mi ha fatto male”. Spazio infine ai sentimenti per la famiglia e anche per la Roma. “Perché il numero 24? E’ il giorno in cui mi sono fidanzato con mia moglie. Non posso scambiarlo con la data di nascita di mia figlia perchè è nata il 10 (ride, ndr.). E neanche col suo anno di nascita perché dovrei prendere il 16 (di , ndr.). La Roma per me in tre parole? Una seconda pelle.

Quella di domenica sarà invece per  una sfida al suo passato. “A Milano ho vissuto il momento più difficile della mia carriera – ha ricordato in un’intervista a Sky Sport 24 -. Dopo essere stato fermo per tre mesi, a causa di una ricaduta al piede sono stato costretto a star fuori per quasi un anno. Ho sofferto tanto ma ho avuto l’appoggio di familiari e amici e sono riuscito a riprendermi“. In maglia rossonera ha segnato il suo primo gol in A e in : “Anche per questo domenica, per me, sarà una partita speciale e, come già successo in passato, semmai dovessi segnare non esulterò per rispetto di una società a cui devo moltissimo“.  ha parlato di lui come “giocatore ideale” per il suo modulo: “Mi fanno molto piacere le parole del mister – ammette  -. Il suo gioco è molto vantaggioso per i tempi di inserimento ed i tagli che chiede agli esterni, partendo da destra o sinistra. Dobbiamo ascoltarlo, è un tecnico capace e di gran carisma, sa quel che vuole e stiamo migliorando sotto l’aspetto tattico“. Miglioramenti che occorrerà far vedere già domenica perché “la partita col Milan conta per dare un segnale forte al campionato: è il secondo scontro diretto, dobbiamo dare un segnale forte soprattutto a noi stessi e alle squadre che ci precedono in classifica, per far capire che siamo in crescita come collettivo“. Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, pochi dubbi anche a centrocampo dove giocheranno  e  (ancora una volta escluso dai convocati del Belgio per le ultime due gare di qualificazione mondiale contro Bosnia e Cipro) e in difesa, dove al fianco di  rientrerà  con  e Kolarov sugli esterni.

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