Roma-Lazio – La moviola: Orsato non fischia un rigore ai biancocelesti e ne regala uno ai giallorossi

Vocegiallorossa.it vi propone la lettura degli episodi più controversi della partita.

SECONDO TEMPO

90’+3 – Espulso Rüdiger per un’entrata col piede a martello su Djordjevic: provvedimento ineccepibile.

81′ – Ok il cartellino giallo a Wesley Hoedt, che ferma Salah in campo aperto.

63′ – Più che sospetto un altro contatto tra Fazio e Keita in area di rigore, con Orsato che sorvola nuovamente.

PRIMO TEMPO

45′ – Orsato inventa il rigore del pari della Roma: non c’è contatto con Strootman che finisce a terra.

39′ – Assolutamente non falloso il contrasto di Bastos su Dzeko in area di rigore.

23′ – Manca un giallo a Manolas per un fallo su Lucas Biglia, andato via in velocità.

15′ – Fazio interviene su Jordan Lukaku, trovando la caviglia del belga che aveva spostato il pallone: Orsato non fischia il rigore sbagliando.

La differenza tra sperare e sopravvivere

Al termine della partita contro la Lazio, Luciano Spalletti ha parlato di episodi che hanno condizionato la gara della Roma, come per esempio il gol del 2-1 al primo tiro in porta nel secondo tempo. Vero ma è altrettanto vero che la Roma poi non ha saputo più reagire, trascinandosi con difficoltà e sofferenza fino al 90′ e non dando mai l’impressione di poter capovolgere la partita e se Orsato avesse diretto bene il passivo sarebbe stato ancora più pesante. Il punto più inquietante è proprio questo: in una domenica fondamentale per la corsa al secondo posto, tolti i primi 10 minuti, la Roma non ha quasi mai dato l’impressione di poter graffiare la Lazio, sciogliendosi come neve al sole alla prima difficoltà. Alla prima roccia da scalare. Niente scuse, nessun alibi, anche perché i giallorossi hanno perso contro tutte le prime in classifica. Manca da affrontare la sesta (il Milan) e la prima (la Juventus) ma sono già arrivate le battute d’arresto contro Napoli, Lazio e Atalanta. Queste partite, sommate alle coppe contro Lazio e Lione e al preliminare di Champions, evidenziano una carenza della Roma nelle partite più importanti, nei momenti che contano.

La stagione è stata lunga e logorante e la resa dei conti è rimandata solo a causa della corsa al secondo posto. Non c’è nemmeno più un confronto dialettico: non ci sono più discussioni in conferenza stampa, polemiche, tensioni. Tutto è appiattito, come se l’ascia di guerra fosse stata deposta in attesa del gran finale. Rimandato quindi il discorso Spalletti, rimandato il discorso Totti, tristemente avviato verso il suo finale di carriera. Tutto appiattito, tutto apparentemente fermo in funzione di un secondo posto che farebbe la differenza tra sperare e sopravvivere. Sperare in un salto di qualità, in un mercato all’altezza, in un futuro migliore o cercare di sopravvivere dignitosamente come ha fatto la Roma quest’anno, incapace di affrontare il momento topico della stagione per una rosa corta a causa della mancata partecipazione alla Champions.

Massara: “Ultimo derby di Totti? Ne vivrà ancora tanti da dirigente. Rüdiger amareggiato dai cori razzisti”

“Come gestire una sconfitta così? Come fatto in precedenza. Siamo ancora secondi in classifica e dobbiamo difendere questa posizione. Cosa non ha funzionato? La gara era stata impostata bene, poi abbiamo subito gol sulla loro prima azione. Stessa cosa nella ripresa, parata importante di Strakosha e gol sulla ripartenza con deviazione. Poi l’entusiasmo ha caricato la Lazio, noi abbiamo fatto fatica, peccato, c’è amarezza. Dobbiamo ripartire subito per arrivare al secondo posto. Roma stanca? Su Rüdiger voglio dire che anche oggi era molto amareggiato per i cori razzisti che abbiamo dovuto sopportare, peccato che capiti ancora questo. Condizione fisica? La squadra sta ancora bene, quando poi le cose non vanno le gambe diventano ancora più pesanti. Kessie? Giocatore forte e ambito da mezza Europa. Ora è prematuro parlare di mercato e mi concentrerei sul finale di stagione. Ultimo derby di Totti? Ne vivrà molti altri da dirigente. È il simbolo della Roma, non potrà mai essere l’ultimo derby. Spalletti? È concentrato sul finale di campionato. Ha fatto un grande lavoro, siamo stati al ridosso di una squadra straordinaria e fare i complimenti alla Juventus. Con Spalletti ci rivedremo a fine stagione. Esordio sfortunato di Monchi? Molto dispiaciuto ma già è operativo per rinforzare la Roma”.

Roma-Lazio 1-3 – Le pagelle del match

Szczesny 6: parte in ritardo sul primo gol ma non vede partire la palla, che passa sotto le gambe di Emerson. Salva poi la Roma in almeno un paio di occasioni.

Rüdiger 4: era stato tra i meno disastrosi del reparto difensivo ma alla fine perde la testa e, all’ultimo secondo, stende un avversario con un colpo di karate e si fa giustamente cacciare.

Manolas 4.5: partecipa al naufragio del reparto difensivo. I giocatori della Lazio spuntano da tutte le parti, anche per colpa di un filtro non efficace a centrocampo.

Fazio 4: si fa saltare come un birillo da Keita. Atterra poi Lukaku ma è fortunato perché Orsato non vede. Sfortunato, invece, in occasione del raddoppio della Lazio, deviando in rete il tiro di Basta. Dal 20’st Perotti 5.5: nei primi minuti sembra poter dare la scossa alla Roma. Pian piano si spegne, cosa che i suoi compagni avevano fatto già da diversi minuti.

Emerson 4: non riesce a tenere Keita, che gli sbuca da tutte le parti. In avanti nullo.

De Rossi 5.5: ha il merito di ridare speranza alla Roma, pur realizzando un rigore inesistente. Dal 28′ Totti sv.

Strootman 3: il suo derby inizia molto bene con una palla deliziosa per Dzeko. Rovina tutto però con una simulazione netta che fa conquistare il rigore alla Roma ma che rischia di essere sanzionata dal giudice sportivo, con Milan e Juventus ancora da affrontare.

Salah 5.5: l’unico che prova a fare qualcosa di positivo. L’unico in grado di saltare l’uomo, di dare una sferzata alla farraginosa manovra della Roma. Si perde nelle piccole cose ma spesso lotta da solo.

Nainggolan 4: stranamente nullo in tutte le fasi di gioco.

El Shaarawy 4: gioca un primo tempo molto scialbo, senza riuscire a incidere. Dal 1’st Bruno Peres 4: messo in campo per cercare di scardinare dai lati la difesa biancoceleste, risulta ancora una volta nullo.

Dzeko 4: spreca un’occasione ghiotta per tempo. Per il resto, non lascia traccia.

Spalletti 3: inizia con la difesa a 4, passa a quella a 3, ripassa a 4 e all’ultimo, per disperazione, inserisce Totti per De Rossi ma l’unico risultato è quello di scoprire la squadra. La Roma è stata nettamente schiacciata dall’avversario, senza abbozzare una minima reazione.

De Rossi: “Gli abbiamo fatto fare il loro gioco. Gli sfottò? Fanno parte del derby”

De Rossi a Sky Sport

“Il rimpianto più grande è aver perso e consentirgli di fare il gioco più congeniale. L’avevamo provata con il mister, ci eravamo anche riusciti, peccato che sul 2-1 ci siamo disuniti. Abbiamo avuto anche qualche occasione in avvio e siamo andati sotto al primo tiro in porta. Abbiamo pareggiato e siamo riandati sotto al primo contropiede. Era la partita che volevano fare, bisogna fargli i complimenti. Tensione dopo i gol? Mi sembra molto normale, foga e rabbia agonistica, ma poche volte ho visto il rispetto che c’è fra queste due squadre. Il fatto che loro esultino e ci sfottano fa parte del derby, lo avrei fatto anche io. Non facciamo i bigotti. Mancato qualcosa nella partite decisive? Non sono decisive queste, queste contano perché hai vinto le altre. Dzeko non ha segnato in queste ma ha segnato in tutte le altre. Tutta la stagione abbiamo avuto partite decisive, è così per restare legati alla Juventus. Sicuramente è mancato qualcosa in alcune partite, bruciano come qualche pareggio che ha fatto la differenza, come Empoli e Cagliari. Bruciava a Totti l’essere l’ultimo derby? Dovreste chiederlo a lui, sicuramente è diverso un derby per i romani. Non gli ho chiesto se fosse l’ultimo. Sicuramente dopo quello di Coppa Italia avevamo gli occhi lucidi non perché fosse l’ultimo ma perché siamo romani. Cosa manca alla squadra? Non è giusto fare questa analisi, ci sta un allenatore e un ds. Si può sempre migliorare ma io devo pensare a me. Non è elegante dirvi cosa manca”.

Spalletti: “Episodi hanno condizionato la brutta Roma. Bisogna stare zitti e ingoiare le critiche”

Spalletti in conferenza stampa

“Si spiega facilmente. Poi si mette in pratica più difficilmente andando a vedere quello che successo. Loro giocano a 5 e formano un rombo a metà campo che è fatto di corsa di resistenza, per cui se vanno là, non c’è da andare a giocare là e si decide di tenere palla sulla metà campo. Poi prendono palla, primo tiro gol. Poi ci siamo innervositi, abbiamo forzato e perso qualche palla in più e fai più fatica a campo aperto. I metri che tu gli avresti fatto fare con il tuo possesso palla, li hai fatti tu a campo aperto e sei andato a fare una partita dove sono uscite le loro qualità. Ci siamo lasciati innervosire, poi ci sono stati episodi in cui potevamo far gol e invece li abbiamo sbagliati. Poi sulla corsa, noi non abbiamo gente dalla corsa lunga: Momo e Diego posso saltare l’uomo, ma poi si va sempre verso il gioco di squadra. Emerson è riuscito a dare un contributo, Rudiger mi rimaneva sempre a metà strada. Quando si perdeva palla, da quella posizione lì, non riusciva ad aiutarmi Manolas e Fazio. Allora metto un uomo lì (Peres ndr), poi ci ritornano in attacco e succede primo tiro gol. Dopo dovevamo aumentare i trasferimenti palla. Il discorso è questo. Dovevamo fare di più perché secondo me molti calciatori, compreso io, abbiamo fatto una gara sotto le possibilità. Questo è il momento dei bilanci? Lo è per lei, per me è il momento dell’analisi di un’altra sconfitta. Il bilancio è tra quattro partite. Cambia qualcosa? Da un punto di vista mio non cambia niente. C’è da lavora bene da domani per la prossima trasferta. C’è una squadra sotto l’aspetto morale le ha buscate. Bisogna parlare in maniera corretta senza andare a buttare via tutto un anno. Possiamo chiamarla un’altra sconfitta o un pezzettino in meno che ti viene a mancare. Dipende a cosa si vuol dare forza. Bisogna ritrovare velocemente le nostre qualità. La Lazio ha ancora 5 punti in meno in campionato. Il monte ingaggi è nettamente differente. L’esito di questi derby li ha vinti Inzaghi nei confronti di Spalletti? Quando massacrate la squadra e quando tentate di toglierle quello che ha fatto, io difenderò la squadra. Quando si tratta di me, è corretto tutto. Della partita di oggi ognuno può dare il taglio che vuole. Il problema viene quando tu gestisci la squadra che deve lottare per vincere. È facile avere una squadra che non deve vincere e può far bene. Quando hai una squadra che deve vincere, devi arrivare ed è più difficile. La Lazio ha fatto un campionato, anche la Roma. Ci sono queste sconfitte che non devono buttare all’aria tutto questo grande campionato che ha fatto”.

El Shaarawy: “Molto contento dell’arrivo di Monchi. Derby? Ho giocato quello di Milano ma qui è particolare”

Stephan El Shaarawy è stato intervistato dall’AS Roma Match Program. Contro il Pescara il Faraone, oltre che aver fatto una prestazione di alto livello, ha mandato in gol prima Nainggolan e poi per ben due volte Salah. “Far segnare i miei compagni è sempre un piacere”.

Mancano cinque partite e l’obiettivo è consolidare il secondo posto.
“Sarebbe un traguardo giusto per il campionato che abbiamo fatto. Ci aspettano tre turni di seguito difficili, ma per noi è molto importante”.

Quanto ha influito sulla stagione essere partiti dai preliminari? Quella con la Lazio sarà infatti la numero 50.
“Partire dai preliminari non ti avvantaggia dovendo iniziare la stagione con una partita da dentro o fuori. Purtroppo non siamo riusciti a qualificarci, ma penso che abbiamo fatto una buona Europa League. Con il Lione però non è andata come volevamo. L’errore maggiore è stata la partita di andata. Con la Lazio sarà la gara numero 50 della stagione, è un derby, la differenza la faranno gli episodi. Mi aspetto una partita sentita come sempre. Difficile e di intensità. Ma siamo in un buon momento, abbiamo fatto una grande partita a Pescara e siamo fiduciosi”.

Cosa non ha funzionato nel doppio confronto di Coppa Italia con i biancocelesti?
“Soprattutto all’andata è mancato qualcosa, abbiamo subito due ripartenze che ci hanno fatto male. Al ritorno è normale che lasciassimo qualche spazio, dovevamo rimontare il risultato. In partite così non si possono prendere troppi gol, ma delle due gare contro Lione e la Lazio dobbiamo prenderci la reazione delle gare di ritorno, un aspetto molto positivo. Abbiamo vinto, anche se non è servito”.

Cosa va fatto invece per portare a casa il risultato?
“Dovremo tenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti, invece qualche volta è scesa. Loro difendono ma sanno ripartire bene. Siamo pronti e fiduciosi”.

Ha giocato tre volte contro la Lazio, In cosa è diverso il derby rispetto alle altre gare?
“A livello personale è una grande emozione giocare il derby, ho giocato quelli di Milano, ma qui è particolare, nell’ultimo derby poi c’è stata la Curva…”.

la Curva Sud: quanto può incidere?
“Come dicevo giocare il derby con la Sud è una spinta importante, i tifosi mettono cuore e anima per questa maglia. È una forza in più”.

Si sente un uomo derby?
“Al derby qualche cosa mi si muove dentro, qualcosa di importante. Ma per noi deve essere una gara come le altre. Serve la vittoria per tenere a distanza il Napoli”.

Ha giocato da titolare cinque delle ultime sette partite di campionato. Sembra essere in un buon momento. 
“Sì, sto attraversando un buon momento soprattutto a livello di testa. Per me l’aspetto psicologico è importante nel calcio. Spero di chiudere bene la stagione a livello personale, ma soprattutto di squadra”.

Spalletti parla spesso di equilibrio. Le chiede un lavoro specifico?
“Il mister mi chiede sempre una prestazione completa, non solo la giocata o il gol, ma anche la chiusura, la fase difensiva. È quello che abbiamo fatto a Pescara, anche con Salah e Dzeko”.

È tornata anche la convocazione in Nazionale, cosa significa per lei?
“Tengo moltissimo alla Nazionale, l’ho sempre detto, non andare è una cosa che non mi fa mai piacere. Sono contento di essere tornato e di aver instaurato un rapporto con Ventura anche se solo per due giorni. Spero di esserci anche a giugno. Punto ai Mondiali, ma per andare in Nazionale devo prima fare bene con la Roma”.

È arrivato Monchi, lo avete salutato in questi giorni, cosa vi ha detto?
“Sono davvero contento dell’arrivo di Monchi. Ieri si è presentato alla squadra e ha detto di essere orgoglioso di far parte di questa società, spero possa far bene il suo lavoro e mi auguro di conoscerlo meglio nei prossimi giorni”.

 

Strootman: “Devo segnare più gol. Il rinnovo è una cosa lunga ma sto bene qui. Spero che Spalletti rimanga”

A due giorni dal derby Roma-Lazio, in programma domenica alle 12:30, Kevin Strootman ha raccontato il momento giallorosso ai microfoni di Sky Sport 24. Queste le parole dell’olandese:

Cosa hai di speciale?
“Non lo so, questo devo chiederlo a voi. Dopo il derby parlano ancora positivamente di me. Io do sempre tutto, il 100%, voglio aiutare i compagni, senza di loro non posso fare nulla. Non sono uno di quelli che supera 3 giocatori e fa gol. Ho bisogno di tutti”.

Da cosa nasce la tua capacità di inserirti?
“Lavoriamo su tante cose, anche su questo. Anche Nainggolan ha lavorato tanto su questo e ha fatto 10 gol. Io non ho segnato tanto quanto lui, tre/quattro mesi fa è cambiata la mia posizione, gioco più avanti. Devo fare più gol di quanti fatti fino adesso. Lavoriamo per questo, con il Pescara non potevo sbagliare dopo la palla di El Shaarawy”.

Gol nel derby d’andata?
“Non lo dimentico mai, è stato un momento speciale. Nelle settimane prima di quella partita non giocavo bene, avevo poca fiducia. Non mi sentivo bene, dopo quel gol ho preso tanta fiducia, motivazione per lavorare ancora di più. Abbiamo vinto, questo è sempre importante”.

Reazione di Dzeko a Pescara?
“Sa che ha sbagliato, ha parlato con Spalletti e ha chiesto scusa. Questo succede nel calcio, lui vuole fare gol, il mister pensa alle altre partite perché abbiamo solo Edin e Totti che possono giocare avanti, per questo l’ha tolto. Magari segna nel derby”.

Sarai ancora alla Roma dopo il 2018?
“Noi stiamo parlando, ora c’è un nuovo ds e cambierà qualcosa in società. Stiamo parlando del contratto. Io ho sempre detto che mi trovo bene qua, mi hanno sostenuto sempre durante e dopo l’infortunio. Sto bene con tutti, se parliamo di un contratto di cinque anni tutte le cose devono essere apposto. Io il prossimo anno sarò ancora qua”.

Cosa ti ha colpito di più del lavoro di Spalletti? Rimarrà?
“Lui ha cambiato la mentalità qua. Qui a Roma abbiamo momenti in cui fai bene e tutti dicono che siamo una grande squadra, poi altri che cambia tutto. Dobbiamo eliminare questo e fare sempre bene. È difficile qui in Italia perché ci sono grandi squadre ma lui sta facendo un gran lavoro con noi. Tatticamente è fortissimo e ci tiene sempre pronti per le partite. Io spero che lui rimanga”.

Credete ancora di avvicinarvi alla Juventus?
“La Juve è fortissima, se noi arriviamo secondi abbiamo fatto bene, anche perché il Napoli è una grandissima squadra. Noi dobbiamo pensare a vincere domenica, è l’unica cosa che conta”.

 

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