Skorupski: “Sono pronto per giocare titolare nella Roma”

Lucas Skorupski, attuale portiere dell’Empoli di proprietà della Roma, ha parlato del suo futuro ai microfoni dell’emittente televisiva Sky Sport. Queste le sue parole:

“Il mio sogno è sempre giocare titolare. Sono di proprietà della Roma, sono venuto qui in prestito e il prossimo anno si deciderà con la Roma. Voglio giocare sempre titolare e se mi daranno la possibilità resterò lì, altrimenti sceglierò un’altra società. Ce la farei a fare il titolare a Roma. Ho la possibilità di giocare qui e sono migliorato molto. Non mi fermo qua e voglio migliorare sempre. La parata più difficile? Abbiamo pareggiato Contro una grande squadra come la Roma, penso si possa scegliere una parata che ho fatto in quella partita”

Roma: giallorossi nella top 5 europea per partite vinte nel 2017

Il profilo che raccoglie i dati statistici, riporta un dato che evidenzia il grande momento che sta attraversando la Roma in questo inizio di 2017. I giallorossi sono infatti tra i club dei 5 maggiori campionati europei ad aver vinto più partite in tutte le competizioni giocate in questi primi 2 mesi di 2017 insieme a e Manchester United a 10. A guidare la classifica Parsi Saint Germain e , entrambe a 11.

Malagó: “Felici che si sia sbloccato lo stadio della Roma. Derby serale? Bisogna dare una prova di maturità”

Il presidente del Coni Giovanni Malagó ha partecipato all’inaugurazione del liceo sportivo nella Capitale e ha rilasciato alcune dichiarazioni sul progetto del nuovo , appena approvato, e sul futuro impianto della Lazio. Queste le sue parole:

Mi fa piacere che si parli di stadio e non di progetto. Noi abbiamo sempre e solo voluto parlare di stadio, quindi siamo molto felici che si sia sbloccato l’iter dello . Anche se nel 2020 o 2021, o quando sarà, perderemo un cliente molto importante, perché lo stadio Olimpico ha la Roma come partner interlocutore e come gestione dell’impianto per le partite. Però la direzione è questa e siamo felicissimi della decisione per lo stadio. Su tutte le altre cose sinceramente non vogliamo dire nulla perché non sono di nostra competenza, non vogliamo essere coinvolti. Gli aspetti urbanistici, i tagli delle cubature, gli aspetti di viabilità… sono cose che devono guardare i tecnici. Noi siamo tecnici del mondo dello sport. Ricordo che noi siamo i certificatori di qualsiasi impianto sportivo aperto al pubblico. È fondamentale quello che è il marchio di omologazione e di autorizzazione, più che mai se è un impianto di calcio. Siamo ovviamente coinvolti, l’avete letto anche nell’intervista di ieri sugli sforzi che ha fatto il Crotone, il nuovo progetto del Sant’Elia a Cagliari, lo stadio del , tutto l’iter dell’Udinese. Hanno rispettato in pieno le prescrizioni ed i parametri imposti dai nostri tecnici, che oggi devono a loro volta essere in linea con quelli che sono i dettami della pubblica sicurezza, del rispetto delle uscite, i vigili del fuoco e quant’altro“.

Anche la Lazio è uscita allo scoperto. Vogliono il loro stadio, ma non il Flaminio. Cosa ne pensa?
La scelta della Lazio su dove fare un impianto spetta alla società. Come Coni, siamo altrettanto felici che la Lazio abbia il suo stadio. Faremo un endorsement come abbiamo fatto per lo . Noi siamo i primi tifosi, a costo di perdere più o meno contemporaneamente Roma e Lazio come clienti. Il futuro è questo. Speriamo si sia fatto d’apripista a molte città come Firenze e . Uno dei problemi che ha causato la fuga degli spettatori dagli stadi nasce anche per la mancata ristrutturazione o realizzazione di nuovi impianti, credo che su questo siamo tutti d’accordo“.

Il derby torna di sera ma i biglietti venduti sono pochissimi.
Era ora che il derby tornasse la sera. Bisogna dare una prova di maturità. Le barriere saranno abbassate. Le dinamiche che portano le persone a non venire allo stadio le sapete, ci sono ancora degli strascichi di polemiche, chi per questioni societarie, chi per l’imposizione delle stesse barriere. Le due squadre stanno facendo una stagione molto importante, adesso penso che sia arrivato il momento di tornare a dare fiducia, e soprattutto di non creare problemi e di non avere incidenti, altrimenti torneremmo indietro come il gioco dell’oca. Credo che sia molto importante che Roma e Lazio abbiano le proprie tifoserie come hanno sempre avuto, anche perché sono state una forza per queste squadre.

Sensi diceva che senza Roma e Lazio all’Olimpico il Coni ci avrebbe fatto la corsa delle ranocchie. Cosa ci farete?
Il Coni ha dimostrato di essere un’organizzazione che sa valorizzare al meglio i propri asset. Fino a qualche anno fa non c’erano tutti i concerti che ci sono oggi, e vi assicuro che siamo costretti a rifiutare tante proposte dagli agenti perché lo stadio è già occupato. Il rugby sarebbe contento di avere lo stadio senza avere l’ansia di montare e smontare tutto all’ultimo secondo. Ci sono una serie di manifestazioni che non possiamo ospitare, perché lo stadio è forse il più occupato d’Europa. Oggi chi si occupa di impresa sportiva, sa che c’è tutto un mercato dell’entertainment che riguarda le multinazionali che oggi affittano gli stadi, forse sono un business più interessante di quello della gestione di squadre di calcio. Dobbiamo essere pronti ad intercettare questo mercato. Il giorno in cui non ci saranno più Roma e Lazio, si potrebbe anche fare un accordo con la Figc.

Spalletti non cambia, Inzaghi si copre

Difesa a tre, per non giocare in inferiorità numerica a centrocampo. Inzaghi conferma le scelte fatte nel derby di campionato riproponendo lo stesso modulo dell’ultima stracittadina. Il tecnico laziale dovrà fare i conti con le squalifiche di Lulic, Radu e Patric, per la corsia di sinistra rimarrebbero unicamente Lukaku e Crecco, male due opzioni non sono troppo convincenti;il difensore belga si concede qualche distrazione di troppo quando è chiamato a svolgere la fase difensiva, l’esterno cresciuto nelle giovanili biancocelesti ha un paio di presenze in Serie A, manca dell’esperienza necessaria per poter affrontare una sfida che vale la finale di Coppa Italia. E allora si torna al passato, con Bastos e De Vrij sicuri del posto, e con Hoedt chiamato a giocarsi la titolarità del ruolo con Wallace. Si, proprio lui, il giocatore che diede una svolta negativa alla sfida di campionato contro i giallorossi con una giocata dissennata che spianò la strada agli uomini di . Correva il ventesimo minuto del secondo tempo, fino a quel momento il brasiliano non aveva sbagliato un pallone facendo sparire dal campo . Simone Inzaghi probabilmente si aggrapperà proprio sulla voglia di rivalsa del giocatore che da quel momento ha giocato soltanto altre quattro partite da titolare. L’alternativa al difensore sudamericano è l’olandese Hoedt che – pur essendo cresciuto notevolmente rispetto alla scorsa stagione – ancora dà l’impressione di appoggiarsi troppo sui compagni di reparto preferendo più il ruolo di regista difensivo che quello del marcatore vero e proprio. Sulla corsia di sinistra con ogni probabilità ci sarà Dusan Basta sguinzagliato sulle tracce di , dalla parte opposta Felipe Anderson dovrebbe battagliare con Bruno .

A questo punto verrebbe ristabilita la parità numerica a centrocampo dove Parolo, Biglia e Milinkovic andrebbero a fronteggiare , e . Le incursioni di Milinkovic e Parolo potrebbero spaccare il fronte, ma al tempo stesso il centrocampista della Nazionale dovrebbe guardarsi dalle incursionimortiferedi . Dopo aver analizzato l’ultima sfida della Roma in campionato, il tecnico laziale non vuol ripetere l’errore fatto dal suo predecessore Pioli,ovvero abbandonare la punta centrale; Immobile verrà supportato da che avrà il compito di complicare la vita ai tre centrali romanisti; la velocità del senegalese potrebbe mettere in difficoltà i difensori avversari chepercaratteristichepotrebbero soffrire la rapidità e l’estro della punta laziale. Per quanto riguarda il ruolo di , si va verso l’esordio di Strakosha nel derby: ieri Marchetti ha svolto ancora un lavoro differenziato, e difficilmente potrà recuperare per la sfida di domani sera. La Lazio dovrà fare molta attenzione alle ripartenze della Roma che quando riesce a sviluppare il gioco in verticale diventa irrefrenabile; i biancocelesti giocano in casa, sarà fondamentale limitare l’attacco giallorosso evitando di prendere gol. L’obiettivo è quello di lasciare aperto il discorso qualificazione anche per la sfida di ritorno quando i biancocelesti avranno modo di recuperare i tre giocatori squalificati:la rosa senza di loro è corta, Inzaghi domani sera si giocherà la sfida più importante della stagione con gli uomini contati.

Belgio, Martinez: “Vinciamo anche senza Nainggolan”

Roberto Martinez, ct del Belgio, è tornato a parlare di , centrocampista belga che nella Roma sta vivendo il miglior momento della sua carriera. Queste le sue parole:

ha giocato un tempo contro la Spagna a settembre e poi qualche minuto contro Cipro. Non l’ho chiamato per le partite di qualificazione contro Bosnia e Gibilterra, eppure abbiamo segnato dieci gol. È normale poi continuare con gli stessi giocatori. . Ma la porta resta aperta a tutti, compreso . Ho sempre detto che baso le mie decisioni su quello che vedo. Devo essere colpito da un giocatore, poi lo convoco. E comunque a novembre non era disponibile per le partite contro Olanda ed Estonia

Conferenza stampa, SPALLETTI: “Questo derby vale triplo. Tour de force? È il livello che volevamo raggiungere, la squadra è maturata. Nainggolan? È l’evoluzione della specie calciatore”

Alla vigilia del derby d’andata di Coppa Italia, valido per la semifinale, il tecnico della Roma interviene in conferenza stampa. Queste le sue parole:

Il percorso di sarà abbastanza lungo, anche se avendoci parlato ora ha sempre questo sorriso stampato fin dal primo momento dell’infortunio e questo è il miglior viatico per essere il prima possibile a disposizione. si è allenato e non ha sentito niente, ma se anche oggi andrà così sarà a disposizione. nessuna novità in confronto a quanto detto, niente di nuovo e si prosegue sulla stessa strada“.

Com’è cambiata la Lazio rispetto alla partita di campionato
La Lazio è stata costruita bene, l’unico dubbio mi sembrava l’allenatore ma lui in questo periodo ha dimostrato di non essere il rincalzio di nessuno. Abbiamo di fronte un avversario forte.

Le tre partite della settimana tolgono di più a livello mentale o fisico?
Sono tre partite che stimolano moltissimo e non tolgono assolutamente niente. Questo è il livello di calcio e di confronto che volevamo raggiungere, ci siamo dentro fino al collo, è il nostro ambiente, è una cosa normale. Dal punto di vista fisico ci saranno delle dispersioni, saremo costretti a cambiare qualcuno, ma sono convinto che la squadra si farà trovare pronta in qualsiasi scelta che farò. I calciatori hanno un’evidente maturazione ormai, nel discorso di domenica sera prima della partita si è toccato questo tasto, c’è un cambiamento, una sostanza che si chiama maturazione, che la squadra ha fatto. E’ una cosa fondamentale, soprattutto la forza mentale per andare ad affrontare questo periodo, che ci vede di fronte a delle squadre di grandissimo spessore.

La Roma arriva meglio a questo derby, si aspetta un atteggiamento conservativo da parte della Lazio?

Non sappiamo mai come ci arriviamo dentro le cose, perché è una questione di quello che è successo. Ma sappiamo come uscirne perché possiamo determinare dentro la partita. Come ne usciamo? Ci sono dei dati ma non hanno mai valore nel piatto che bisogna riempire. Quello che faremo determinerà come ne usciremo. Noi ovviamente ne vogliamo uscire bene, ma loro faranno la partita che sanno fare perché non ho mai visto cambiare totalmente il loro modo di essere. Riescono a compattarsi sotto palla come hanno fatto contro l’inter, ma ogni ripartenza è fatta di corsa e di qualità, perché hanno giocatori di forza fisica, di velocità e tecnica. In tutte e due le cose che sceglieranno sono squadra, e noi dobbiamo fare altrettanto mettendoci anche di più perché vogliamo vincere questa semifinale.

La forza di , e insieme?
Proprio per le qualità diverse che hanno possono essere un completamento di un assieme e di una forza che poi dà sempre sbocchi importanti. Uno è fisico e tecnico, uno è veloce e leggero però velenosissimo quando attacca la porta come , l’altro sa fare tutto perché puoi chiedergli qualsiasi cosa e la sviluppa. Vi siete divertiti a trovare aggettivi e fare paragoni: uno di questi potrebbe essere ‘l’evoluzione della specie calciatore’, perché se ne hai dieci di lui io sono convinto che esce una squadra fortissima anche senza badare al ruolo. Con dieci viene una squadra fortissima. Diventa facile trarre delle conclusioni che un reparto fortissimo, di quelli che fanno da traino alla squadra: i gol sono importanti e ci porteranno fino in fondo in questo modo che stanno gestendo adesso.

Come cambia preparare un derby che ha anche un ritorno?
È molto simile all’altra, perché dare tutto deve essere una costanza. Quando hai alle spalle una città e un tifo come quello della Roma ma anche quando si è un professionista hai degli obblighi di professionalità e di competenza per far vedere una convinzione e una forza, da parte mia e dei calciatori. Il derby vale triplo. La partita, l’accesso a una finale è la cosa più importante: accedere a una finale che si gioca a Roma. E perchè sta a cuore ai nostri tifosi e noi siamo sensibili a questo. Secondo me abbiamo raspato sul fondo del barile sempre nell’avvicinarsi alle partite, perché non ho mai visto un atteggiamento o un sopracciglio di quelli che non gli interessa la causa del motivo per cui siamo qui. Ma questa volta, se ci fosse ancora dello spazio, si va ancora più sul fondo, più su dentro per raspare ancora più in profondità.

In un derby si annullano le differenze tecniche delle squadre in campo?
Dipende dalle differenze, anche se il derby avvicina molto le qualità e le possibilità. Qualsiasi partita ha dei punti in comune e il derby ne ha molti di più, li avvicina molto di più. In questo caso qui poi c’è meno differenza che tra la e il Torino per cui sarà sicuramente una partita più equilibrata dell’altro derby. Ha fatto vedere che spesso il fatto emotivo può dare e togliere qualcosa: un po’ di paura, un po’ di timore a fare delle situazioni, a portare avanti dei concetti nella partita. Poi però quando il timore bussa alla porta ci deve essere il coraggio di aprire, guardare e in quel momento non avere più timore.

La Roma viene considerata favorita: è meglio o peggio arrivare così al derby?
A volte quelli che dicono che ora sei favorito sono quelli che hanno fatto il tweet che per fare gol andrebbe tolta la porta da fondo campo, o che non lo considerano dentro i 20 calciatori della rosa, o che Jesus è venuto qui perché era un avanzo… C’è da vedere chi lo dice. Quello che si scrive rimane e non va via. Non la vedo così. Io dico che ci sono due squadre forti che si affronteranno ad armi pari perché entrambe hanno portato avanti un discorso fatto di gioco, di vittorie, di componente squadra senza andare poi ad approfittare di niente ma solo della propria forza. Noi abbiamo degli obiettivi ugualmente importanti oltre quello che può essere questa partita qui e ci sono altre cause di quella che è la composizione di un lavoro, di una strategia, di un programma societario. Loro danno molto a questa e dipende come gestiranno la tensione di dare tutto in questa partita. Intanto siamo migliorati perché non ho visto video girare legati a guerre e armamenti per cui è segno che siamo migliorati.

Quanto incide il pubblico che anche stavolta, come nell’ultimo derby, diserterà lo stadio?
Prima di tutto per quanto mi riguarda, per me conta solo l’ultimo derby ma anche per i giocatori. Conta questo, tutto quello che è avvenuto nei derby precedenti non conta niente. Se qualcuno vorrà vedere nella partita di domani una curva vuota non sarà la nostra, perché quello è un luogo di riferimento di quella che è la passione dei nostri tantissimi sportivi. Quella è casa nostra e quando si guarda a casa nostra la vedi sempre piena. Se mi immagino casa mia la vedo sempre piena. Idealmente è così. Le statistiche dicono che siamo moltissimi e in continua crescita, ovunque si respira aria giallorossa, è dipinta l’aria qui. Non è solo annusata, è visibile. Per cui Curva piena domani, pienissima. I tombini del cemento armato, lì dentro ci scorre giallorosso. La è casa nostra, è il nostro luogo, è un riferimento, un luogo che sarà sempre affollatissimo e che noi vedremo sempre pienissimo.

Perrotta le deve quasi tutte le fortune della sua carriera grazie a quella posizione in campo dietro . La sua più grande intuizione è però lo spostamento di sulla trequarti?
Perrotta è uno che assomigliava molto , anche se l’ho visto ancora bene fisicamente e probabilmente anche domani potrebbe giocare un tempo. Sono quei giocatori che hanno un po’ tutto addosso, che sanno far tutto e sanno adattarsi. Sono partiti dal niente e non hanno bisogno di essere etichettati per ritagliarsi il loro spazio. Io mi ricordo la prima volta con Perrotta: lo incontrai a cena da Checco allo Scapicollo, e lui mi venne a salutare tutto formale. Gli chiesi in che ruolo volesse giocare e mi rispose: “Io mister se viene fuori una situazione di squadra gioco da tutte le parti, ma qui il concetto di squadra non si percepisce”. è un giocatore che si può mettere ovunque, che si adatta a fare qualsiasi cosa. Se gli chiedi lui codifica e va. Se lo lasci stare va più di quello che gli chiedi perché ti immagini che abbia benzina dieci e invece ha la forza di tornare indietro per prenderti e portarti a fare benzina per rifare il pieno. E’ facile, vuol dire andare a cercare di farmi dei complimenti che non ho, perché abbiamo visto che è un giocatore forte. Poi se lo metti davanti alla difesa ti raddoppia quella qualità lì: lui racchiude quella che è la personalizzazione di tanti ruoli di tanti calciatori. Non ce ne sono tanti che fanno quei gol e allo stesso tempo rincorrere la palla in difesa. Fa un dribbling nello stretto e allo stesso tempo rincorre i giocatori. E’ un animale raro, e sono fatti così. Non ho nessun merito, quindi.

La squadra potrebbe correre il rischio di diventare troppo dipendente dalle caratteristiche di ?
No, anche perchè la squadra è forte. Se si parla di maturazione, di maturità è proprio attraverso l’esser cresciuti su delle qualità complessive dell’addizione dei calciatori stessi, perché sennò non potremmo dire questo. Ci sono anche delle partite dove lui non ha giocato, un mini periodo dove non ha giocato ho scelto altri e la squadra ha vinto lo stesso. Sennò si torna a rifare gli stessi errori che abbiamo fatto fino a questo momento qui. Secondo me la Roma non è un calciatore solo, la Roma è e deve essere una squadra, una società, un assieme di impegno e di conduzione professionale che poi porta a un confronto contro un’altra grandissima società o contro altre grandissime società. ha risposto bene domenica dopo la partita: io faccio questo per la squadra perché loro mi aiutano a fare questo. Quella è la soluzione a tutto, è lo svolgimento di tutto perché probabilmente essendo una squadra che ora ha questo equilibrio lui riesce a metterci qualcosa in più. Messo dentro una squadra forte il suo contributo è ancora più evidente. Il ragionamento generale è quello lì, abbiamo bisogno di un’addizione di calciatori forti per avere una squadra forte. Un calciatore forte da solo non può mai far vincere una squadra. Il potere assoluto toglie qualsiasi voglia di cercare soluzioni, il potere assoluto ti dà l’interesse e basta della tua gestione non ti porta a cercare qualcosa in più. Diventa fondamentale la crescita generale.

potrebbe riposare domani?
E’ un modo carino per chiedermi qualcosa della formazione: io ti capisco, ma tu devi capire me, diventa difficile andare lì dentro. Effettivamente li devo rivedere. Qualcuno ha giocato questi 90 minuti giovedì e domenica. l’ho fatto giocare giovedì proprio per dargli il senso che non era una partita scontata, è il capitano. La risposta voleva evidenziare che sempre si sta attenti a più di un dettagli, ci si fa attenzione anche adesso. Però è soprattutto quello che fanno vedere loro nell’allenamento di oggi pomeriggio, bisogna vedere le botte prese e le sensazioni, per cui non te lo dico se gioca domani.

Secondo lei domani è un esame che deve superare anche l’Olimpico?
Io sono sempre fiducioso, è un’occasione importante da cogliere quella messa a disposizione. Quando ci sono due pensieri totalmente diversi, come successo per lo stadio, il punto di incontro sta sempre a metà. E’ difficile che uno sia nelle condizioni di doverti concedere tutta la sua ragione, dobbiamo fare quello che è il nostro ruolo, fare bene quello che è il nostro obiettivo ovvero vivere queste serate e questi momenti qui. Noi tutti dovremmo avere quello come punto più alto nel nostro comportamento. Se vado ad assistere a Roma ad una partita di notte è più bello, c’è atmosfera. Le più belle partite si giocano in notturna, ci si diverte, si ride, si mischiano i colori deve essere così. Ci danno un’occasione noi dobbiamo andare verso questo punto d’incontro. Se non fossi in campo domani andrei a vedere la partita, tornerei a casa raccontando le cose belle a mia figlia.

Chiedi chi è Nainggolan

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – «Odio la ». E non l’Estate, come cantò Bruno Martino nel 60, anche se , dopo l’Europeo, ha rinunciato alla solita vacanza senza freni a Ibiza, per restare a Porto San Giorgio accanto alla moglie in attesa della secondogenita. Nessuno dimentica, chiedete a Torino, lo spot del Ninja che piace tanto ai tifosi della Roma. E che oggi è anche lo slogan che accompagna l’inseguimento dei giallorossi alla capolista. Il video di qualche settimana fa avrà pure fatto discutere. Per l’esasperazione del concetto e anche perché detto in piena notte. Ma le parole, in quel filmato girato a tradimento, hanno la migliore conferma dai fatti. Che sono, pure quelli, raccontati dalle immagini. In campo e non fuori della discoteca. Momenti di sport e non di violenza. Bellissimi, dunque. Sono quelli dei gol in campionato di : già 9 (il suo record). I 3 prima di Natale: per chiudere la partita a Reggio Emilia contro il , per fare altrettanto nel derby d’andata e per stendere il Milan. E i 6 di questi primi 2 mesi del 2017: per vincere a Udine, per partecipare al tiro al bersaglio contro la , per indirizzare il match di Crotone, per umiliare il Torino e per disintegrare, con classe (la prima) e di potenza (la seconda), l’. Eccolo, finalmente inquadrato per quello che è. Testimonial e simbolo antibianconero. E non a chiacchiere.

FUMO DI LONDRA Di sera dà il meglio di sè. Non esce mai in maschera. Figuriamoci se si nasconde. E’ sempre se stesso. Originale e plateale. Basta tornare alla notte di San Siro. Oppure a quella di maggio, quando in via Veneto, si appartò in un albergo a più stelle con il ct azzurro . Che lo avrebbe voluto, dai primi di luglio, con lui al Chelsea. disse no. Per restare qui. Proprio lo stesso rifiuto di quando, ancora giocatore del Cagliari, gli venne offerta la possibilità di trasferirsi alla . Da lì sono nati i tweet al veleno, ancora attuali e sempre in canna, con i tifosi bianconeri. La sopportazione ha un limite e va tutta in quelle poche righe di botta e risposta. Che, tradotte in gol, hanno l’effetto desiderato. Perché la Roma, con le sue reti e le sue prestazioni, continua a tenere aperto il campionato.

VITA SPERICOLATA  ha difeso il Ninja dagli sciacalli che lo hanno inquadrato con la sigaretta già fuori dal pacchetto e con la marcia ancora non ingranata per raggiungere casa prima dell’alba. « deve mangiare tanto, correre molto e dare tanti baci». L’allenatore lo porta come esempio. Perché sa che cosa gli garantisce in campo. «Vada pure al massimo». Di giorno, in allenamento e in partita, e di notte, quando decide di divertirsi. Al Toy Room o all’Os Club, dopo il rodaggio dei primi mesi all’Art Cafè. «Lo hanno ripreso quando io ho lasciato liberi lui e i compagni». Nessuna violazione al regolamento interno. Lucio e , coincidenza anche nei nomi, illuminano la Roma dal 17 gennaio del 2016. Alla prima gara del tecnico, subentrato a , ha interrotto il suo digiuno. Ha fatto centro, contro il Verona all’Olimpico, e non si è fermato più: 6 reti nelle 19 partite del girone di ritorno, prima di andare all’Europeo. Il ct Wilmots lo ha convocato, pur rimproverandogli, ironico e al tempo stesso severo, il fumo e il bere. Il percorso non da atleta, per capirsi. Più duro il nuovo Martinez che lo ha fatto fuori all’ultimo giro: ufficialmente perché, dopo aver saltato la chiamata in nazionale per infortunio, è andato in campo con la Primavera. Adesso, su , i tifosi del Belgio lo vogliono titolare. Lo vedono spopolare nel nostro campionato e non capiscono perché Martinez abbia deciso di trascurarlo. «Parli chiaro, dica pubblicamente quello che pensa». Si chiedono il diretto interessato e i suoi seguaci.

CUORE DI MAMMA Incide quanto Higuain da quando lo ha battezzato trequartista: 12 gol stagionali (8 nel 2017, contando i 2 in Coppa Italia). Magari , guardandolo dall’Inghilterra, ripensa alla forza d’urto di Vidal, sregolato forse più di . Che, ad esempio, sa quando deve rallentare, soprattutto dopo un’accelerazione come quella di San Siro. Spesso si rilassa sul litorale, a Ostia, fermandosi in riva al mare o semplicemente seduto al bar di qualche stabilimento. O nella sua villa di Casalpalocco, come è successo anche ieri, con la moglie Claudia, conosciuta a Cagliari e figlia di un comandante dei Carabinieri, o con le piccole Aysha (5 anni) e Miley (7 mesi), giocando con i suoi due cagnolini. O magari passando qualche ora al Noname Store, il negozio d’abbigliamento di famiglia aperto all’Eur. Quando c’è la cresta da sistemare, si presenta il suo parrucchiere di fiducia dal Belgio. Il tatuatore è, invece, italiano. La rosa rossa che ha sotto il collo è stata partorita in un mese (tra marzo e aprile dell’anno scorso). Le due ali sulla schiena sono il ricordo della mamma fiamminga che, scomparsa 7 anni fa, resta al centro della sua vita (e della gemella Riana, ora protagonista nel calcio a 5), dopo la fuga del papà indonesiano che li abbandonò senza un perché. I tatuaggi continuano a fiorire insieme con i gol: non conta più i primi, ma fa più attenzione ai secondi. Sono stilettate all’Odiata. Per fermarla.

Cantiere stadio al colosso Usa. Il mega affare va ad Aecom

LA REPUBBLICA (S. BENNEWITZ/G. VITALE) – Sarà uno stadio in prevalenza a stelle e strisce quello che il patron giallorosso e l’imprenditore Luca si apprestano a costruire sul pratone di . I lavori per la nuova “Magica arena” dovrebbero essere assegnati a trattativa diretta, senza obbligo di passare per le forche caudine della gara pubblica, al colosso americano Aecom, quasi 100mila addetti, al 156° posto nella lista delle 500 multinazionali più ricche degli States secondo Fortune. Un affidamento che però non sarà esclusiva: un altro gigante dell’edilizia, stavolta tricolore, è infatti in pole position per entrare nell’affare.

Si tratta della Salini Impregilo, riconosciuto global player nel settore delle grandi infrastrutture, che tuttavia proverà a prendersi la fetta più grossa della torta.
Il resto del complesso resterà invece appannaggio della famiglia , la quale avrebbe già raggiunto un accordo con il gruppo Pizzarotti di Parma per realizzare insieme le 18 palazzine del business park deprivato però delle torri di Libeskind. Fermo restando l’interesse, già manifestato dalla società emiliana, ad entrare (anche) nella cordata italo-americana che costruirà lo stadio. Intanto, mentre fervono i contatti tra il Campidoglio e i proponenti per mettere a punto gli ultimi dettagli del progetto, l’As Roma corre in Borsa: nel primo giorno di quotazioni post- accordo, il titolo ha chiuso a 46 centesimi, in crescita del 7%. Un balzo che conferma l’apprezzamento di Piazza Affari per l’intesa raggiunta venerdì notte con la giunta Raggi. Ora però attesa alla ratifica degli uffici. Già al lavoro per tradurre nero su bianco il taglio del 50% delle cubature e lo storno di alcune opere pubbliche.
L’ipotesi allo studio sarebbe allora quella di confezionare un atto che modifichi la precedente delibera sulla pubblica utilità, varata dall’amministrazione Marino. Chiaro l’obbiettivo: mantenere in vita l’attuale conferenza dei servizi, per accorciare i tempi. Perciò i proponenti chiederanno, entro la scadenza del 3 marzo, un mese di proroga, così da consentire il passaggio della nuova delibera in assemblea capitolina. Al netto però delle perplessità subito espresse dalla Regione Lazio: se una sola delle infrastrutture programmate dovesse saltare, l’iter potrebbe ricominciare tutto daccapo. Pure per questo, per verificare le procedure ed evitare sorprese, sono previsti incontri fra l’avvocatura capitolina e quella regionale. Anche se l’architetto Alberto Sasso, uno dei delegati da Grillo al tavolo delle trattative, rassicura: «Progetti di questa complessità non si chiudono con una stretta di mano. Dopo la delibera ci sarà una convenzione in cui saranno definiti tutti i dettagli. Nessuno vuole eliminare niente di strutturale. Se sono state eliminate delle opere è perché ci sono delle alternative perfettamente collaudate, mi riferisco ad esempio al ponte sul Tevere».
Ma le opposizioni in Campidoglio rumoreggiano. Il Pd, che ha sempre difeso il progetto a spada tratta, minaccia ritorsioni se verrà modificato il piano infrastrutturale. E FdI annuncia la richiesta di un consiglio straordinario sullo stadio perché «finora le riunioni del M5S si sono tenute tutte nelle segrete stanze ed è tempo che la discussione divenga pubblica». Ma il M5S va dritto per la sua strada: «Il nostro è un progetto eco-sostenibile e all’avanguardia», tuona il capogruppo Paolo Ferrara. «Marino preferiva tre grattacieli e centinaia di migliaia di metri cubi di cemento al posto del parco. Noi siamo diversi: scegliamo il verde e la modernità».

Roma, tutto cominciò in un derby

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) – Stavolta il via risale al derby dell’andata, quando la Roma si era trovata a gestire l’assenza di uno dei suoi uomini migliori, ovvero . Momo si era infortunato nella settimana del derby, ha alzato , ha stretto i tre centrali e ha puntato su Palmieri dall’altra parte.

LA PROVA GENERALE In realtà, qualche prova generale c’era già stata a : quel giorno, vittoria anche al San Paolo, mancava e c’era al suo posto. Contro Sarri, Lucio, ha utilizzato la formula ibrida del 3 e mezzo, con da una parte e a fare il cursore a sinistra, e proprio per la presenza di Diego forse quel sistema di gioco andava e va (ri)letto come . Ma qualcosa si stava muovendo. Nel tempo le cose sono cambiate del tutto: da quel derby c’è stata la fase senza Momo e quella con Momo, la Roma prima e post Coppa d’Africa, senza alterare il rendimento: punti, tanti, e gol incassati, pochi. Facciamo il confronto tra l’undici anti- (; , , Juan Jesus; , , , ; ; , ) e quello anti Lazio (; , , ; (dal 47′ s.t. Jesus), , , ; ; , ). Quella che ha battuto la Lazio ha trovato le sue certezze con il passare del tempo, a farne le spese gli attaccanti, un po’ , un po’ anche , che per è sempre un indispensabile. E non parliamo poi della sfida con l’: out , dentro un altro centrale. Conta l’equilibrio, dunque, pur mantenendo l’efficacia in fase offensiva. Questa, oggi, è una Roma affidabile. Seria.

TERZINI ELASTICI L’assenza di ha lanciato definitivamente come esterno alto di destra, così come Palmieri dall’altra parte. Con loro, la Roma trova la spinta in fase offensiva e due terzini in fase difensiva, che aggiungendosi ai tre centrali, vanno a formare una difesa a cinque. Elastica. fa il doppio lavoro di raccordo, su e giù per il campo, con riferimento centrale offensivo e trequartista dai piedi vellutati. e fanno il resto. I due equilibratori. Senza c’era , con c’è non c’è l’argentino. Rispetto al vecchio sistema, l’egiziano deve giocare un po’ più vicino a , senza tappare la strada a chi gli gioca alle spalle, cioè . Momo alla fine fa l’ala, la seconda punta, partendo da una posizione di trequartista al fianco di .

L’ECCELLENZA I risultati sono stati eccellenti sia con sia con o . Solo in un’occasione, ha dovuto cambiare modulo e tornare al vecchio , a Torino con la , quando non aveva a piena disposizione né , entrambi infortunati. Giocò Gerson alto a destra e ancora ne parliamo. Fu una specie di mutazione genetica cominciata male e finita peggio. Le sconfitte, da quel derby in poi, sono arrivate sempre quando ha cambiato: oltre a Torino, la Roma è caduta a Genova contro la Sampdoria (Vermaelen al posto di ) e con il Villarreal all’Olimpico ( naturale, otto cambi, ma per via del risultato acquisito all’andata). In questo tour de force, Lucio ci penserà bene a stravolgere certi equilibri metabolizzati. Piccoli cambi ma il modulo resta intoccabile. Perché anche grazie a questo, ha battuto il record di punti messo nel 2006, quando nelle 26 partite di campionato aveva realizzato 56 punti. Quest’anno sono 59. Ah, se quel 3-4-2-1 fosse arrivato prima…

NainggoLand Vizi, prodezze e «baci». Il Ninja che ama la Roma «Io, calciatore da Disco»

 ha un grande peso specifico sulla Roma, quando il belga inizia a macinare gioco tutta la squadra cambia. Il passo in avanti sulla stagione del belga è stato fatto a ottobre, dopo un colloquio con lo staff tecnico nel quale si è parlato anche di sacrifici.

frequenta i locali di Roma sud e del centro, vive a Casal Palocco con la moglie Claudia, le figlie Aysha e Mailey, e i due cani. E’ molo legato alla sorella Riana mentre l’altro fratello, da parte di mamma, gestisce un bar ad Anversa. Un anno fa ha aperto un negozio e affidato alla moglie, a pochi passi dal suo tatuatore di fiducia.

oggi si sente romanista ma aspetta ancora l’adeguamento che il club gli ha promesso dopo il no al Chelsea. Oggi guadagna oltre i 4 milioni e a Trigoria intendono dargli un premio una tantum.

(gasport)

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