Roma, Totti e il derby: una magia di gol ed esultanze. Ma il più ‘triste’ potrebbe essere l’ultimo

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REPUBBLICA.IT (M. MONTI) – Mentre la città di Roma si appresta a vivere la stracittadina di domenica, gli stati generali di Trigoria – il e il Italo Zanzi – sono volati negli States per incontrare a Boston il presidente e il teamwork che si sta occupando della finalizzazione del progetto definitivo del nuovo stadio, da presentare in Regione per l’avvio della Conferenza dei Servizi. Un incontro basato dunque sulla priorità di accelerare gli sviluppi dell’impianto di che fornirà, però, al management giallorosso la chance di definire una exit-strategy quanto più opportuna per lo spinoso caso legato al futuro di . Il capitano, dopo 22 anni di stracittadine, si appresta a vivere -in un Olimpico semi-deserto- quello che potrebbe essere l’ultimo derby della sua carriera da calciatore; attendendo in questi giorni di vigilia, non senza una certa apprensione, l’esito delle decisioni dei suoi dirigenti che vorrebbero far valere l’intenzione di iniziare, dalla prossima stagione, il percorso di collaborazione in società, e non più sul campo, con il numero dieci.

22 ANNI DI DERBY – Chissà quali scenari avrebbero accompagnato la carriera di se nel 1988, l’allora presidente Dino Viola, non avesse scongiurato il suo possibile trasferimento dalla Lodigiani alla Lazio. Un’inversione di paradigma che avrebbe cambiato, con tutta probabilità, la storia del calcio italiano visto che il numero dieci – detentore del record di reti segnate nella stracittadina (11) – di derby ne ha disputati 41 (36 in campionato, 5 in coppa) non nascondendo mai una certa fierezza di appartenenza ai colori scelti. 22 anni di derby. 22 anni caratterizzati da gol, pallonetti, esultanze particolari, sfottò, lacrime e sconfitte cocenti (la finale del 26 maggio 2013) ma anche doppiette e selfie sotto la Sud. Una storia iniziata il 6 marzo 1994 e proseguita nella medesima consapevolezza dei significati di una sfida che, al calcio, affianca un’importanza umana, sociale, quotidiana, che fa leva sulla rivalità cittadina: “So cosa provano i tifosi della Roma di fronte al derby – dichiarò dopo la vittoria per 2-1 regalata da Yanga Mbiwa a per me sarà sempre una partita speciale. Vincere significa regalare una gioia immensa ai tuoi tifosi e alla città intera: esultare con loro è la Grande Bellezza“.

RECORD DI GOL NELLA STRACITTADINA41 derby giocati, 14 vittorie, 12 pareggi, 15 sconfitte. 11 gol, al pari di Da Costa, tutti decisivi: è infatti meritevole di sottolineatura la statistica che recita come la Roma non abbia mai perso un derby in cui sia poi finito sul tabellino dei marcatori. Di sue reti poco significative nel derby, praticamente, non c’è traccia. Il suo primo lo ha disputato – schierato in campo da Mazzone ad inizio secondo tempo al posto di Piacentini – il 6 marzo del 1994, a soli 17 anni (la Roma venne sconfitta per 1 a 0). Il suo primo gol, invece, risale al 29 novembre 1998, in uno scoppiettante 3-3, con Zeman in panchina, deciso proprio dalla sua realizzazione che significò un pareggio inaspettato, sul finire di gara, e un’esultanza carica di emozione sotto la . Con tanto di bis nel match di ritorno (3-1 in favore dei giallorossi l’11 aprile del ’99) che consegnò alla storia la prima delle sue dediche su maglia: l’esultanza del “Vi ho purgato ancora”.

TOTTI E LE ESULTANZE DA DERBY – Di esultanze memorabili e provocazioni goliardiche di, nella sua personale storia con il derby della capitale, se ne ricordano molte. Il “6 unica” in occasione di Lazio-Roma – 10 marzo ‘2002’ – dedicato alla futura moglie Ilary Blasi dopo un pallonetto dalla distanza a Peruzzi per l’1-5 finale. L’esultanza da “cameraman” dopo il gol del pareggio nel derby del 21 aprile 2004. I pollici versi al termine della vittoria per 1-2 del 18 aprile 2010, quando Ranieri optò per la contestuale sostituzione di e all’intervallo ribaltando il risultato grazie al decisivo inserimento di Mirko Vucinic. Proprio in quel frangente, il capitano della Roma, scherzò l’allenatore avversario Reja definendolo il “vero uomo derby” salvo poi correggere il tiro spiegando che “la stracittadina tra noi e la Lazio è anche questo e chi è di Roma lo sa bene“. La maglietta “Sei sempre unica” alla fine del derby del 13 marzo 2011, con la sua prima doppietta alla Lazio e l’amico Montella a guidarlo – da tecnico – dalla panchina. L’internazionale selfie davanti la dopo la seconda doppietta nel derby dell’11 gennaio 2015. E, infine, la festa del 25 maggio 2015: e Yanga-Mbiwa regalano la vittoria e la qualificazione diretta alla . guidò la festa – con la maglia“la grande bellezza” – sotto la Sud. La stessa curva che per i noti motivi di protesta contro le decisioni prefettizie in materia di sicurezza dell’impianto, sarà pressoché deserta domenica.Impossibilitata, dunque, ad assistere a quello che potrebbe essere l’ultimo derby di. A dispetto di quanto il calciatore desidererebbe realmente.

ROMA-BOLOGNA: info biglietti

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L’AS Roma comunica calendario e modalità di vendita dei biglietti di Roma-, partita valida per il 32° turno di Serie A. L’incontro si disputerà allo Stadio Olimpico lunedì 11 aprile alle ore 20:45.

Come precedentemente annunciato, i biglietti sono già disponibili online (solo per le tariffe intero, under 14 e over 65) e nelle ricevitorie autorizzate.

La prevendita dei tagliandi relativi alla sfida con la squadra allenata da Roberto Donadoni durerà fino alle ore 18:00 di lunedì 11 aprile per quanto riguarda gli AS Roma Store Colonna e Roma Est e la Biglietteria Appia, e fino alle ore 20:45 dello stesso giorno nelle Ricevitorie e Punti Plus LISTICKET e presso il Foro Italico Ticket Office.

Doumbia, l’attaccante litiga con il ct della Costa d’Avorio. Difficile il riscatto da parte del Newcastle

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Come riporta il sito inglese, l’attaccante del Newcastle , in prestito dalla Roma, ha litigato con il della Costa d’Avorio e per questo motivo non ha partecipato alla partita contro il Sudan.

Come se questo non bastasse, l’attaccante sta faticando a trovare spazio anche nel Newcastle: solo tre presenze per l’ivoriano fino a questo momento e le cose non sono migliorate da quando Rafa Benitez è arrivato nel club inglese.

Anche per questo motivo è difficile che il giocatore venga riscattato dal Newcastle: l’voriano dovrebbe arrivare a 10 presenze per essere riscattato alla “fantasiosa” cifra di circa 22 milioni.

(chroniclelive.co.uk)

Roma, il gol viene da lontano. 14 reti da fuori area: nessuno come i giallorossi in Europa

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LAROMA24.IT – Si può preparare nei dettagli una partita, studiare matematicamente punti di forza e deboli, propri o degli avversari. E ci si può ritrovare ad accartocciare tutto in fretta per la manifestazione improvvisa del talento. Scorciatoie per il successo, come quelle conosciute da quando sistema il pallone prima di calciare una punizione. Uno, due, tre passi e via. La pratica che stravolge la teoria. Come quando , da fuori, trova l’angolo che permette alla Roma di riprendere l’Hellas Verona che era scappato sull’1-0 alla prima giornata di campionato. Una settimana dopo fu la prima perla della collana 2015/16 di che, da fermo, freddò Buffon dal limite dell’area. Più avanti, fu sempre il bosniaco a togliere la Roma dagli imbarazzi vissuti contro l’Empoli all’Olimpico, oppure a dare l’illusione della vittoria in casa del Torino, con la punizione sgorgata sempre dal piede del bosniaco che sfilò in porta per lo 0-1 poi sporcato in pareggio da Maxi Lopez all’ultimo.

PIU’ DI TUTTI – Dal tiro da fuori di al Bentegodi ad agosto, fino all’ultimo sinistro di contro la , sono 14 i gol segnati da fuori area dalla Roma in campionato, pari al 23% delle reti totali segnate dai giallorossi (62). Un dato che la rende la migliore squadra italiana in questa specialità: dietro ai giallorossi c’è il con 12, quindi il e la fermi a 10. E la Roma resta al comando anche allargando il campo della ricerca ai migliori 5 campionati europei, dove spiccano il Psg, il Manchester City e il , che comunque non superano quota 11 gol segnati da fuori area, lontani dai 14 giallorossi.

MACCHINA DA GOL – Le (relative) fortune giallorosse sono state costruite principalmente sulla capacità di andare in gol che ha condotto la squadra di in vetta alla classifica delle reti segnate. Le 62 marcature giallorosse, in Italia, sono raggiunte solo dal mentre in Europa riescono a superarle solo autentiche fabbriche di gol come (87), (86), Psg (77) e Bayern Monaco (67).

MB

DE SANCTIS a LR24: “Giocherò ancora e spero qui. Ogni tanto bisogna tirare le orecchie a chi non pensa al collettivo ma solo a sé stesso. Problemi con i tifosi? Solo con chi va oltre il consentito”

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ESCLUSIVA LR24 – Nel corso del ‘Media Day’ organizzato dall’As Roma all’interno della sala stampa di Trigoria, il giallorosso è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni. Queste le sue parole:

Vista la stima che ha dimostrato la società, attraverso anche le ultime dichiarazioni di , saresti disposto a rinnovare il contratto anche con un ruolo marginale, che non preveda il tuo impiego se non in casi di emergenza e magari agendo da ‘chioccia’?
Io questo discorso l’avevo affrontato anche l’anno scorso. Quando firmi un contratto con una società importante come la Roma lo firmi come , non c’è scritto sul contratto che sarai il titolare o il di riserva, che giocherai 50 partite o che ne giocherai 5. Sei il della Roma quindi ti devi mettere a disposizione allenarti bene e offrire il miglior contributo possibile all’allenatore, che poi farà le scelte. Rispetto ai primi due anni questa è stata un stagione che mi ha visto meno protagonista sul campo perché prima e poi hanno deciso che il titolare dovesse essere . Da questo punto di vista credo che la società abbia apprezzato il mio comportamento, in riferimento anche alle parole di , di e le ultime di . E’ una cosa che ho fatto naturalmente perché nell’arco della mia lunga carriera anche in altre circostanze ho dovuto fare il secondo o il terzo e ho sempre combattuto all’interno dello spogliatoio e tirato le orecchie a quei giocatori che si comportano in una maniera quando sono titolari e in un’altra quando sono meno protagonisti. Questo è un fatto naturale, di buon senso, di intelligenza, di mettersi a disposizione dei compagni. Il mio è un discorso semplice, quasi alla fine di questa stagione ho raccolto tutta una serie di feedback grazie ai quali posso dire di sentirmi nelle condizioni di poter continuare a fare il calciatore“.

Hai dovuto tirare le orecchie anche a qualcuno qui dentro la Roma in questi anni?
Può succedere, alcuni giocatori lo fanno perché sono poco maturi altri perché sono un pochettino più egoisti, capita. Sta nella normalità delle cose, perché ogni anno c’è un gruppo di giocatori che ha carattere, educazione e interessi molto diversi. Basti solamente pensare a tutte le nazionalità che compongono lo spogliatoio. Bisogna quindi fare un discorso che poi faccia prevalere l’interesse comune e non quello personale, se c’è bisogno lo si fa senza problemi“.

Per tornare al discorso mio, io ho dato la disponibilità alla società di continuare da calciatore perché ho raccolto delle sensazioni positive all’interno di tutta la stagione. Mi sono allenato, non ho avuto particolari problemi fisici, come in tutta la mia carriera, quindi mi sento ancora competitivo. I test fisici e atletici dicono questo. E perché non raccogliere una nuova sfida al di la del fatto se si tratterà o meno di stare dietro a questo ragazzo brasiliano (, ndr) che arriverà qui per giocare? Lo valuteremo, non c’è nessun tipo di problema. Il mio obiettivo è quello di continuare a giocare, se sarà nella Roma sarò ancora più contento“.

Ti sei sempre esposto sul tema relativo ai tifosi, qualcuno è anche rimasto scontento dei tuoi interventi. Nell’arco del tempo, soprattutto dopo quel ‘famoso’ Roma-, questo rapporto è stato possibile ricucirlo con parte della tifoseria o magari sarà possibile farlo in futuro?
Io se raccolgo quelli che sono i miei contatti diretti con i tifosi della Roma penso di avere un bel rapporto. Chiaramente sono arrivato soltanto 3 anni fa, non ho giocato tantissimo tempo nella Roma, anche se le prime due stagioni sono state importanti e questa stiamo cercando di rimetterla apposto perché magari ci aspettavamo qualcosa in più, però per quello che mi riguarda, in riferimento a quel Roma-, io ho semplicemente detto che quel tipo di manifestazioni non potevano essere uno slogan positivo per il calcio e per la tifoseria romanista, magari qualcuno che ha fatto in modo che quella cosa avvenisse se l’è presa. Il calciatore si prende la responsabilità degli insuccessi sportivi e non è per niente contento se la squadra perde, poi la tifoseria ha tutto il sacrosanto diritto di manifestare il proprio dissenso rispetto a dei risultati sportivi. Però quando si esagera un pochettino e si travalica la linea della contestazione consentita io credo che sia anche diritto di chi subisce la contestazione poter dire di non essere contento di subire un certo tipo di attacco. Da qui a dire che io ho un rapporto cattivo con la tifoseria non credo, anzi non mi sembra proprio. Immagino che i tifosi che mi hanno visto giocare sanno che tipo di lavoro svolgo nella Roma e possono essere contenti dell’impegno e della dedizione che ho verso la mia professione e quindi verso la Roma che da 3 anni a questa parte mi ha in rosa“.

Bonucci, Manolas, Murillo e Koulibaly: valutazioni da top player per i pilastri della difesa

ROME, ITALY - MARCH 19: Manolas #44 of AS Roma in action against Martins Eder of FC Internanionale Milano during the Serie A football match between AS Roma and FC Internazionale Milano at Stadio Olimpico on March 19, 2016 in Rome, Italy.  (Photo by Cladio Pasquazi /Anadolu Agency/Getty Images)

IL MESSAGGERO.IT (E. TROTTA) – Costosi quasi come un attaccante top e ricercati più di una stella emergente. Sono i pilastri della difesa delle big del nostro campionato, diventati perle pregiate del prossimo mercato estivo grazie anche alle esigenze sul mercato del Chelsea, Manchester City, United, Bayern Monaco, . I vuoti nel reparto arretrato delle grande società europee hanno aumentato, infatti, l’appeal dei cartellini dei vari Bonucci, , Murillo, MirandaKoulibaly in un’epoca condizionata dalle super cessioni di David Luiz eMarquinhos al Psg (50 milioni di euro il primo, 35 milioni il secondo), Otamendi e Mangala al City per circa 40 milioni, al Bayern per 30 milioni compresi i bonus.

GUARDIOLA VUOLE DUE DIFENSORI – Il tecnico catalano per esempio ha chiesto alla sua dirigenza due centrali. La prima scelta è il giovane Stones dell‘Everton mentre il classe ’93 dell’Athletic Bilbao Laporte, a lungo inseguito e nel mirino anche della Roma, è reduce da un brutto infortunio con la Nazionale francese. Il tecnico catalano non molla poi la presa su Hummels del Borussia Dortmund in attesa di conoscere gli sviluppi legati a Bonucci e Marquinhos. Il brasiliano è scontento e vuole lasciare Parigi: il  è pronto a strapparlo al Psg.

, FOLLIE PER BONUCCI. NON SI MOLLA L’estimatore principale di Bonucci si conferma così . Il prossimo tecnico dei Blues ha chiesto ad Abramovich di fare follie per convincere la a cedere il suo difensore. La sua valutazione si aggira attorno ai 40 milioni di euro. I primi contatti sono partiti da tempo ma lo stesso giocatore ha preferito nei giorni scorsi raffreddare il clima che lo circonda: “Se mi ha chiesto di seguirlo? L’ho seguito al massimo per un caffè a Torino. Ho un contratto con la e penso ai bianconeri”. Sul taccuino dei Blues – oltre al nome di Stones – e dell’ è segnato in rosso anche il nome di . Il Chelsea aveva già mostrato il proprio interesse presentando in passato un’offerta importante a Trigoria, ma la volontà del club giallorosso, ad oggi, non cambia: proseguire le discussioni per il rinnovo con relativo adeguamento di contratto (lo stipendio attuale del giocatore è di circa 1.5 milioni di euro). Pagato circa 13 milioni più 2 di bonus nell’estate del 2014, ora vale più del doppio.

MOURINHO STUDIA MIRANDA E MURILLO – Mourinho ama invece guardare in casa , dove potrebbe partire uno tra Murillo e Miranda. Il centrale colombiano, pagato in estate solo 8 milioni di euro, viene prezzato circa 25 milioni; un’eventuale asta di mercato e rilancio del Bayern Monaco e (la prima scelta dei catalani resta Marquinhos) aumenterebbe ulteriormente il valore del centrale classe ’92. Corteggiatrici importanti anche per il brasiliano ex Atletico , apprezzato in particolare per la sua personalità e carattere. Tuttavia la sua età, compirà 32 anni a settembre, consentirebbe all’ di fare una plusvalenza più bassa rispetto a quella di Murillo (è arrivato a Milano con la formula di un prestito oneroso a 4 milioni di euro più un riscatto ad 11).

KOULIBALY TRA RINNOVO E PREMIER – Mercato di prima fascia pure per Koulibaly. Il forte centrale azzurro è stato osservato da vicino dallo United e il Bayern ma il , che in estate sarà comunque costretto a prendere un nuovo difensore, vuole blindarlo con un rinnovo. I primi incontri sono stati positivi.

Bologna, lesione al bicipite femorale della coscia sinistra per Morleo: salterà la Roma

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Il , tramite il sito ufficiale, ha comunicato che Archimede Morleo si è sottoposto agli esami strumentali che hanno evidenziato una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. I tempi di recupero previsti sono di 4-5 settimane, il terzino salterà quindi la partita contro la Roma, in programma per lunedì 11 alle ore 20.45.

(bolognafc.it)

SZCZESNY: “A Roma ho la fiducia di tutti. Il derby vale più dei tre punti, dobbiamo far felici i tifosi”

bisROMA RADIO – Il della Roma in prestito dall’ Wojchiec ha rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica giallorossa.

Tu quando hai deciso di fare il ? Hai scelto da subito di giocare in porta?
No. Nessuno da piccolo vuole fare il . Ho iniziato a 7 anni e volevo essere un attaccante. Ma basta guardarmi da lontano per capire che non posso fare l’attaccante. Un giorno il mio allenatore dell’epoca mi ha chiesto se volevo provare in porta. Peraltro avevo mio padre come  modello da seguire. Ho provato e ha funzionato.
Confermi che i portieri sono tutti un po’ matti?
Penso che siamo matti perché giochiamo in porta e che giochiamo in porta perché siamo matti. La teoria funziona in entrambe le direzioni. Tempo fa un mio compagno di nazionale diceva che se uno vuole essere colpito cento volte dalla palla e fare un lavoro noioso non può che essere matto. Ora però i giorni dei portieri matti sono un po’ alle spalle, ora ci sono tanti portieri calmi e posati.

Le differenze tra Roma e
Sono simili, entrambe hanno giocatori fenomenali. Difficile comparare i campionati, quello inglese è più fisico, quello italiano è più tattico. Entrambe hanno fatto una buona stagione. Spero che il prossimo anno entrambe possano vincere i rispettivi campionati.

Ti sei inserito bene coi compagni, ti piacerebbe restare?
Il calcio è sempre stato al primo posto nella mia vita. Se le cose vanno bene nel calcio anche la vita va bene. Qui sento la fiducia di tutti. Del mister, dei compagni, dell’ambiente. In queste condizioni le cose non possono che andare bene.

 

Chi sono i compagni più pazzi?
. Dico primo e poi… . Il podio è tutto suo. Anche io me la gioco ma sono di gran lunga inferiore. In confronto a lui io sono calmo, tranquillo, uno che non sorride mai.

Si sente la pressione del derby?
Certamente, si sente che è una partita speciale. Siamo in buona condizione, il morale è alto, pensiamo solo alla vittoria. Deve essere una partita come le altre per noi, sappiamo che non è così per i tifosi, dobbiamo renderli felici e portare a casa i tre punti.

ti ha chiesto se ti servivano gli occhiali…
Dobbiamo ricordare quale era la situazione. Eravamo a Empoli, all’inizio volevamo giocare con il palleggio, poi è entrato e il mister mi ha esortato a lanciare per lui. In uno dei lanci ho sbagliato la misura di un paio di metri, lui dall’altra parte del campo si è fatto sentire, urlando “, “. A fine partita avevo paura a rientrare nello spogliatoio. E’ un episodio divertente ma al tempo stesso significativo perché è uno che non accetta errori. Sotto tutti gli aspetti, anche nei comportamenti. Vuole la perfezione. E’ quello che rende speciale il mister, che ha cambiato la tendenza, che ci ha permesso di vincere tante partite. E anche quella con l’ avremmo dovuto vincerla.

Ora ti lasciamo andare all’allenamento altrimenti il mister si arrabbia con noi…
Sì, il mister ascolterà questa intervista, se ho detto qualcosa di sbagliato mi ammazzerà e quindi lo saluto e gli dico che lo adoro (ride, ndr)

Juventus, Chiellini: “Scudetto? Si deciderà il giorno di Roma-Napoli. Le polemiche arbitrali? Chiacchiere che fanno vendere i giornali”

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PREMIUM SPORT – Il difensore della Giorgio Chiellini ha rilasciato un’intervista parlando anche della corsa scudetto con il . Queste le sue dichiarazioni:

Le polemiche arbitrali? Chiacchiere che fanno vendere i giornali, noi pensiamo a giocare. In campo la  ha dimostrato di essere più forte e di meritare questa classifica. Scudetto?Dietro abbiamo una squadra che sta facendo un campionato straordinario. Sta a noi mantenerla il più lontano possibile fino alla fine. Dopo il weekend del 24-25 aprile, dove noi andremo a Firenze e loro a Roma ci sarà il verdetto

Derby, Gabrielli: “Barriere? Una sola via d’uscita: i tifosi tornano in curva, rispettano le regole e le toglieremo”

Il responsabile della Protezione Civile, Franco Gabrielli, nel corso dell'inaugurazione di un nuovo centro operativo a Pozzuoli (Napoli) il 20 novembre 2014.  ANSA/CIRO FUSCO

“Il derby sarà un appuntamento importante per questa città. Ci dispiace che lo si colori di significati diversi. Noi auspichiamo che tutto si svolga nella massima tranquillità e noi siccome siamo deputati anche a svolgere questa funzione gestiremo tutto quello che dovrà essere gestito”. Lo ha detto il , Franco , a margine della visita alla mostra ‘Antiquorum Habet’, rispondendo a una domanda sul derby della Capitale.

Sulla questione delle curve “noi non abbiamo fatto né passi avanti né indietro: abbiamo fatto tutto ciò che serve a ripristinare all’interno dello stadio regole per la salvaguardia delle persone che ci stanno dentro. Chi parla di passi indietro fa ricostruzioni non corrette. Le barriere si mettono e si dismettono perché le abbiamo volute mobili”. Cosi’ il , Franco , a margine della visita alla mostra ‘Antiquorum Habet’. “Nel momento in cui, chi ha la responsabilità della sicurezza e della safety prenderà coscienza che le barriere non servono più – ha sottolineato il si toglieranno ma deve esserci una verifica sul recepimento delle regole. Lo stadio è un luogo di pubblico spettacolo che risponde alle legge del Paese”.

“Siamo arrivati alle barriere perché non si sono applicate le regole correttamente: gli steward erano alla mercé di chi stava nelle curve e non si rispettavano minimamente gli spazi vitali di chi ci stava. Per noi – ha spiegato c’è una sola via d’uscita e cioè tornano i tifosi nella curva e rispettano le regole e si tolgono le barriere che però si possono anche rimettere”, conclude.

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