“Gesti offensivi e provocatori”: De Rossi deferito dopo il derby del 24 maggio

de-rossi_ditoIl centrocampista di Ostia ha “mostrato le parti basse con entrambe le mani” oltre ad aver “rivolto entrambe le dita medie verso la tifoseria laziale”

Deferito per “avere al termine della gara Lazio-Roma del 24 maggio scorso, esultato indirizzando nei confronti della tifoseria biancoceleste un plateale gesto offensivo e provocatorio indicando con entrambe le mani le sue parti basse e successivamente mostrando entrambe le dita medie, in atteggiamento offensivo e di scherno“.

La decisione, che arriva a 4 mesi dal match (finito 2-1 per la Roma e decisivo per l’accesso diretto in Champions dei giallorossi), è stata presa dal procuratore Palazzi a seguito degli accertamento espletati e dell’audizione del giocatore.

ASPRI: “Garcia? Se proprio bisogna cambiare, allora si punti su Ancelotti” – NISII: “E chi esonera i dirigenti?”

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l martedì da incubo della Roma in Champions League riapre la questione, mai del tutto chiusa, sui limiti dell’allenatore e della squadra. Secondo Franco Melli” Pensiamo che la Roma sia una grande squadra e non lo è: mettetevelo in testa!”, mentre Roberto Pruzzo attacca Rudi Garcia:“Se fossi il presidente della Roma la prima cosa che farei è mandare a casa l’allenatore”. Per Fabrizio Aspri: “Se proprio bisogna cambiare allora si punti su Ancelotti”.

C’è anche chi chiede una scossa dai piani alti, come Massimiliano Magni: “5 allenatori in 4 anni di quale progetto parliamo? Pallotta deve creare una struttura societaria di alto profilo, in grado di condurre un progetto. Cambiare allenatore significa che la Roma va smantellata, in modo che singole eccellenze ricoprano singoli incarichi”. Federico Nisii va oltre Garcia: “Chi li esonera i dirigenti che non esonerano un allenatore così?“. Gli fa eco Alessandro Cristofori: “Se dovesse essere esonerato Garcia, io mi aspetto anche le dimissioni di Sabatini e un’assunzione di responsabilità da parte di Baldissoni”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto , rubrica de LAROMA24.IT, curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici della Capitale. Buona lettura.

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  • Riscontrate qualche differenza tra questa partita e una qualsiasi di quelle viste dal novembre 2014 ad oggi? No. Sono il frutto della desertificazione calcistica che è in atto dentro la Roma, che è zero dal punto di vista dell’addestramento tattico. Garcia ha un concetto di calcio primordiale e povero, così com’è la sua Roma. Mi interessa poco sapere quando poteva essere bloccata questa degenerazione. Mi interessa il presente e che si faccia qualcosa concretamente, perché c’è gente pagata profumatamente per farlo. I dirigenti che sono a Trigoria pensano più o meno questo, forse anche peggio, però non si fa nulla. Perché? Penso per un misto di presunzione, inerzia e lassismo. Se è così, vado oltre Garcia: ma chi li esonera i dirigenti che non esonerano un allenatore così? (FEDERICO NISII, Tele Radio Stereo, 92.7)
  • Ho paura di eventuali cambiamenti. Dopo la partita tragicomica di ieri non dico che voglio un cambio ma, se questo ci fosse, ne vorrei solo uno di grande spessore. Mi piace Montella ma per un serio cambio di rotta si dovrebbe puntare grosso, su Ancelotti. Dico che non è il caso di fare un avvicendamento, ma se questo cambiamento si deve fare, Pallotta punti in alto: guardi la trave, non la pagliuzza (FABRIZIO ASPRI, Rete Sport, 104.2)
  • Se dovesse essere esonerato Garcia, io mi aspetto anche le dimissioni di Sabatini e un’assunzione di responsabilità da parte di Baldissoni. Esonerare un allenatore a ottobre dopo che a fine maggio hai scelto di andarci avanti, evidentemente senza convinzione, è un errore gravissimo (ALESSANDRO CRISTOFORI, Rete Sport, 105.6)
  • Florenzi dice che la gara è stata preparata malissimo mentalmente. Questa ammissione è grave. Non può accadere che una squadra ambiziosa come la Roma prepari male una partita. Vuol dire che a Trigoria si è creato un ambiente sbagliato, che non porta da nessuna parte (DANILO SALATINO, Tele Radio Stereo, 92.7)
  • Quando Florenzi dice “non l’abbiamo preparata bene” dice una cosa di una gravità assoluta. E’ un attacco all’allenatore (ALESSANDRO ANGELONI, Rete Sport, 104.2)
  • La colpa più grande credo sia della società: è in queste occasioni che una società forte si fa sentire in maniera dura. Non può passare sempre tutto sotto traccia (ADRIANO SERAFINI, Tele Radio Stereo, 92.7)
  • Se arrivasse uno come Lippi, immagino sarebbe un traghettatore, nell’attesa di avere Conte a giugno (MASSIMILIANO MAGNI, Rete Sport, 104.2)
  • La Roma non corre, non può permettersi di avere 3 giocatori così anarchici davanti. E Dzeko farà sempre fatica: non c’è nessuno che vada sul fondo a crossare (ANTONIO DI GENNARO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo Sport)
  • Scegliendo Szczesny, ieri, Garcia ha destabilizzato il rapporto tra il polacco e De Sanctis, che non è sceso neanche negli spogliatoi nell’intervallo (GUIDO D’UBALDO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo Sport)
  • Ve lo dico con chiarezza: Iturbe, secondo me, è proprio scarso (FURIO FOCOLARI,Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo Sport)
  • Avevo letto che da questo momento in poi la Roma avrebbe corso, eccetera. Io nei primi 60 minuti ho visto una squadra che arrivava terza, nemmeno seconda, sul pallone (STEFANO CARINA, Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo Sport)
  • La cosa più preoccupante è la differenza di ritmo: la Roma non corre. E meno male che era arrivato il preparatore americano… (FRANCO MELLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo Sport)

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  • Quello che è successo ieri sera è sotto giochi di tutti. I giocatori devono essere schierati nel loro ruolo. Gli esperimenti vanno bene in qualche partita ma alla lunga le magagne vengono fuori. La Roma ha perso un’occasione incredibile (NANDO ORSI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)
  • L’errore di formazione viene confermato dall’ingresso di Iago Falque al 38esimo. Con il suo ingresso la Roma è totalmente cambiata a livello tattico. Dove voleva andare con quell’attacco Garcia? Non c’era un giocatore che rientrava (MARIO MATTIOLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)
  • Un’occasione persa, un’occasione sprecata. Però proviamo a trovare qualcosa di buono… (ILARIO DI GIOVAMBATTISTA, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)
  • Se fossi il presidente della Roma la prima cosa che farei è mandare a casa l’allenatore (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)
  • In Europa ogni volta che si fa un pronostico è dalla nostra parte: non c’è più certezza di nulla, ve lo volete mettere in testa? Non c’è mai la percezione di un eventuale pericolo né la conoscenza dei propri limiti. Pensiamo che la Roma sia una grande squadra e non lo è: mettetevelo in testa! (FRANCO MELLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)
  • Ho una speranza in chiave romanista. La Roma gioca in altalena: una partita bene, una male. Avendo giocato male ieri, giocherà bene contro il Palermo… (ROBERTO RENGA,Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)
  • Ma se compri un giocatore e lo paghi 28 milioni non è che lo devi far giocare per forza. Lo vogliamo dire una volta per tutte che Iturbe non è buono? (FURIO FOCOLARIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)
  • 5 allenatori in 4 anni di quale progetto parliamo? Pallotta deve creare una struttura societaria di alto profilo, in grado di condurre un progetto. Cambiare allenatore significa che la Roma va smantellata, in modo che singole eccellenze ricoprano singoli incarichi (MASSIMILIANO MAGNI, Rete Sport, 104.2)
  • L’obiettivo della Roma è il campionato. La Champions è una vetrina importante nel quale crescere come squadra e a livello economico, ma basta imbiancate! (GABRIELE ZIANTONI, Tele Radio Stereo, 92.7)
  • Partita preparata mentalmente e tecnicamente male? Tu sei pagato per quello, devi studiare strategie, combinazioni ed equilibrio degli avversari. Non ci si può ridurre così, ancora parliamo di 5, 10 minuti giocati bene a partita? Non è possibile andare avanti in questa maniera, la responsabilità è anche della società (UBALDO RIGHETTI, Tele Radio Stereo92.7)
  •  C’è la sensazione che Garcia abbia perso il controllo della squadra. Ma non cambierà nulla: l’allenatore non è in bilico, Palermo non è decisiva. La Roma non sta pensando minimamente a cambiare tecnico (ALESSANDRO AUSTINI, Tele Radio Stereo, 92.7)
  • Sulla carta la Roma è una squadra forte, lo dimostrasse: è compito di allenatore e giocatori. Queste situazioni non si devono più presentare (TONINO CAGNUCCI, Roma Radio, 100.7)
  • Garcia alla fine quasi si giustificava dicendo che meritava il pareggio, ma ci aspettiamo un altro spessore dalla Roma (STEFANO AGRESTI, Rete Sport, 104.2)

FLORENZI: “La squadra è con Garcia: abbiamo piena fiducia in lui”

BIG-florenzi-azione-bate-romaSKY SPORT – Dopo le parole di ieri, in cui ha parlato di “gara preparata malissimo” con i conseguenti riferimenti ad una critica indirizzata a Garcia, Florenzi parla all’emittente satellitare per chiarire: “Se tra la squadra e Garcia c’è ancora la giusta empatia? Assolutamente sì. Sono tre anni che ci guida, abbiamo piena fiducia in Garcia, così come lui ce l’ha in noi”.

Roma, processo a Garcia: con il Palermo è già decisiva

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REPUBBLICA.IT (M. PINCI) – Il processo è iniziato. Ufficialmente, forse, anche tra i vertici di Trigoria, particolarmente agitati nel dopo partita della Borisov Arena. Rudi Garcia è ancora l’uomo giusto per guidare la Roma? Inevitabile domandarselo dopo la seconda sconfitta nelle ultime tre gare tra Coppa e campionato, la quarta in 8 gare di Champions League con il tecnico francese. Di certo la più umiliante, in Bielorussia contro una squadra che la stagione scorsa aveva perso nella fase a gironi 5 gare su 6 subendo 24 gol (un 6-0, un 7-0, un 5-0, un 3-0, un 2-0), concedendole 3 gol in mezz’ora. Ora il Palermo è già decisivo: con un nuovo capitombolo, le strade dell’allenatore e del club potrebbero separarsi. Anche se a un prezzo altissimo.

PALERMO E’ GIÀ DECISIVA – Nei guai Garcia ci si è messo da solo: “Giudicateci dopo le prossime 4 partite“, aveva detto prima della Samp. Da quel giorno ne ha perse 2 su 3. Ora la quarta, domenica alle 15 contro il Palermo, diventa già determinante per il suo futuro. Anche perché gli indizi di colpevolezza sono tanti: “Noi giocatori abbiamo preparato malissimo questa partita, non siamo entrati in campo con la testa giusta“. L’autocritica di Florenzi è però un duro capo d’accusa anche per Garcia: chi se non l’allenatore deve lavorare sulla testa dei calciatori? Il Bate ha costruito i 3 gol tutti dalla stessa parte, sfruttando le difficoltà di Florenzi nel ruolo di terzino e l’assenza di un compagno a raddoppiare sulle scorribande avversarie. Chi, se non l’allenatore – e il suo staff – deve studiare il modo di giocare degli avversari ed evitare di esporsi alle iniziative? In più Szczesny ha dimostrato di non essere pronto, dopo 2 settimane ai box per il problema alla mano, mentre De Sanctis aveva l’umore a mille dopo il rigore parato al Carpi: chi se non l’allenatore deve conoscere la condizione dei propri giocatori?

SI CAMBIA? DECIDE PALLOTTA – Molte di queste domande se le fanno anche a Trigoria e c’è chi la spinta verso il cambiamento la alimenta eccome. Continueranno a parlarne anche di ritorno da Minsk, ma ora la questione coinvolge soprattutto il presidente Pallotta: Garcia è stato una sua scommessa, in particolare quando c’è stato da accontentarlo con un rinnovo fino al 2018 a 2,8 mln netti (qualcuno nella Roma era fortemente contrario). Cacciarlo vorrebbe dire assumersi il rischio di dovergli riconoscere i 14 milioni – al lordo – residui. Da sommare alla spesa per un eventuale sostituto. Tanti, tanti soldi. In più trovare il nome giusto per l’erede in panchina pare complicatissimo: a Trigoria e all’Olimpico ultimamente s’è visto spessoMontella, ma il tecnico è ancora vincolato dalla clausola sul contratto con la Fiorentina (5 mln) e i rapporti tra i due club sono pessimi. Ancelotti è il nome che metterebbe tutti d’accordo, ma convincerlo a salire in corsa è operazione tutt’altro che agevole e poi servono 5-6 mln netti all’anno. La scorsa settimana è circolato il nome di Lippi (qualcuno parlava anche di un contatto), anche se a Trigoria sorridevano di fronte all’ipotesi.

MERCATO SOTTO ACCUSA – Gli altri – da Prandelli a Donadoni, da Guidolin a Mazzarri – sono nomi poco esaltanti. Ci sarebbe poi Bielsa, vecchio pallino di Sabatini, ma certo parrebbe un nuovo azzardo. Suggestioni. Ma le critiche non possono finire alla panchina senza coinvolgere il mercato: la Roma s’è ritrovata a dover giocare con due centrocampisti in difesa (Florenzi e De Rossi) e quattro esterni in attacco (Salah, Iturbe, Gervinho e Falque). Manca un’alternativa a Dzeko, mancano centrocampisti pronti, mancano centrali affidabili, visto che le condizioni preoccupanti di Castan erano note. In più, cedendo Ljajic la Roma ha di fatto rinunciato a un uomo in più da inserire nella lista Champions: avendo soltanto 3 calciatori formati in Italia e non 4, oltre i 2 cresciuti nel vivaio, ha dovuto “tagliare” un nome, accorciando ancora l’elenco, già ridotto dall’Uefa a 22 per le violazioni al Financial Fair Play. Insomma, una serie di scelte discutibili che ora penalizzano la Roma. Anche per questo, anche tra i dirigenti, c’è chi sta valutando di fare un passo indietro. L’appuntamento però è sempre dopo il Palermo: una sorta di redde rationem della gestione in corso.

Roma, su twitter la rivolta dei tifosi contro Garcia

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ILTEMPO.IT (E. MENGHI) – L’altalena di risultati provoca sbalzi d’umore esasperati. Dalla vittoria con la Juventus al ko in Bielorussia si sono alternati picchi di entusiasmo e depressione che nel bene e, soprattutto, nel male vanno ad intaccare la figura di Garcia. Sui social network sono tornati di moda hashtag che si erano già visti lo scorso anno, quando le cose andavano male e lo scudetto era un sogno lontano: #Garciavattene e #Garciaout fanno tendenza su Twitter, sia in Italia sia all’estero si parla della clamorosa sconfitta contro l’avversario sulla carta più morbido, il Bate Borisov, riuscito a segnare 3 gol in mezz’ora nel freddo bielorusso. I giallorossi hanno tirato fuori il carattere e il gioco solo nella ripresa, con i cambi giusti la squadra ha girato meglio ed è apparsa più equilibrata.

Il tecnico francese finito sotto accusa ha ammesso di aver sbagliato formazione, nonostante avesse gli uomini contati e la panchina corta, ha recitato il mea culpa che in tanti si aspettavano, ma non è bastato per placare gli animi dei tifosi. «Dimetterti sarebbe la cosa più dignitosa che puoi fare», «il cuore mi dice Montella, la razionalità mi dice Ancelotti, il passato mi suggerisce Spalletti, ma sbrighiamoci!», sono i consigli apparsi sul web all’indomani della partita. I volti dei tre allenatori scelti a furor di popolo per rimpiazzare Garcia appartengono (almeno per ora) solo alla fantasia, perché a Trigoria e a Boston nessuno sta pensando di cambiare guida tecnica. La fiducia verrà ancora una volta rinnovata, l’intenzione è quella di continuare con Rudi, appoggiato dallo spogliatoio per voce di Florenzi: «Tra di noi – giura l’esterno – c’è la giusta empatia. Sono tre anni che ci guida e abbiamo piena fiducia in Garcia, così come lui ce l’ha in noi». Ѐ il rapporto con i tifosi che ormai è in crisi.

La compagna del tecnico giallorosso, Francesca Brienza, si è confrontata con i telespettatori imbufaliti ieri sera, mentre conduceva il salotto post-partita per Roma Tv e nel rispondere a chi faceva il nome di Ancelotti si è resa protagonista di una gaffe: «Dite che lui avrebbe voglia di prendersi questa barca?». Il riferimento non era alla squadra, ma all’ambiente di Roma. Per tutta risposta un tifoso ha scritto sulla pagina Twitter della tv ufficiale: «C’è chi sta barca la sta facendo affondare».

Roma, ‘porte aperte’ anche in Europa: 24 gare consecutive con almeno un gol al passivo

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LAROMA24.IT (Daniele De Angelis) – Alla vigilia si diceva che non sarebbe stata una passeggiata, ma nemmeno ci si aspettava un percorso così incidentato. La Roma incassa un brutto ko in Bielorussia e complica così il suo cammino in Champions League. Tre gol incassati in meno di mezz’ora. Come con la Fiorentina lo scorso anno, nel ritorno degli ottavi di Europa League, che tra l’altro fu l’ultima volta in cui la formazione giallorossa ha chiuso il primo tempo con 3 reti al passivo. I gol subiti sono ormai diventati una costante negativa di questo 2015. Tanto in campionato, nello specifico in casa (con il Carpi è successo per la sesta volta consecutiva), quanto nelle Coppe Europee. Una striscia negativa che ormai perdura dal dicembre del 2009.

STRISCIA NEGATIVA – L’ultima partita chiusa a porta imbattuta resta la sfida con il CSKA Sofia, ultima gara della fase a gironi dell’Europa League 2009/10. Da quel 3-0 in trasferta, la Roma ha sempre incassato almeno un gol nei successivi confronti: in quella stagione nel doppio confronto con il Panathinaikos agli ottavi, l’anno dopo in tutti gli otto confronti di Champions(Bayern, Cluj e Basilea al girone, Shakhtar agli ottavi). La stagione successiva fu il turno nelloSlovan Bratislava nei preliminari di Europa League, che resterà nella storia come la più clamorosa uscita di scena dei giallorossi. Dopo i 2 anni di ‘digiuno forzato’ dalle coppe, al ritorno sulla scena europea dello scorso anno non ha fatto seguito un cambio di rotta: si è sempre incassato gol, sia nella fase a gironi dell’anno scorso (contro Bayern, CSKA e Manchester City) che in Europa League (Feyenoord e Fiorentina). E anche quest’anno, tra Barcellona e BATE, la tradizione ‘negativa’ è stata rispettata.

ATTACCO – Con queste premesse e con il ko di Borisov ancora fresco nella memoria, è destinato a passare sotto silenzio un dato invece positivo, che riguarda l’attacco giallorosso. La Roma va infatti a segno da 19 gare consecutive, tra campionato e coppa. Il punto di partenza è sempre quello 0-3 con la Fiorentina dello scorso 19 marzo. Da allora, in 17 confronti di Serie A e 2 di coppa, i giallorossi sono sempre riusciti a realizzare almeno un gol a partita.

TRASFERTA – Sulla carta, quella di ieri era l’occasione giusta per ritrovare il successo in trasferta, che nella Champions League manca dal 2010, da quel 3-2 rifilato al Basilea, con il decisivo gol di Leandro Greco allo scadere. Da allora lontano dall’Olimpico la Roma ha raccolto solo 3 pareggi (Cluj nell’annata 2010/11, City e CSKA la scorsa stagione) nelle successive 6 trasferte della massima competizione continentale. Appuntamento dunque rimandato alle prossime sfide. La prossima sarà a Leverkusen, contro un avversario qualitativamente superiore al BATE Borisov. Contro cui l’approccio molle alla partita, come quello mostrato nella triste serata di ieri, è fortemente sconsigliato.

Scommesse, arrivano le quote sul prossimo ritiro della patente: Nainggolan e Felipe Melo i favoriti

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Il “botto” di Martin Caceres è di ispirazione per i bookmaker inglesi: il giocatore della Juve ha distrutto la sua Ferrari in un incidente stradale. Trovato in stato di ebbrezza si è visto ritirare la patente ed è stato messo fuori rosa dai bianconeri. Non è il primo (in estate capitò più o meno lo stesso inconveniente ad Arturo Vidal, poi passato al Bayern Monaco) e secondo la sigla inglese Stanleybet non sarà nemmeno l’ultimo.

Scommesse aperte oltremanica sul prossimo calciatore di Serie A a cui sarà ritirata la licenza di guida. I più a rischio, secondo i quotisti, sono il romanista Radja Nainggolan e l’interista Felipe Melo, dati entrambi a 15 volte la posta. Non è nuovo a comportamenti irruenti fuori dal campo neanche l’attaccante del Napoli Higuain, dato a 20.00. Entra in lavagna anche Mauro Icardi: l’argentino ha messo su famiglia e si è calmato, per questo la sua quota sale fino a 25,00. Piazzato a 30,00 Antonio Cassano, che pure ai tempi del Bari, in gioventù, fu protagonista di una “cassanata” alla guida, arrivando direttamente in auto sul campo di allenamento. Chiudono la lista dei bookmaker Gervinho, dato a 50,00 e Paul Pogba, piazzato a 60 volte la scommessa.

(agipronews)

Nela: “Impossibile vincere se non si sa cos’è la Roma”

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NOTIZIE AS ROMA – L’ex difensore giallorosso Sebino Nela è intervenuto su Centro Suono Sport durante la trasmissione ’Te la do io Tokyo’ commentando così la sconfitta contro il BATE Borisov:

Quella di ieri è una sconfitta che può complicare il girone.  La prima impressione riguarda la maglia…è brutta. E poi non mi piace il fatto che per tutte le volte che si sbaglia una partita tutte le colpe vadano all’allenatore. Ho giocato tanti anni a calcio mi sono preso applausi, riconoscimenti ma anche insulti quando lo meritavo. Una riflessione sulla squadra va fatta. La Roma è una buona squadra, ma oltre ai piedi serve la mentalità, l’agonismo, far capire che il più forte sei tu. Manca l’intelligenza tattica. Un po’ di pressione psicologica va fatta all’avversario. Ci vuole anche che in campo qualcuno prenda per mano un po’ tutti con l’obiettivo di prendere il risultato. Se cambi allenatore e rimangono questi interpreti cambierà poco. E poi quale allenatore? Con quali sistemi di gioco? Li davanti l’unico giocatore che conosce la tattica è Iago Falque, sia Iturbe che Gervinho mi sembra che non conoscano bene la tattica. Entrambi avranno bisogno di lavorare tanto sulla tattica perchè il calcio non è fatto solo corsa”

Una squadra senza anima?
Potrebbe, ma ragioniamo sul valore di questa rosa. Ci sono tanti giovani che devono imparare a fare tante cose, tutti ci siamo resi conto su chi si può contare e su chi no. Un discorso è giocare con l’undici titolare e un conto è giocare con gli altri. In questo caso qualcosa manca. Il turn-over? Se un giocatore sta bene deve sempre giocare, quando sarà bollito dopo otto/nove partite di seguito si può riposare. Dove sta lo spirito? Hai compromesso tutto con la partita a Borisov.

Come si fa a preparare male una gara di Champions League?
La preparazione della partita è fondamentale, oggi con la tecnologia è ancora più facile studiare la squadra. Il giocatore deve capire cos’è la Champions e il piacere che può portare questa competizione. Prepararla male vuol dire non capire dove sei e cosa stai facendo. Un conto sono Barcellona e Real Madrid dove le partite si fanno da sole, ma quando incontri una squadra di medio basso lignaggio, la vera squadra porta la partita a casa.

Che ne pensi di Digne?
E’ un ragazzo di carattere, un terzino sinistro che gioca sulla verticale. Il fisico non è straordinario ma per uno che gioca sulla fascia non è straordinario. Giudizio positivo per come interpreta il calcio.

Cosa sarebbe significato per voi entrare allo stadio senza la Curva Sud?
Io ero molto legato alla tifoseria, sono stato anche insultato e criticato ma è successo a tutti anche a Totti. Ogni trasferta ci portavamo dietro dieci mila persone e tutti ci dicevano: “Che grande tifoseria avete” ed io mi gonfiavo il petto. Tutte le parti devono fare qualcosa per tornare ai tempi di una volta. Giocatori, società, Prefetto, Questore, devono ricomporre la situazione. Altrimenti si può anche giocare a Novara e Vercelli. Non esiste al mondo che una squadra come la Roma non si vada aiutata, la Juventus è aiutata dai tifosi. Io vedo che nessuno fa nulla e questa cosa mi infastidisce parecchio. Ci sono persone (ex compagni) innamorati come pochi della Roma. Ci sarà qualcosa in questa città con questa maglia che ci fa sentire uomo e giocatore. Io non sono romano ma dopo 5 minuti che avevo la maglia addosso, l’ho fatta mia. E oggi soffro. Roma la devi conoscere e capire. Sennò puoi diventare un giocatore anche bravo, ma non sei un giocatore della Roma. Ci sono questi aspetti nel nostro calcio che non possono non essere capiti. Altrimenti non sarai mai amato e apprezzato. Questo porta distacco.
Se non ti scoppia il cuore, non ce la farai mai.”

 

Roma, Lady Garcia su Ancelotti: “Non so se prenderebbe questa barca”

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GAZZETTA.IT (C. ZUCCHELLI) – La sconfitta contro la cenerentola del girone, in Champions, ha di nuovo fatto salire Rudi Garcia sul banco degli imputati. Il tecnico è ritenuto il principale colpevole del rendimento altalenante della squadra (bene contro Juve e Barcellona, male col Bate Borisov e col Sassuolo) e, come spesso succede a Roma quando le cose vanno male, finisce tutto nel calderone e la posizione del tecnico non appare più così solida nonostante il contratto fino al 2018. Per la prima volta da quando è sulla panchina giallorosa la parola “esonero” non è tabù e così capita anche che si discuta di una risposta della fidanzata, Francesca Brienza, a Roma Tv. La ragazza, spesso tirata in ballo per tweet in cui chiedeva ai tifosi di stare vicino alla squadra o parlava del difficile ambiente di Roma, ieri sera conduceva il post partita sul canale ufficiale del club giallorosso.

ANCELOTTI E LA BARCA – Nel rispondere ad alcuni messaggi dei telespettatori che chiedevano l’allontanamento di Garcia e facevano il nome di Ancelotti, ha chiesto agli ospiti: “Avrebbe voglia di prendersi questa barca?”. Il riferimento non era alla squadra o al gruppo, ma all’ambiente di Roma che, con un eventuale addio di Garcia, sarebbe ancora più infuocato del solito. Il tutto considerando che Ancelotti, pubblicamente, ha detto e ribadito di aver bisogno di un periodo di riposo. Dichiarazioni normali in un dibattito tv, quelle della Brienza, se non fosse che, essendo lei la compagna dell’allenatore, hanno ovviamente avuto un’eco diversa e si sono prestate a più interpretazioni, tra cui quella di una fiducia limitata nel gruppo. Ipotesi che a Trigoria (e Boston) per ora smentiscono con forza.

GARCIA OUT – Quello che non si può smentire, invece, è che il rapporto tra Garcia e i tifosi sia ormai in crisi. Prima di Roma-Carpi, alla lettura delle formazioni, gli erano stato riservati più fischi che applausi, da ieri su Twitter gli hashtag #Garciaout (all’estero soprattutto) e #Garciavattene stanno spopolando. In molti chiedono Spalletti, Montella, Ancelotti o Lippi, qualcuno la prende con ironia pubblicando foto di Lino Banfi nei panni di Oronzo Canà con Totti, in pochissimi si schierano dalla parte dell’allenatore. E la sensazione è che la partita di domenica col Palermo sarà una sorta di spartiacque.

‘RADIO PENSIERI’, MAGNI: “Pallotta per dare una scossa dovrebbe cambiare l’allenatore”

MINSK, BELARUS - SEPTEMBER 28:  Coach of AS Roma Rudi Garcia attends a press conference prior to their UEFA Champions League match tomorrow against FC BATE Borisov on September 28, 2015 in Minsk, Belarus.  (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

uello delle Radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Sì, anche le altre città hanno degli spazi dedicati allo sport, e magari anche la loro stazione dedicata alla squadra del luogo. Non si troverà mai, tuttavia, una voce altisonante e popolare come quella proveniente dagli apparecchi della Capitale; una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo, e una folla di appassionati pronti a sintonizzarsi all’ora concertata. Ogni protagonista va a comporre un grande collage che riempie di spunti, approfondimenti e contraddizioni la settimana del tifoso. Un ciclo continuo, che si rinnova sulle frequenze FM locali ogni giorno, di partita in partita, stagione dopo stagione.

MASSIMILIANO MAGNI (Retesport): “Serve un nome che rappresenterebbe l’inizio di un nuovo cammino. Se venisse fuori una figura tipo Lippi, ho la sensazione che la Roma voglia tenere botta fino a giugno, per poi prendere Conte. Non c’è niente dietro cui nascondersi, la figuraccia resta e andrebbe riprogettato tutto. Se dovessero cambiare tecnico, Pallotta si dovrebbe assumere le proprie responsabilità. Per arrivare in alto bisogna ricostruire la struttura societaria della Roma. Il presidente per dare una scossa dovrebbe cambiare l’allenatore”

FRANCESCA FERRAZZA (Retesport): “Ancelotti al posto di Garcia? Lui mica è uno che può essere chiamato a fine settembre per sostituire un altro allenatore. Ancelotti è un tecnico che vuole una squadra pronta, costruita anche con lui, e formata da grandi giocatori. Non è il profilo di allenatore che la Roma cercherebbe. La Roma penso che, se volesse cambiare, penserebbe a un traghettatore di livello, per poi ricominciare con un allenatore come Conte. Lippi sarebbe la soluzione migliore in questo momento, è un tecnico amato dai giocatori”.

DAVID ROSSI (Roma Radio): “La serata di ieri non è stata normale. La Roma è una cosa seria, e questa cosa bisognerebbe ricordarsela sempre, probabilmente qualcuno se l’è dimenticato ieri altrimenti dopo mezz’ora non stavi tre a zero sotto contro il Bate Borisov. Che qualcuno non abbia capito che questa squadra è una cosa seria lo dimostra il fatto che nel secondo tempo hai giocato meglio, anche se questo non giustifica i tre gol presi. Chi da ieri sera ha scritto cattiverie, lo capisco. La sconfitta di ieri è peggiore del 7 a 1 contro il Manchester United. La serata di ieri la metto nelle dieci peggiori sconfitte della storia della Roma. Tante persone qui a Minsk posso assicurare che non hanno dormito, ma sono stati a parlare e a discutere con gli occhi sgranati. La Roma ha un potenziale enorme, e deve essere sfruttato. Il mio è un discorso che coinvolge tutti”.

ROBERTO RENGA (Radio Radio): “Garcia ne sta combinando di tutti i colori ma gli errori non sono solo i suoi. Ieri ha complicato la vita ma i giocatori anche facendo autogestione ieri dovevano vincere. La Roma ha investito molto su Garcia, credendoci e prolungando il contratto. Se i dirigenti pensano che lui si dimetta, si sbagliano di grosso”

FRANCO MELLI (Radio Radio): “Garcia si sta perdendo in altre cose con una città tentacolare come Roma. Si deve concentrare di più sul lavoro. Io dico che lui è il colpevole principale”

ILARIO DI GIOVAMBATTISTA (Radio Radio): “Juve e Roma pensano di essere grandi squadre ma non lo sono, non lo dimostrano. E per di più la Roma è una squadra presuntuosa”

ROBERTO PRUZZO (Radio Radio): “La Roma ha la coperta corta e Garcia, poverino, si è dovuto presentare in un partita importante di Champions con l’organico ridotto. E adesso gli infortuni non dipendono più dal lavoro del suo staff. Vedo l’allenatore lasciato solo dalla Società. In questo modo sarà difficile che lui possa andare avanti”

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