Florenzinho rianima la Roma

DOPO-GOL-FLORENZI-GIOIA-AS0_0908-250x180In fondo al tunnel si intravede una piccola luce. Il successo esterno della Roma contro il Sassuolo di ieri ha riacceso in minima parte l’animo dei giallorossi per questo finale di stagione. Lo 0-3 finale non coincide con un dominio capitolino al “Mapei Stadium”, ma con una prestazione più che sufficiente a stendere gli uomini di Di Francesco, e a rappresentare metaforicamente l’acqua nel deserto dopo una traversata lunga decine di km. Una non-vittoria poteva essere la mazzata finale a un gruppo che vive un senso di inquietudine da circa 4 mesi. Invece questa può rappresentare l’ennesima svolta, a patto che ora si crei continuità ottenendo il massimo risultato contro Genoa e Milan, per vivere più sereni le ultime giornate. Come dichiarato anche da Garcia nel post partita infatti, è presto per fare i complimenti ai ragazzi, perché ancora non si è fatto nulla, perché questo deve rappresentare solo il primo step di un breve percorso da portare a casa con il risultato più importante: il secondo posto. Anche dalla gara di ieri sono emerse le straordinarie prove degli inesauribili Nainggolan e Florenzi, quest’ultimo autore anche di un gol di rara bellezza. Sono loro gli unici due, insieme a Manolas, a meritare applausi per questa stagione.
La notizia principale della vittoria sul Sassuolo è però un’altra, ovvero la prima firma nel campionato italiano di Seydou Doumbia, schierato in extremis titolare da Rudi Garcia. Il tecnico ha provato a cambiare tipo di gioco, attuando meno tiqui taca e più verticalizzazioni, e la formazione neroverde non è stato in grado di rispondere con valide contromosse che ne hanno compromesso il risultato. Segnali che il vento sta cambiando? Troppo presto per dirlo, bisogna procedere passo per passo. L’obiettivo ora è solo e soltanto uno: azzannare il grifone.

Totti: “I processi a giugno, ora tutti uniti. Contratto? Mai chiesto di cambiarlo”

ROMA  FEYENOORD  EUROPA LEAGUE

Queste le parole di Francesco Totti, riportate sul suo sito web personale a proposito del momento della Roma e della questione del contratto:

“In queste ultime giornate si deciderà il nostro piazzamento in classifica: dobbiamo cercare di arrivare all’obiettivo, ovvero il secondo posto che ci permetterà di accedere direttamente alla Champions League del prossimo anno e quindi nel calcio che conta a livello europeo. Ciascuno di noi, ognuno nell’ambito del suo ruolo, dovrà mettere da parte convinzioni ed opinioni sull’andamento della stagione sino a questo momento. Ora bisogna stare uniti se vogliamo centrare questo obbiettivo: società, calciatori e tifosi, tutti insieme per il bene della Roma! Con il Genoa ci giochiamo sicuramente una parte consistente di questo risultato e sono sicuro che assieme ce la possiamo fare. I processi e le decisioni sul futuro rimandiamoli a giugno.

Personalmente vi posso dire che giocare mi fa chiaramente piacere, però al momento valuto le cose al di là della mia presenza in partita: mi sento di dare un contributo tanto da dentro, quanto fuori dal campo.

Voglio chiarire una cosa: io non ho mai chiesto di cambiare il mio contratto. Proprietà, società ed io siamo sempre stati in sintonia su quest’argomento. E’ la mia passione che mi lega a questi colori. Non sono mai stato e mai sarò un problema per la Roma. Applaudirò dal campo, dalla panchina e dalla tribuna i calciatori che indossano ed indosseranno questa maglia. E di mio per questa squadra ho sempre desiderato e sognato il meglio. Il rispetto verso tutti è importante e non deve mai mancare. Ora più che mai… DAJE ROMA!!!”

Papà di Bertolacci: “Sogno di vedere Andrea giocare nella Roma, ma lo vogliono in tanti”

Bertolacci-2-200x300Andrea Bertolacci sta giocando una grande stagione con il Genoa e anche ieri sera a San Siro contro il Milan è stato tra i migliori, mettendo a segno una rete. Il suo cartellino è di proprietà della Roma e infatti il padre Fabio, ai microfoni della trasmissione ‘Te la do io Tokyo’ su Centro Suono Sport ha spiegato: “So che è oggetto del desiderio di molte squadre anche all’estero, da papà ho il sogno di vederlo a Roma a lui però la scelta. Già in passato ha fatto scelte che gli davano la possibilità di giocare e non di stare in panchina e a Roma questo è un po’ difficile. Si è costruito un po’ come ha fatto Florenzi al Crotone, è tornato a Roma w farebbe di tutto per giocare, anche il portiere. I ruoli di centrocampo Andrea li può fare tutti, non il terzino ovviamente, però è un bel prodotto si è costruito un’identità calcistica”.

Coppa Italia Primavera, De Rossi: “I ragazzi devono essere sereni. Il vantaggio dell’andata? Non cambieremo atteggiamento”

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ROMA TV – Il tecnico della Roma Primavera, Alberto De Rossi, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’emittente televisiva romanista alla vigilia di Roma-Lazio, derby valido per la finale di ritorno della Primavera Tim Cup (1-0 per i giallorossi all’andata).

Sensazioni?
Ribadisco quello che ho detto all’andata. La stiamo preparando bene, siamo consapevoli della difficoltà; l’importante è che i ragazzi la vivano con serenità.

La pressione?
La Youth League ci ha dato esperienza, l’abitudine a giocare partite di livello, vedo i ragazzi tranquilli, la gara va giocata al massimo delle possibilità.

Gli allenamenti?
Sono tutti a disposizione, solo Adamo ha avuto un piccolo contrattempo in un contrasto, credo sarà l’unica defezione.

Il vantaggio di un gol?
A me interessa che non cambi l’atteggiamento della mia squadra, non sto a pensare le contromosse o i cambiamenti che fanno loro. Spero facciamo una gara migliore dell’ultima; l’atteggiamento lo voglio più propositivo. Voglio una partita come la squadra ne ha già fatte tante quest’anno.

La scorsa finale della Primavera disputata contro la Juventus?
Anche lì non facemmo una gara d’attesa, fu la Juve a spingerci nella nostra metà campo. Faremo una scelta, come avevamo fatto col Chelsea, fisicamente erano superiori e allora abbiamo arretrato. Non possiamo cambiare atteggiamento, dobbiamo rispettare l’avversario, ma non cambiare atteggiamento.

Mercato Roma, dalla Francia: il Tottenham spaventa i giallorossi per Ayew

SOCCER-FRANCE/Il Tottenham spaventa la Roma per Andre Ayew. Secondo quanto riporta il portale sportivo francese infatti, gli Spurs hanno avuto contatti con il giocatore che ha già avuto un colloquio via Skype con il tecnico Mauricio Pochettino. I londinesi hanno tuttavia chiesto tempo prima di passare all’offerta decisiva. Ayew, dopo aver rifiutato una proposta dello Spartak Mosca, sta riflettendo sull’offerta della Roma (3 milioni a stagione più bonus), anche se il ghanese sembra essersi preso del tempo per essere sicuro che la squadra giallorossa giocherà la prossima Champions League. Rimane anche l’interesse da parte di Wolfsburg, Schalke 04 e Dortmund, oltre a Everton e Newcastle.

Twitter, Nainggolan: “Vicino alla famiglia di Gregory Mertens”. Il 24enne del Lokeren colpito da infarto in campo è scomparso oggi

ansaAttraverso il proprio profilo twitter, Radja Nainggolan ha mandato un messaggio alla famiglia di Gregory Mertens, il 24enne ex calciatore del Lokeren colpito da infarto in campo due giorni fa e scomparso questo pomeriggio. Questo il post del connazionale della Roma: “Il mio pensiero va alla famiglia di Gregory Mertens in questo momento difficile … RIP Gregory”.

Campagna abbonamenti 2015/16, dal 4 maggio il servizio di finanziamento

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AS Roma informa i propri Tifosi che a partire da lunedì 4 maggio, esclusivamente presso gli AS ROMA STORE di Via Appia Nuova e Piazza Colonna, l’acquisto degli abbonamenti potrà essere supportato da un servizio di finanziamento fornito da Deutsche Bank.

I Promoter del servizio saranno presenti nei suddetti AS ROMA STORE tutti i lunedì, mercoledì e venerdì.

Tutte le informazioni circa modalità, condizioni e documentazione necessaria per l’adempimento delle pratiche di finanziamento saranno fornite dai Promoter direttamente nei suddetti punti vendita.

GIUDICE SPORTIVO Chiusa per due gare la Curva Sud dello Juventus Stadium

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Il Giudice Sportivo dott. Gianpaolo Tosel, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 30 aprile 2015, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:

Gara Soc. TORINO – Soc. JUVENTUS del 26 aprile 2016

Il Giudice sportivo, premesso che: verso le ore 12.00 del giorno successivo alla gara, i collaboratori della Procura federale trasmettevano a questo Ufficio il rituale rapporto nel quale, tra l’altro, riferivano che, al 1° del primo tempo, dal settore dello Stadio Olimpico occupato dai sostenitori della Società bianconera, era stata lanciata una “bomba-carta” nel settore denominato “Curva Primavera”, occupato dai sostenitori della squadra granata, con conseguenze lesive per nove persone, che erano ricorse in “codice verde” alle cure sanitarie presso il Pronto Soccorso di vari nosocomi cittadini; circa due ore dopo, la Procura federale trasmetteva una comunicazione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive nella quale si precisava che erano in corso “accurate indagini per accertare se il petardo esploso con evidenza nel settore granata sia stato lanciato dalla curva juventina ovvero confezionato e fatto esplodere dai tifosi torinisti”; l’incertezza probatoria rendeva necessaria la richiesta da parte di questo Giudice al Procuratore federale di ulteriori indagini (C.U. n. 215 del 27 aprile 2015); alle ore 11.11 odierne, la Procura federale trasmetteva l’ulteriore comunicazione in pari data dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive: “la Questura di Torino ha comunicato che le ulteriori attività di carattere sia informativo che investigativo portano a ritenere confermato il quadro originario dell’ipotesi di indagine, ovvero che, in merito al primo artifizio – di maggior potenziale – deflagrato nella curva Primavera prima dell’inizio dell’incontro, lo stessa sia stato credibilmente lanciato dalla zona superiore del settore ospiti, occupato da componenti del tifo ultras della Juventus”.

osserva:
sgombrato il campo da ogni ragionevole dubbio circa la attribuibilità ai tifosi bianco-neri del lancio della “bomba-carta”, la Soc. Juventus deve rispondere a titolo di responsabilità oggettiva ex art. 14, n. 2 CGS per la tale violenta condotta dei propri sostenitori. La consequenziale sanzione deve necessariamente riflettere la particolare gravità del fatto, un atto delinquenziale per la potenzialità lesiva del materiale esplodente utilizzato, ed appare equa la correlazione ex art. 18, n.1, lettere e), con il settore della Juventus Stadium denominato “Settore Sud” ove, secondo gli accertamenti effettuati dalla Procura federale, sono prevalentemente collocati in occasione delle gare casalinghe i sostenitori bianco-neri presenti nelle circostanze in causa nel “Settore Ospiti” dello Stadio Olimpico. Entrambe le Società devono altresì rispondere per l’ininterrotto e pericoloso lancio nel corso della gara da parte delle proprie tifoserie di innumerevoli bengala, fumogeni e bottiglie nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria.

delibera di sanzionare:

– la Soc. Juventus con l’obbligo di disputare due gare con il settore dello Juventus Stadium denominato “Settore Sud” privo di spettatori e con l’ammenda di € 50.000,00;

– la Soc. Torino con l’ammenda di € 50.000,00.

Fonte: legaseriea.it

La Roma scopre che Doumbia fa gol

Soccer: Serie A; Sassuolo-Roma

CORSERA (L. VALDISERRI) – Il calcio resta lo sport più bello del mondo perché puoi vincere una partita preparandola nei minimi particolari (modalità consigliata perché replicabile) oppure adattandoti a una situazione cambiata magari all’ultimo secondo. Succede così che Garcia pensi una partita e un modulo — il 4-3-1-2, con Pjanic trequartista, Totti e Ljajic in panchina — ma un doloretto nel riscaldamento di Seydou Keita (schiena) gli faccia cambiare tutto. Ritorno al 4-3-3 con Doumbia centravanti e Pjanic riportato tra i centrocampisti.

Chi crede più nel destino che gli schemi viene fortemente rafforzato dall’azione del minuto 6, in cui Pjanic aggiusta un cross verso l’area, Doumbia salta più alto di Sansone e, di testa, manda in rete con la collaborazione abbastanza attiva di Consigli. Primo gol dell’ivoriano, flop del mercato di gennaio, e festa grande dei compagni alla pecorella smarrita ma poi ritrovata. A rafforzare la tesi c’è proprio la posizione di Sansone, che Di Francesco ha schierato centrocampista esterno nel 3-5-2, costringendolo a fare spesso anche il terzino controvoglia. Il gol inclina la partita nella direzione che Garcia sognava, anche se pure contro l’Atalanta la Roma era andata presto in vantaggio. A differenza della gara casalinga, però, i giallorossi trovano anche il raddoppio, al 27’, con un’azione personale di Florenzi, conclusa con un formidabile tiro in diagonale che finisce sotto la traversa. Impresa da segnalare perché la Roma non segnava due volte nella stessa partita dall’8 febbraio, a Cagliari (Ljajic e Paredes).

Detto che il bel calcio è un’altra cosa, sarebbe sbagliato criticare la vittoria giallorossa. Tre punti servivano come il pane, con l’obiettivo del secondo posto, e tre punti sono arrivati. Si può, semmai, analizzare che il Sassuolo è arrivato all’8a sconfitta nelle ultime 11 partite e che, già privo di Berardi squalificato, Di Francesco ha pensato bene di tenere fuori anche Zaza per un’ora (centravanti Floccari). Una volta entrato, in ritardo, il pelatone ha impegnato De Sanctis nell’unica parata difficile. La Roma della ripresa è calata, tanto da costringere Garcia a un cambio trapattoniano: fuori Doumbiae dentro Yanga-Mbiwa, con Florenzi riportato nel tridente. Giusto il tempo per vedere Gervinho usare bene il primo pallone di tutta la sua partita e servire a Pjanic l’assist per il 3-0. Prima gara davvero semplice del girone di ritorno della Roma. Il Sassuolo può ringraziare la bassissima quota salvezza del campionato. Con il materiale a disposizione, però, Di Francesco è stato una delusione: il crollo (11 punti nel ritorno) è stato inspiegabile e verticale.

Esce Seydou, entra Seydou e tanti saluti al tabù

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Sei minuti di gioco e Roma in vantaggio. Gol di Doumbia. Chiiiiii???? Sì, proprio lui: Seydou Doumbia. Titolare per caso, ma non a caso protagonista. Cross dalla destra di Pjanic e colpo di testa vincente dell’ivoriano, schierato in extremis dal primo minuto al posto dell’infortunato Seydou Keita (poi utilizzato: mah…). Girandola di Seydou dopo il riscaldamento e Roma subito avanti. Un gol da centravanti vero per un attaccante che fino al sesto minuto della partita di Reggio Emilia non aveva dato segnali di vita (sportiva). Inguardabile, impresentabile, fuori condizione, fuori da tutto. Poi, come spesso capita nel calcio, ecco l’imprevedibile: il più criticato, il più contestato alla prima palla buona della sua avventura nella capitale segna un gol tanto bello quanto importante. Per lui, certo, ma anche per la Roma. Ed è stato molto significativo l’abbraccio che tutti i compagni gli hanno regalato dopo aver visto che la palla era terminata alle spalle del non innocente Consigli. Lui, a dire il vero, non ha esultato più di tanto, mostrando il volto tirato anche dopo il suo primo centro in Serie A.

LA SCELTA – Doumbia in campo e (non solo) Totti in panchina: una scelta che, prima del fischio d’avvio di Mazzoleni, aveva dato il la ad un robusto dibattito, ma che dopo sei minuti di gioco era stata già considerata azzeccata. Garcia, in fondo, se l’è rischiata, perché dovendo mettere dentro al volo una punta non ha scelto né Ljajic, né Iturbe e neppure Totti. Spazio a Doumbia, come era accaduto a Cesena. E, come per magia, la Roma è tornata a segnare con una punta su azione, cosa che non accadeva dal 22 febbraio, partita di Verona contro l’Hellas, gol di Totti. E, con il contestato Seydou in campo dal primo minuto, la Roma è riuscita a segnare in fretta anche il secondo gol, straordinario, con Florenzi, autore di un’autentica prodezza. E la prestazione dell’Elefante meno reclamizzato? A piccoli passettini, cercando di dar fastidio al Sassuolo e, trovando, a dire il vero, scarsa collaborazione da parte del suo connazionale Gervinho, tanto, troppo addormentato prima dell’assist-gol a Pjanic. La sensazione, netta, che Doumbia non abbia ancora nelle gambe l’intera partita, che la condizione non sia ancora perfetta: e la conferma è arrivata a metà ripresa quando Garcia l’ha richiamato in panchina, sostituendolo con Yanga Mbiwa. Ma il suo, per la prima volta, Seydou l’aveva fatto.

 

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