Auguri di Buon 2015 dal Roma Club LAURENTINO.

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Amici miei tesserati e non,
ci siamo, mancano ormai solo pochissime ore alla mezzanotte e mi sembra il momento migliore per augurarvi un 2015 ricco di fortuna, salute, amore, denaro, lavoro per voi tutti, per i vostri familiari, amici e per tutte le persone a cui volete bene.
Mi sono permesso di farvi un piccolissimo presente, una foto che vuole ripercorrere questo primo anno insieme attraverso alcuni dei principali momenti che ci hanno visti tutti insieme, coesi ed in armonia come sempre impegnati nella crescita ormai esponenziale del NOSTRO Roma Club LAURENTINO. E che nel 2015 ci siano tutte le soddisfazioni che desideriamo, sempre tutti insieme, sempre in armonia e coesione. Sono fiero di tutti voi, mi permetto di abbracciare tutti voi e di ringraziare ogniuno di voi specialmente il Vice Presidente Paola Zironi per tutto ciò che fa per RCL.
Auguri amici miei, vi voglio bene con tutto il mio cuore by il direttivo ed Presidente Franco SERRAINO.

Adem Ljajic: “Ora torno in nazionale e rimonto la Juventus”

ROMA  SASSUOLO

GAZZETTA DELLO SPORT  (A. PUGLIESE) –  Adem Ljajic intervistato in esclusiva dalla Gazzetta dello Sport di seguito riportate alcune battute:

Si chiude il 2014: è stato un po’ l’anno delle sue rivincite.

«Sì, soprattutto negli ultimi mesi: il ritorno in Champions League, la lotta per lo scudetto. Ho fatto 9 gol e 7-­8 assist. Forse potevo fare di più, ma se ho continuità posso fare la differenza. La fiducia di Garcia? È stata importante. Quando uno non sta bene, in campo o di testa, lui ti aiuta, ti dice sempre le cose in faccia, dove cambiare. (…)

Cosa ha in più ora Ljajic rispetto a quello del Partizan, della prova al Manchester o di Firenze?
«Prima non mi allenavo al massimo, ero una testa calda e se non giocavo facevo casino. Ero un ragazzo un po’ matto. Ora so che se non dai sempre il 100% anche in allenamento, è difficile giocare. Sono cambiato in questo e i risultati si vedono».

(….)

Ad inizio anno era il quarto esterno nelle gerarchie di Garcia, oggi è titolare. Cosa è cambiato?
«Ho fatto bene in ritiro, ma quando è iniziato il campionato ero in un momento no, non so neanche perché. Poi ho trovato serenità. Il mio ruolo? A Firenze ho fatto anche la punta centrale, ma se dovessi scegliere mi schiererei come mezzapunta dietro l’attaccante. Ma non tutti gli allenatori giocano così. Va bene anche come esterno».

Questo è il suo miglior momento?
«Stavo molto bene anche negli ultimi sei mesi a Firenze, con Montella. Sono periodi simili: lì feci 10 gol in 6 mesi, ora sono a 6. Spero di ripetermi».

(…)

Quando tornerà in nazionale?
«Dopo Roma-­Milan sono stato a cena con Curcic, il nuovo c.t.. Ci siamo chiariti su tante cose. Sono pronto, aspetto la chiamata. Amo la Serbia, non vedo l’ora di tornare a giocare in nazionale».

(…)

Roma tre punti dietro la Juventus. Quanto ci credete allo scudetto?
«In Juve-­Roma sono successe tante cose, meglio se non ne parlo più. Di certo in qualche gara potevamo fare di più e saremmo stati in vetta. Penso al Sassuolo, dove tutti eravamo convinti di vincere, meglio entrare sempre al 100%. In generale, però, la Juventus ha vinto qualche partita fortunatamente, noi siamo più forti. E quando vinciamo è perché giochiamo meglio. Allo scudetto ci crediamo. E ci proveremo fino alla fine».

Tra poco tornerà anche a Firenze.
«Lì ho ancora casa, la città mi è rimasta nel cuore. Montella? Non lo sento spesso, ma è stato fondamentale per la mia crescita, diventerà il miglior allenatore del mondo. Ma l’ho già detto: se mi vogliono, a Roma ci resto almeno dieci anni».

Dalla Fiorentina può arrivare in giallorosso Neto.
«Tempo fa abbiamo parlato, ma non vi dico perché. È un amico, un grande portiere, pochi sono forti come lui. Poi per i portieri basta un errore e si nota. Qui abbiamo grandi portieri come De Sanctis e Skorupski, ma spero di ritrovarlo».

In un calcio fatto di soldi, tatuaggi e gioielli, qual è il principale vizio di Ljajic?
«Queste cose non mi piacciono, sono già matto a sufficienza (e ride, ndr). I tatuaggi poi proprio no: sono musulmano, non posso. Rispetto la mia religione, ci credo. E poi la mia famiglia non approverebbe. Mio fratello Vahid? È vero, lui era più forte di me: un classe 1994, ha smesso due anni fa. Aveva la mia tecnica, ma era più veloce. Ma anche più matto, non ne voleva sapere proprio di allenarsi».

Lei ha detto: «Ho vissuto tra le bombe, non possono farmi male i fischi». Ma ha subìto insulti razzisti, le hanno mai dato dello zingaro?
«Allo stadio è capitato. Non dovrebbero succedere. Pazienza, sono problemi di chi dice certe cose. L’importante è che non succeda faccia a faccia, direttamente. E per fortuna non è mai accaduto».

(…)

Per chiudere, Pallotta l’ha sfidata a basket. Stavolta vi giocherete qualcosa?
«Già l’ho battuto, non mi aspettavo giocasse così bene. Da bambino ero un play dalla mano calda. Se lo ribatto vorrà dire che mi rifarà il contratto». 

Destro senza offerte, a gennaio non si muove

destro-roma-chievo-250x180IL TEMPO (A. SERAFINI) – Non è mai festa per chi vive di mercato. Per questoWalter Sabatini è partito ieri alla volta di Milano, impegnato in una lunga serie di incontri dedicati alle prossime finestre di mercato. Il primo appuntamento servirà a fare un punto della situazione sulla posizione di Destro. Ad aspettarlo sotto il Duomo c’è Claudio Vigorelli, l’agente dell’attaccante (e di Ashley Cole) a cui ancora una volta è stata ribadita la posizione della società giallorossa: verranno ascoltate offerte per il giocatore soltanto se verranno messi sul piatto almeno 20-25 milioni. I malumori di Mattia, mai andati sopra le righe almeno a Trigoria, dovranno lasciare spazio alla realtà dei fatti. Finora non sono mai arrivate richieste che potessero aprire il dialogo per una trattativa, ipotesi che difficilmente potrà poi avverarsi a gennaio. Il Milan chiede il prestito ma non se ne parola, la questione verrà quindi rimandata a giugno. Nel frattempo Sabatini punta gli sforzi verso la ricerca di un altro difensore centrale:Chiriches rimane al momento in cima alla lista dei preferiti. La chiusura del 2014 intanto mantiene alto il buonumore di Borriello che dopo l’allenamento si è lasciato scappare una battuta: «Vado al Real Madrid». Nei prossimi giorni la Roma parlerà con il ragazzo cercando una soluzione per un addio anticipato, preferibilmente (come richiesto dallo stesso Borriello) in Italia. Da seguire con maggiore attenzione invece la situazione di Nainggolan ancora in comproprietà libera tra Roma e Cagliari. Il centrocampista è già stato avvicinato dal Liverpool, disposto ad offrirgli circa 4 milioni di euro netti a stagione, ma ha comunicato di non voler accettare alcuna ipotesi di trasferimento dalla capitale in cui si trova benissimo. Dopo che la Roma lo riscatterà, facendo lo stesso con Astori, dovrà discutere il rinnovo del ragazzo che chiede il raddoppio dello stipendio attuale da un milione e mezzo netto. A breve verrà inviato inoltre un avviso di riscatto anticipato al Boca Juniors per Paredes (4.5 milioni il prezzo), che rimarrà comunque a Trigoria almeno fino a giugno. SenzaKeita e Uçan (lo aspetta l’Atalanta), c’è bisogno di lui.

Niente stravizi, tornati Maicon e Iturbe in perfetta forma

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Niente stravizi. Questa è la buona notizia del rientro dei giallorossi a Trigoria. Anche Maicon, come anche Iturbe e Paredes, ieri sono tornati nel centro sportivo in condizione smagliante e pronti a ‘recuperare’ il giorno di lavoro in meno rispetto ai compagni (che hanno ripreso gli allenamenti ieri).

Secondo quanto rivela il quotidiano sportivo, Garcia ha modificato l’orario per l’inizio delle sedute, spostandoli alle 12. Probabile che questa scelta sia stata dettata dal clima rigido che sta attraversando la Capitale in questi giorni. Per questo motivo preparatori e staff medico hanno studiato una colazione speciale, quasi un ‘brunch’, con un ricco menù che conterà dalla pasta al pomodoro a proteine di vario tipo. Bandito, in quest’ultime, il sale: ne rallenta l’assimilazione, non risultando ideali da assumere prima di un allenamento
Fonte: Corriere dello Sport

Giannini: “Totti è il calciatore più forte della storia del calcio italiano, più completo di Baggio”

Giannini-250x180Giuseppe Giannini ha rilasciato un’intervista ai microfoni di ‘Calciomercatoweb.it’. Ecco le dichiarazioni dell’ex Capitano della Roma, oggi Ct libanese: “In Libano sto bene, anche se vorrei tornare in Italia per una squadra di Serie B. Mi sono vietato di pensare di allenare la Roma perché non si è mai avverato ogni volta che mi hanno fatto questa domanda. Quest’anno i giallorossi sono rapidi e bravi nella profondità e nelle verticalizzazioni, ma da un mese e mezzo sono diventati più lenti e prevedibili. Totti è il calciatore più forte della storia del calcio italiano, più completo di Baggio. E in questa squadra, forse, mi rivedo in Keita”.

Mercato Roma, Vlaar: “Nessun contatto con lo United”

vlaar-250x180 Ron Vlaar ha parlato delle molte indiscrezioni sul suo futuro, col Manchester United in testa per averlo a gennaio. Il difensore dell’Aston Villa, in scadenza contrattuale, ha spiegato al portale ‘AD’: “C’era un interesse da vari club dopo il Mondiale, ma nessuno del calibro tale da convincermi a lasciare i ‘Villans’. Non ho mai sentito nulla dai ‘Red Devils’ e ovviamente mi sarebbe piaciuto, ma non ho avuto sentore da parte loro. Nessun contatto”.
(CALCIOMERCATO.IT)

Adem Ljajic: ‘Ora torno in nazionale e rimonto la Juventus’ (RS La Gazzetta dello Sport)

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Non è più il «bambino» del 2011, nomignolo che gli affibbiarono i compagni di nazionale. E neanche più il «diamante grezzo» che Garcia aspettava o il bad boy della rissa con Delio Rossi. No, Adem Ljajic è molto di più, tanto talento e poca sregolatezza, un giocatore in grado di incidere, ribaltare le gerarchie ed essere decisivo.

Se poi sia il suo momento più bello di sempre o no non lo sa neanche lui. Di certo, con Nainggolan è il miglior giocatore della Roma di questo inizio di stagione.

Si chiude il 2014: è stato un po’ l’anno delle sue rivincite. «Sì, soprattutto negli ultimi mesi: il ritorno in Champions League, la lotta per lo scudetto. Ho fatto 9 gol e 7-­8 assist. Forse potevo fare di più, ma se ho continuità posso fare la differenza. La fiducia di Garcia? È stata importante. Quando uno non sta bene, in campo o di testa, lui ti aiuta, ti dice sempre le cose in faccia, dove cambiare. Una cosa giusta. Anche Mihajlovic è molto diretto e schietto, in Serbia siamo abituati così».

Cosa ha in più ora Ljajic rispetto a quello del Partizan, della prova al Manchester o di Firenze? «Prima non mi allenavo al massimo, ero una testa calda e se non giocavo facevo casino. Ero un ragazzo un po’ matto. Ora so che se non dai sempre il 100% anche in allenamento, è difficile giocare. Sono cambiato in questo e i risultati si vedono».

Cosa si prova ad esser allenato da una leggenda come Alex Ferguson? «Avevo 17 anni e non parlavo inglese, proprio come ora. Spese parole bellissime su di me, dette da lui mi resteranno dentro per sempre».

Mihajlovic una volta disse che lei calcia le punizioni da Dio. Ma chi le tira meglio tra di voi?
«Lui, senza dubbio. A fine allenamento ci fermavamo insieme: io lo vedevo tirare e non credevo che calciasse ancora così. A Roma ci sono Totti e Pjanic, che le tira alla grande. Vorrà dire che se qualche volta mi lasceranno un’occasione, proverò a metterla dentro anche io».

Ad inizio anno era il quarto esterno nelle gerarchie di Garcia, oggi è titolare. Cosa è cambiato? «Ho fatto bene in ritiro, ma quando è iniziato il campionato ero in un momento no, non so neanche perché. Poi ho trovato serenità. Il mio ruolo? A Firenze ho fatto anche la punta centrale, ma se dovessi scegliere mi schiererei come mezzapunta dietro l’attaccante. Ma non tutti gli allenatori giocano così. Va bene anche come esterno».

Questo è il suo miglior momento? «Stavo molto bene anche negli ultimi sei mesi a Firenze, con Montella. Sono periodi simili: lì feci 10 gol in 6 mesi, ora sono a 6. Spero di ripetermi».

Lei adora la playstation. Potesse scegliere un tridente della ex Jugoslavia chi sceglierebbe? «Ljajic e Jovetic, senza di lui non gioco mai. E poi Markovic del Liverpool. Ma c’è l’imbarazzo della scelta: Vucinic, Tosic, Djordjevic, Dzeko, Mandžukic. Sarebbe una squadra troppo bella, in grado di diventare campione del mondo. Di certo tra le favorite assolute».

Quando tornerà in nazionale? «Dopo Roma-­Milan sono stato a cena con Curcic, il nuovo c.t.. Ci siamo chiariti su tante cose. Sono pronto, aspetto la chiamata. Amo la Serbia, non vedo l’ora di tornare a giocare in nazionale».

Le ha fatto più male l’esclusione di Mihajlovic per la storia dell’inno non cantato o quella di Advocaat? «Casi diversi, ma non ci torno su. E sulle voci di senatori che non mi volevano posso dire che non abbiamo litigato, ma in nazionale tante volte non ho avuto l’opportunità di giocare. La Serbia non viene da grandi risultati, nel caso sarei stato zitto. Se ti danno delle responsabilità puoi anche provare a cambiare qualcosa…».

Lei è di Novi Pazar, dove la comunità è stata oggetto di stermini da parte delle tigri di Arkan, ex capo-ultrà della Stella Rossa. È per questo che il derby Partizan-Stella Rossa aveva un sapore speciale? «No, il derby a Belgrado è speciale a prescindere da questioni politiche, una rivalità che attraversa tutto il Paese, c’è nervosismo già da 7 giorni prima. Come a Roma? Forse sì. Alla Lazio segno sempre, a partire dal primo gol in A. Non so perché, vorrei farlo anche l’11 gennaio. Di certo il rigore dello scorso anno è … un’emozione che mi è rimasta dentro: ero arrivato da soli 15­-20 giorni. Ed era un derby decisivo».

Roma tre punti dietro la Juventus. Quanto ci credete allo scudetto? «In Juve-­Roma sono successe tante cose, meglio se non ne parlo più. Di certo in qualche gara potevamo fare di più e saremmo stati in vetta. Penso al Sassuolo, dove tutti eravamo convinti di vincere, meglio entrare sempre al 100%. In generale, però, la Juventus ha vinto qualche partita fortunatamente, noi siamo più forti. E quando vinciamo è perché giochiamo meglio. Allo scudetto ci crediamo. E ci proveremo fino alla fine».

Tra poco tornerà anche a Firenze. «Lì ho ancora casa, la città mi è rimasta nel cuore. Montella? Non lo sento spesso, ma è stato fondamentale per la mia crescita, diventerà il miglior allenatore del mondo. Ma l’ho già detto: se mi vogliono, a Roma ci resto almeno dieci anni».

Dalla Fiorentina può arrivare in giallorosso Neto. «Tempo fa abbiamo parlato, ma non vi dico perché. È un amico, un grande portiere, pochi sono forti come lui. Poi per i portieri basta un errore e si nota. Qui abbiamo grandi portieri come De Sanctis e Skorupski, ma spero di ritrovarlo».

In un calcio fatto di soldi, tatuaggi e gioielli, qual è il principale vizio di Ljajic? «Queste cose non mi piacciono, sono già matto a sufficienza (e ride, ndr). I tatuaggi poi proprio no: sono musulmano, non posso. Rispetto la mia religione, ci credo. E poi la mia famiglia non approverebbe. Mio fratello Vahid? È vero, lui era più forte di me: un classe 1994, ha smesso due anni fa. Aveva la mia tecnica, ma era più veloce. Ma anche più matto, non ne voleva sapere proprio di allenarsi».

Lei ha detto: «Ho vissuto tra le bombe, non possono farmi male i fischi». Ma ha subìto insulti razzisti, le hanno mai dato dello zingaro? «Allo stadio è capitato. Non dovrebbero succedere. Pazienza, sono problemi di chi dice certe cose. L’importante è che non succeda faccia a faccia, direttamente. E per fortuna non è mai accaduto».

Kakà o Sasa Ilic, chi era il suo vero idolo? «Da bambino adoravo Kakà, vedevo il Milan sempre per lui. Ma Ilic era il capitano del Partizan, quasi un altro Totti. Quando sono salito in prima squadra volevo il numero 22 perché era il suo, che era andato via. Quasi mi hanno insultato, la maglia era stata ritirata. Poi chiamarono Ilic e lui disse sì. Ora è tornato e ha di nuovo il 22, lo abbiamo indossato quasi solo io e lui. Alla Roma adesso ce l’ha Destro, magari quando Mattia lo lascerà lo prenderò io».

Potrebbe mai andare alla Stella Rossa? «Impossibile, neanche per tutti i soldi del mondo. Ho il cuore bianconero, sono cresciuto nel Partizan, non potrebbe mai succedere. Come non potrei mai andare alla Lazio, del resto».

Per chiudere, Pallotta l’ha sfidata a basket. Stavolta vi giocherete qualcosa? «Già l’ho battuto, non mi aspettavo giocasse così bene. Da bambino ero un play dalla mano calda. Se lo ribatto vorrà dire che mi rifarà il contratto».

Giulini, Pres. Cagliari: “La metà di Nainggolan costa più di 10 Mln”

GENOA ROMA ESULTANZA NAINGGOLAN FLORENZI AL GOL (tedeschi)

Queste le parole del presidente del Cagliari, Giulini, sulla questione Nainggolan, che sembra complicarsi: “Gli accordi sono chiari: entro la fine della finestra di gennaio del calciomercato, la Roma deve riscattare interamente il giocatore. Ma credo che in questo momento siamo molto distanti, noi e la Roma, da una valutazione reale del giocatore. Leggo e sento che la metà di Nainggolan varrebbe dieci milioni. Mi sembra una schiocchezza, è uno dei migliori centrocampisti d’Europa”.

Maicon e Strootman ritorno da protagonisti. Allenamenti non stop

ROMA  INTER LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) – Non si ferma la Roma di Garcia, guai a riposare ancora: il campionato è troppo vicino per poter concedere ulteriori giorni di permesso. Oggi tutti in campo alle 12 e anche domani, primo giorno del 2015, il tecnico terrà i suoi a rapporto, nel primo pomeriggio. Poco spazio per gli eccessi, quindi, troppo importante farsi trovare pronti per la prima gara del nuovo anno. Pronto è anche il tecnico francese, voglioso di riprendere al meglio la rincorsa alla Juventus ma alle prese con l’ormai avvenuta ufficialità dell’assenza, il 6 gennaio a Udine, diGervinho e Keita. Nessuna mediazione ha consentito alla società giallorossa di arrivare a un accordo con le federazioni di Costa d’Avorio e Mali. Ciò su cui invece Garcia potrà contare è il ritorno di Maicon: il brasiliano è tornato ieri a lavorare a Trigoria, come da programma, senza ritardi o mugugni e in buone condizioni fisiche (nonostante abbia lavorato esclusivamente in palestra). Il ginocchio destro continua ad essere sempre un’incognita, ma Maicon ha ripreso subito ad alternare campo e lavoro personalizzato, consapevole di essere un’arma in più per la squadra, necessario già per la trasferta del Friuli. È probabile che il terzino ex Inter sarà titolare sia contro l’Udinese, sia cinque giorni dopo, in occasione del derby. È rientrato ieri anche Iturbe, impaurito dal freddo avvertito in questo giorno a Roma — come ha scritto sul proprio profilo Instagram — ma deciso a ricoprire un ruolo da protagonista, vista la partenza in Africa di Gervinho. Quello che sta davvero sorprendendo dal punto di vista atletico è Strootman: l’olandese non ha mai smesso di lavorare, neanche durante i giorni di sosta natalizia che l’ha aiutato a ritrovare la giusta tonicità muscolare sulla gamba del brutto infortunio di ormai dieci mesi fa. Scalpita ed è pronto a prendere in mano il centrocampo della Roma

Milan, El Sharaawy: ” Resto qui. Voglio far bene”

Soccer: Serie A: Genoa-Milan

Dopo la doppietta al Real Madrid, l’attaccante del Milan Stephan El Shaarawy ha parlato al sito ufficiale del Milan: “Una gara come questa mi da tantissima fiducia. Il gol per un attaccante è importante a livello mentale quindi sono molto contento di aver segnato due gol al Real Madrid. È stata una bella soddisfazione anche di squadra, abbiamo confermato che stiamo facendo bene dopo Napoli e Roma. È stata un’altra grande conferma. Dobbiamo continuare così. Ora vogliamo fare bene in campionato per iniziare al meglio il 2015. Anche sotto il punto di vista del gioco abbiamo fatto bene. Resterà una grande giornata per me. Io l’ho già detto, resto al milan e voglio fare bene”.

 

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