LIVE DZEKO-MILIK – Friedkin chiede uno sconto in caso di nuovo infortunio del polacco. Arriva la telefonata di Fonseca. Il bosniaco si allena a Trigoria.

Sono giorni caldi tra Roma, Napoli e Torino per gli affari Dzeko-Milik. Vocegiallorossa.it vi aggiornerà sulle ultime novità.

10:56 – C’è lo zampino di Aurelio De Laurentiis nei ritardi che stanno rallentando la trattattiva tra Napoli Roma per Arek Milik e di conseguenza tra giallorossi e Juve per Edin Dzeko. Questo è quanto scrive l’edizione odierna di Repubblica, che racconta di un patron intenzionato ad ostacolare i piani di Roma e Juve per far si che risolvano i loro problemi in attacco il più tardi possibile.

10:54 – Il tecnico della Roma Paulo Fonseca, spiega il Corriere dello Sport, è sceso in campo in prima persona e ha telefonato ad Arek Milik: un colloquio nel quale il portoghese ha spiegato al polacco la propria voglia di inserirlo al centro del suo progetto tecnico. Addirittura, Fonseca gli avrebbe confidato di considerarlo più funzionale alle sue idee di gioco rispetto a quell’Edin Dzeko che andrebbe a sostituire. Un modo per provare a forzare la mano e sbloccare la situazione, visto che lo stesso Milik sta ancora trattando col Napoli per una serie di pendende relative allo scorso anno.

9:25 – Edin Dzeko è arrivato a Trigoria per sostenere l’allenamento in programma alle 10:00.

Stadio della Roma – Raggi: “Entro Natale in aula per l’ok”

(ANSA) – ROMA, 18 SET – “Lo Stadio della Roma? È molto semplice, il Pd non vuole lo stadio, io credo invece che sia giusto portarlo avanti perché ho fatto fare degli accertamenti e dei controlli su tutti gli atti amministrativi e non ci sono irregolarità”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, in merito delle polemiche sollevata ieri dalla contrarietà all’impianto espressa dal capogruppo del Pd in Campidoglio Giulio Pelonzi. “Il procedimento va avanti, arriverà entro Natale in aula e li sarà approvato”, ha aggiunto la sindaca a margine di un evento all’Acquacetosa. (ANSA).

La situazione sulla trequarti: tanta abbondanza e diverse soluzioni per Fonseca

Il campionato è ormai alle porte e la Roma 2.0 di Fonseca sta prendendo sempre più forma. Tra nuovi arrivi, cavalli di ritorno e grandi addii, la rosa si sta delineando e salta all’occhio una particolare abbondanza in una precisa zona del campo: la trequarti. Nel 3-4-2-1 con cui Fonseca ha chiuso la scorsa stagione e con tutta probabilità riaprirà la prossima, sono molti i giocatori in lizza per ricoprire i ruoli di trequartisti dietro la punta. Ben 7 giocatori, salvo prossime uscite, per 2 maglie. Un’abbondanza che si coniuga anche a una varietà importante a disposizione di Fonseca. La Roma può contare infatti su giocatori con caratteristiche diverse in quel ruolo, ognuno in grado di dare il proprio singolare apporto alla causa. Entriamo dunque nel dettaglio di come i singoli calciatori a disposizione del mister possono adattarsi al ruolo di trequartista e interpretare quel ruolo.

LORENZO PELLEGRINI – Con la sempre più vicina partenza di Edin Dzeko, il 7 giallorosso è destinato a ereditare la fascia da capitano. Un’investitura pesante, che certifica ancora di più l’importanza del calciatore per la Roma. Lui e Zaniolo sono stati i pupilli da proteggere a ogni costo in sede di mercato, e, con l’infortunio del compagno, Lorenzo è chiamato a un ruolo di responsabilità ancora maggiore, sia tecnica che mentale. Principe indiscusso degli assist, è il classico giocatore di rifinitura, l’ideale per supportare una belva d’area di rigore come Milik. La sua presenza aumenta il grado qualitativo della squadra, ma le incognite sono sempre le stesse: qualche passaggio a vuoto di troppo nei momenti decisivi. Se Pellegrini quest’anno riuscirà a limare questo aspetto, potrà davvero diventare il valore assoluto che prospetta di poter essere per la Roma.

HENRIKH MKHITARYAN – Ai nastri di partenza, l’armeno è il titolare assieme a Pellegrini. Giocatore dall’efficacia straordinaria, l’anno scorso ha avuto un rendimento straordinario considerando il rapporto tra minuti giocati e gol a cui ha partecipato. È un calciatore che sa come reggere determinati livelli, ha alle spalle una carriera straordinaria e fa sentire il peso della propria esperienza in campo. Poi ha un feeling incredibile col gol, non un dettaglio da trascurare. Il limite dell’armeno però è legato alle sue condizioni: lo scorso anno ha patito qualche acciacco fisico di troppo. La speranza è ovviamente quella di poterlo avere a disposizione per il maggior numero di partite possibili e in quest’ottica sarà importante il modo in cui Fonseca saprà gestire le sue energie. Con lui in campo la Roma acquisisce in prima battuta gol, ma soprattutto un bagaglio d’esperienza che diventa ancora più importante dopo l’addio di Kolarov e la prossima partenza di Dzeko.

PEDRO – A proposito di esperienza. Quest’estate a Trigoria è arrivato un giocatore che ha praticamente vinto tutto, con un pedigree davvero raro da queste parti. Lo spagnolo è un acquisto importante, capace di aggiungere davvero molto valore alla rosa della Roma. L’abitudine a giocare a certi livelli, l’intelligenza tattica, tutti fattori su cui potrà fare affidamento Paulo Fonseca. Anche lui è uno che vede la porta, ha sempre fatto i suoi gol in carriera e la Roma conta sul fatto che continuerà a farne. L’incognita è la classica che si porta dietro un giocatore di 33 anni: la condizione fisica. La paura è sempre quella che questi grandi campioni vengano semplicemente a svernare a fine carriera, ma Pedro oltre a essere un giocatore che ha dimostrato sempre grande professionalità viene da stagioni da protagonista al Chelsea. Con lui in campo sicuramente la Roma guadagna molto in esperienza e in abitudine a vincere, fattore che spesso è mancato negli ultimi tempi.

CARLES PEREZ – Si resta in Spagna, ma andando avanti di parecchi anni. Sono 11 le primavere che intercorrono tra Pedro e Carles Perez, uno stacco generazionale. Arrivato nello scorso gennaio, l’ex Barcellona ha fatto intravedere ottime cose a Roma, sia da esterno offensivo che nella nuova posizione di trequartista. Unico esterno puro di piede mancino in rosa, è un giocatore profondamente diverso da quelli sopracitati. La sua attitudine lo porta a giocare più esternamente, quasi a ricoprire una posizione intermedia tra l’esterno e il trequartista, una variante importante soprattutto quando si fa fatica a penetrare centralmente. Nascendo esterno puro ha dalla sua anche una certa velocità, preziosa negli spazi aperti. Non ha naturalmente dalla sua l’esperienza, ma ha la freschezza della giovane età e la voglia di ritagliarsi un posto da protagonista. Inizialmente parte dietro nelle gerarchie, ma può dare alla squadra fattori diversi da quelli propri dei titolari.

JUSTIN KLUIVERT – L’olandese è probabilmente la grande incognita in questo ruolo. La scorsa stagione è stata a due facce: positiva la prima parte, negativa la seconda. Col cambio di modulo è finito ai margini della rosa, vedendo il campo davvero col contagocce. Sembrava destinato a partire, ma le voci di un suo addio si sono sempre più diradate e ora la permanenza è più che probabile. Per caratteristiche anche lui è diverso, molto rapido, imprevedibile, ma molto più esterno che trequartista. È forse questo il problema maggiore legato a Kluivert: per caratteristiche si trova fuori dal modulo scelto di Fonseca. Dalla sua ha la giovinezza, può essere plasmato e adattarsi a giocare in nuove posizioni di campo. Sicuramente ha qualità importanti, può essere un fattore soprattutto in ripartenza e nei ribaltamenti d’azione. Deve però ritrovare fiducia, parte dietro ma ha la qualità per scalare posizioni.

JAVIER PASTORE – Attualmente ai box dopo l’operazione all’anca, l’argentino sta lavorando per poter tornare a disposizione di Fonseca. Troppi i guai fisici del Flaco, molto buio e pochi lampi, che però sono stati davvero illuminanti. Nel periodo in cui è stato bene Pastore ha fatto la differenza, ma poi è ripiombato del turbinio degli infortuni. Se stesse bene sarebbe un giocatore in grado di garantire un apporto davvero significativo in termini di qualità, ma quel se è davvero troppo grande. Al momento l’argentino è ai margini della rosa, la speranza è di poter tornare ad ammirare il giocatore di quel segmento della scorsa stagione.

DIEGO PEROTTI – Chiudiamo con un altro argentino. Il Monito sembra aver fatto il suo tempo nella Capitale, troppi ormai gli acciacchi. Non garantisce più la continuità di prima, al netto comunque di una qualità che resta invariata. Il suo nome però è tra quelli in partenza: è molto forte l’ipotesi Fenerbahce.

L’arbitro – Torna Chiffi dopo i 2 rigori concessi alla Roma contro la Fiorentina. L’ultima vittoria dell’Hellas risale al 2015, grazie a Toni

È Daniele Chiffi l’arbitro designato a dirigere la prima partita della Serie A 2020/21, Hellas Verona-Roma (domani ore 20:45).

Per il fischietto della sezione di Brindisi sono 2 i precedenti in campionato, con la formazione giallorossa. Un bilancio positivo con 2 vittorie romaniste, entrambe all’Olimpico. 

Con Chiffi c’è da segnalare la prima vittoria in Serie A della Roma di Fonseca, datata 15/9/2019, quando all’Olimpico vinse 4-2 contro il Sassuolo, grazie ai gol di Cristante, Dzeko, Mkhitaryan e Kluivert. 

Il fischietto di Padova ha diretto la Roma anche nell’ultima gara casalinga della passata stagione. Vittoria per 2-1 contro la Fiorentina. Una direzione arbitrale che fece protestare la squadra viola per, secondo loro, un errore tecnico in occasione del secondo calcio di rigore concesso ai giallorossi, trasformato dall’ex del match, Veretout. Penalty generoso, ma nessun errore tecnico, visto che il regolamento parla chiaro: il gioco va interrotto solamente se dal tocco del direttore di gara inizia un’azione d’attacco promettente, cambia il possesso o arriva un gol. Non fu questo il caso”. 

Per quanto riguarda il borsino disciplinare sono 2 i cartellini gialli in 2 partite. invece i cartellini rossi. 

Positivo anche lo score dei calci di rigoreconcessi, entrambi segnati da Veretout contro la Fiorentina, 0 subiti.

Sarà il primo incontro arbitrato da Chiffi tra le due squadre, ma in comune hanno l’avversaria dell’ultima direzione arbitrale: la Fiorentina. 

Positivo lo score dell’Hellas Verona col direttore di gara: 6 direzioni, di cui 4 in Serie A con appena 1 vittoria nel lontano 2015, quando battè 3-2 il Sassuolo al Bentegodi in una gara rocambolesca, visto che dopo 17′ espulse il portiere scaligero Rafael, grazie a una doppietta dell’ex giallorosso Luca Toni. 3 i pareggi, l’ultimo dei quali, contro la Fiorentina. 

Sale anche il conto dei cartellini: 9 gialli e 2 rossi estratti da Chiffi ai calciatori giallo-blu. 

Nessun calcio di rigore concesso né contro, né a favore dell’Hellas Verona da Chiffi in Serie A. 

L’arbitro VAR sarà Irrati, il cui esordio con la Roma risale al derby vinto contro la Lazio nel 2017, con 2 rigori concessi. Nel primo è bravo a non intervenire sulla decisione di assegnare rigore per fallo su Kolarov, nel secondo è lui a richiamare l’attenzione, segnalando il fallo di mano di Manolas.
Nella sua ultima gara con la Roma è protagonista in questa situazione di gioco: netta trattenuta su Mkhitaryan in area di rigore; l’arbitro è spalle all’azione e non vede, il VAR suggerisce a Guida che Bruno Peres era in fuorigioco, si riprende giustamente con un calcio di punizione per il Bologna. 
Il bilancio totale prevede 3 vittorie e 3 sconfitte per la Roma con Irrati al VAR. 

La Lazio ottiene lo sconto per lo stadio Olimpico, ora tocca alla Roma. Idea museo nelle due curve

Il Messaggero oggi in edicola rivela che il patron della Lazio, Claudio Lotito, ha ottenuto uno sconto dal Coni sull’affitto da pagare per lo stadio Olimpico, avendo dovuto disputare molte gare a porte chiuse per il COVID-19. All’incontro era stata invitata anche la Roma ma Dan Friedkin si recherà in persona a visione l’impianto e anche i giallorossi chiederanno uno sconto. Entrambi i club stanno intanto pensando di aprire lo stadio tutta la settimana ai tifosi, organizzando dei tour guidati. C’è inoltre l’idea di costruire dei musei all’interno delle due curve, visitabili con un biglietto ingresso con una percentuale sia per la Roma e sia per la Lazio.

Kumbulla: “Sono stato conquistato dal progetto di questo club. L’anticipo è il mio punto di forza, so sia difendere che giocare la palla”

Marash Kumbulla ha espresso le proprie emozioni ai canali ufficiali della Roma, parlando dopo l’ufficialità del suo passaggio in giallorosso:

“La Roma rappresenta un’opportunità e una sfida irrinunciabile. Sono stato conquistato dal progetto di questo club e non ho avuto esitazioni nello sceglierlo: farò di tutto per non deludere le persone che hanno creduto in me. Ho avuto bellissime sensazioni, ho incontrato i miei compagni che mi hanno accolto benissimo. Tutto l’ambiente lo ha fatto: dai tifosi alla Società. Mi sono subito integrato bene e spero di andare avanti così”.

In questa fase di mercato sei stato accostato a tante squadre: cosa ti ha spinto a scegliere la Roma?
“Della Roma mi hanno convinto la società, il mister, lo staff, il valore della squadra e il calore dei tifosi. Tutte queste componenti hanno fatto sì che io scegliessi la Roma”.

Hai già parlato con Paulo Fonseca?
“Ho già parlato con il Mister, mi ha fatto subito una bella impressione, mi ha già spiegato come vorrebbe che io giocassi e sicuramente con il tempo impareremo a conoscerci meglio e magari a vincere insieme”.

Alla prima giornata la Roma affronterà proprio il club che ti ha visto crescere: come ti senti al riguardo?
“Per me Verona è casa e lo rimarrà per sempre. Ringrazio la società, i miei compagni e i tifosi. Mi hanno aiutato a crescere e non lo dimenticherò mai”.

Hai dimostrato di avere caratteristiche da grande squadra: qual è la migliore?
“Penso che sia l’anticipo, sono aggressivo. Mi reputo un difensore che oltre a pensare a difendere pensa anche a giocare la palla”.

Dove pensi di poter migliorare?
“Essendo giovane ho tantissimo da migliorare. Dal mio punto di vista devo migliorare in fase di impostazione e nel gioco con il piede debole”.

Durante la stagione passata sei entrato nel giro della Nazionale albanese: quanto è importante per te?
“Sì, l’ho conquistata nello scorso ottobre, spero di essere convocato ancora e di portare la mia Nazionale a traguardi importanti”.

Un motivo in più per cercare di fare il massimo in giallorosso.
“Sì, sono felice di essere qui, il mio obiettivo è quello di aiutare lo staff e i compagni a migliorare e a vincere più partite possibile. E questo si può fare crescendo tutti quanti insieme”.

Hai un messaggio per i tifosi giallorossi?
“Ringrazio i tifosi della Roma per l’accoglienza ricevuta, darò il massimo per cercare di vincere ed esultare insieme a loro”.

D’Agostino: “Con Dzeko e Kolarov la Roma perde due leader. Dubbi su Milik”

TMW Radio, durante Maracanà, per parlare delle mosse di mercato in Serie A è stato l’ex calciatore e tecnico Gaetano D’Agostino.

Valzer di attaccanti, con Dzeko alla Juve e Milik alla Roma: chi ci perde?
“Normale che se prendi Milik, dai via Dzeko. Milik è un grande giocatore, quando sta bene, fa gol. L’unico dubbio è la forma fisica, gli infortuni. E’ una situazione strana. La Roma negli anni ha sempre avuto bisogno di un vice-Totti o un vice-Dzeko. Milik non so, se dovesse infortunarsi, la Roma si ritroverebbe senza punta centrale. Avrei preso un attaccante che attaccasse la profondità, con altre caratteristiche rispetto a Milik”.

Dzeko segna ma costruisce anche tanto gioco. E’ un 9 e un 10 al tempo stesso…
“Dando via anche Kolarov, così la Roma perde due punti di riferimento importante. Dzeko è stato il vero regista della Roma negli ultimi anni. Non so se Milik ha quelle caratteristiche. Di sicuro è un gradino sotto Milik a Dzeko e non è facile sostituire il bosniaco nella Capitale”.

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