Un Mkhitaryan in più per uscire dalla crisi

Quando il mare è mosso, sono i marinai più navigati a dover portare la barca fuori dalla tempesta. Traslando la metafora marinaresca al calcio, quando una squadra è in crisi sta agli uomini più esperti il compito di tracciare la via da seguire. Di uomini di una certa caratura in casa Roma ce ne sono tanti, da Dzeko a Kolarov e Perotti, ma uno in particolare può, anzi deve, rappresentare un valore aggiunto non da poco. Si tratta di Henrikh Mkhitaryan, senza dubbio uno dei giocatori più internazionali a disposizione di Fonseca. Arrivato come colpo last minute durante il mercato estivo, l’armeno ha inciso finora meno di quanto ci si aspettasse, complici i decisamente troppi guai fisici. Quattro gol e un assist in appena 13 presenze, per un totale di 739′ minuti giocati, come se in realtà avesse giocato 8 partite piene. Ne consegue però che 4 gol in 8 partite non sono un bottino affatto male, un gol ogni 184 partite, una si e una no. I numeri sorridono all’armeno quando è in campo, ma il nodo è proprio quello. Mkhitaryan quest’anno è mancato tantissimo, i numeri sopracitati ne sono una testimonianza, ma ora può davvero essere l’uomo della svolta, per più di un motivo.

Innanzitutto quando gioca è spesso decisivo. L’armeno vede la porta, riesce a servire i compagni, sa leggere i momenti delle partite. Apparso opaco nelle ultime giornate, come tutta la squadra d’altronde, ha comunque dato costantemente l’impressione di poter essere pericoloso, tanto che Fonseca non l’ha sostituito né col Bologna, né con l’Atalanta, nonostante fossero le prime due partite dopo il ritorno dall’infortunio. Per caratteristiche è un giocatore unico nella rosa della Roma, unico a poter occupare tutte le posizioni sulla trequarti data la sua duttilità tattica. Come esterno è il prototipo perfetto del profilo richiesto da Fonseca, in grado di venire a giocare in mezzo al campo, dando appoggio a Dzeko e liberando lo spazio per il terzino. Inoltre, visto il momento d’appannamento di Pellegrini e i guai fisici ormai cronici di Pastore, è l’uomo qualitativamente migliore a disposizione di Paulo Fonseca, arma preziosa quando le idee offensive scarseggiano, e ultimamente capita di frequente.

Mkhitaryan è però un profilo anche di grande esperienza. Una carriera di rilievo, vestendo maglie prestigiose come quelle di Borussia Dortmund, Manchester United e Arsenal. È uno abituato ai grandi palcoscenici, in grado di sopportare momenti complicati come questi. È sicuramente uno dei profili in grado di prendere per mano la squadra e trascinarla fuori da questo baratro in cui sta sprofondando. 83 presenze in Europa tra Champions league ed Europa League, la vittoria di quest’ultima con il Manchester United, segnando in finale con l’Ajax e venendo inserito nella squadra del torneo. Un’esperienza quindi rara dalle parti di Roma, un valore aggiunto da sfruttare, perché l’Europa League rimane l’ultimo obiettivo concreto della stagione, dopo la solita qualificazione in Champions s’intende, e Mkhitaryan è uno che quella coppa la conosce bene.

Talento, duttilità ed esperienza, il mix micidiale che Mkhitaryan può mettere a disposizione di Fonseca. A patto di mantenere una forma fisica accettabile, che non lo allontani nuovamente dal campo per lunghi periodi, l’armeno può essere davvero l’uomo giusto per uscire da questa crisi nera che avvolge i colori giallorossi.

Prossima partita: Roma-Gent, giovedì 20 febbraio ore 21:00
Probabile formazione (4-2-3-1): Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Cristante, Veretout; Ünder, Pellegrini, Kluivert; Dzeko
Ballottaggi: Santon/Spinazzola, Kluivert/Perotti, Perez/Ünder
In dubbio: –
Indisponibili:
 Zappacosta (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro), Zaniolo (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro con associata lesione meniscale), Diawara (trauma distorsivo al ginocchio sinistro), Mirante (lesione del menisco mediale del ginocchio sinistro), Pastore (edema all’anca).
Squalificati: –
Diffidati: 
Diawara.

Lazio, Lotito: “Tifano tutti per noi tranne juventini e interisti”

Euforico per la vittoria contro l’Inter in campionato, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero. Eccone uno stralcio:

“Dopo Lazio-Inter ho ricevuto tantissime telefonate da laziali, ma molte anche da non laziali. La verità è che ci chiedono di rompere il monopolio della Juventus, di battere l’Inter. Tifano noi tutti quelli che non tifano Juventus e Inter. I romanisti? Diciamo che mi pare non dispiaccia quando i trofei non li vincono i soliti”

Anche il Tottenham su Smalling

Chris Smalling, dopo l’errore commesso contro il Bologna è tornato a giocare secondo i suoi standard contro l’Atalanta. Il calciatore è in prestito alla Roma, dal Manchester United e le sue prestazioni hanno attirato su di lui l’attenzione di qualche club in Premier League. Dopo l’Everton, si è aggiunto il Tottenham di Mourinho. Lo scrive il Corriere dello Sport. 

Gli scontenti di Bergamo

Secondo quanto si legge su Il Corriere della Sera, ci sarebbero due giocatori che non avrebbero preso bene la panchina contro l’Atalanta. Il primo è Kolarov che, per la prima volta da quando è a Roma, si sente messo in discussione e ciò non gli piace. Il secondo, invece, è Çetin: il turco avrebbe voluto passare al Galatasaray in prestito ma, essendo rimasto, pensava di essere almeno la prima alternativa tra i centrali. Evento, ovviamente, che non è avvenuto perché contro l’Atalanta ha giocato Fazio al posto di Mancini, schierato centrocampista. 

Pallotta: “La trattativa per il passaggio di proprietà non può condizionare la squadra, deve pensare a giocare”

Nonostante sia vicino a cedere la Roma a Friedkin, l’attuale presidente giallorosso James Pallotta si mostra vicino alla squadra, reduce da un terribile – sportivamente parlando – inizio di 2020. Ecco le sue parole riportate da La Gazzetta dello Sport:

“Il fatto che ci sia una trattativa in corso non può condizionare. Questa squadra ha tutto per fare bene. Deve solo giocare”.

In bilico il futuro di Pellegrini

In questo complicato momento della Roma, sul banco degli imputati è finito anche Lorenzo Pellegrini. Il numero 7 capitolini aveva chiuso il 2019 in crescendo con tanto di rete alla Fiorentina e nel nuovo anno – eccezion fatta per la doppietta in Coppa Italia contro il Parma – ha sempre deluso. Contro l’Atalanta ha avviato l’azione per il gol di Pasalic, con il Sassuolo è stato espulso, negli altri match non ha inciso: secondo Leggoil suo futuro è in bilico, tanto che non ci sono stati passi avanti sull’eliminazione della clausola rescissoria presente nel suo contratto. 

Fonseca invita la squadra a non mollare

Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, prima dell’allenamento di ieri c’è stato un nuovo faccia a faccia tra Fonseca e i calciatori, reduci dal terzo ko consecutivo. Secondo la rosea, il tecnico portoghese avrebbe invitato il gruppo a non mollare, convinto che le prossime due partite (Gent e Lecce, ndr) possano rimettere la squadra in carreggiata. 

La dimensione Europea per sgombrare la mente e ritrovare serenità

La Roma che ha ricominciato gli allenamenti è una squadra che con molte probabilità ancora si deve scrollare di dosso la sconfitta contro l’Atalanta. Questo perché a Bergamo è arrivata la terza sconfitta, nelle ultime tre gare di Serie A. Giovedì però si cambia pagina, torna l’Europa League, arriva il Gent allo Stadio Olimpico. Avversario sulla carta comodo da affrontare, turno a eliminazione diretta con gara di andata e ritorno, ci sono tutti i presupposti per gli uomini di Fonseca per sgombrare la mente dal campionato e provare a riscattarsi con una grande prestazione. D’altronde, analizzando la storia recente e le caratteristiche tecnico-tattiche di mister e squadra, l’Europa League potrebbe essere la giusta dimensione per eseguire al meglio ciò che chiede da inizio stagione il tecnico portoghese. Non è un caso quello di affrontare sempre il discorso tattico, legato alla difficoltà di giocare in Serie A, da parte del mister. Un campionato denigrato, passato in secondo piano da quando Messi e CR7 si sono contesi Liga e Champions a suon di gol, o da quando la Premier è diventata una sorta di Parco della Vittoria del Monopoli e a suon di milioni di sterline ha portato oltremanica top coach e top player. Fonseca dopo Bergamo ha parlato di problema mentale, più che fisico. In campo si vede una squadra bloccata, soprattutto in fase di impostazione. Ecco come, per esempio, un Lorenzo Pellegrini passi da assist-man, uomo di qualità del palleggio giallorosso, a giocatore che fatica a entrare in maniera incisiva nella manovra romanista. Giocare in Europa significa trovare più spazi, quelli che le ali Kluiver, Ünder o Perez, dovranno riuscire a sfruttare, per la squadra, ma soprattutto per ritrovare fiducia nelle loro giocate. Tutti ingredienti utili per mettere in standby le preoccupazioni di una rincorsa Champions complicata da questo inizio di 2020. Sgombri mentalmente, per cercare di ipotecare il passaggio agli ottavi di finale, ritrovando un po’ di serenità. 

Prossima partita: Roma-Gent, giovedì 20 febbraio ore 21:00
Probabile formazione (4-2-3-1): Pau; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Cristante, Veretout; Ünder, Pellegrini, Kluivert; Dzeko
Ballottaggi: Santon/Spinazzola, Kluivert/Perotti, Perez/Ünder
In dubbio: –
Indisponibili: Zappacosta (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro), Zaniolo (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro con associata lesione meniscale), Diawara (trauma distorsivo al ginocchio sinistro), Mirante (lesione del menisco mediale del ginocchio sinistro), Pastore (edema all’anca).
Squalificati: –
Diffidati: Diawara.

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